giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Totti e la Roma
vacilla il ‘capitano’
Pubblicato il 22-02-2016


Fulmine a ciel sereno in casa giallorossa: Francesco Totti messo alla porta. Ma come: il simbolo, il capitano, per molti l’ottavo re di Roma escluso da quella che è la sua seconda pelle? Così è successo alla vigilia di Roma-Palermo, partita vinta 5-0 dai giallorossi. Ma raccontiamo i fatti.

Totti-derby-selfieLITE CON SPALLETTI – Il campanello d’allarme nasce nel post-partita di Roma-Real Madrid, gara giocata mercoledì scorso all’Olimpico, valida per l’andata degli ottavi di finale di Champions League e vinta dagli spagnoli per 2-0. Totti gioca appena 6’ e, a un giornalista che voleva intervistarlo, risponde ironicamente ‘’Che ce fai con me…’’. Francesco, si sa, è un burlone, sempre con la battuta pronta e capace di scherzare anche dopo una sconfitta. E infatti nessuno, nonostante un velo di malinconia nella frase, aveva fatto nascere un caso. Anzi, in vista della partita di campionato Roma-Palermo, Spalletti aveva deciso di schierare Totti dal primo minuto contro i siciliani. Poco dopo però succede il finimondo: in un’intervista rilasciata a Rai Sport, il numero 10 giallorosso si sfoga, lanciando bordate al suo allenatore (‘’certe cose me le dica in faccia’’ o ‘’il nostro rapporto è limitato al buongiorno e buonasera’’), chiedendo poi maggiore rispetto per tutto quello che ha dato nella sua carriera al club giallorosso. E qui probabilmente il destinatario del messaggio è la società per la vicenda del rinnovo del contratto (in scadenza a fine stagione), su cui non sembrano esserci novità all’orizzonte. Fatto sta che, in seguito a queste dichiarazioni, Spalletti decide di escluderlo dalla lista dei convocati tra lo stupore generale.

LA RAGIONE E IL TORTO – Ma chi ha ragione, Totti o Spalletti? Probabilmente entrambi, ma si poteva fare di meglio nella forma e nel contenuto di certe esternazioni. Parliamoci chiaro, Totti mastica calcio da oltre 20 anni: è il primo a sapere, di non poter più essere indispensabile a 39 anni, soprattutto dopo il fastidioso infortunio che lo ha tenuto a lungo ai box. Oltretutto, trascurando la sconfitta contro il Real Madrid, la Roma è in netta ripresa: 5 vittorie consecutive, riacciuffata la zona Champions e Dzeko che finalmente sta trovando la via delle rete con continuità (nonostante un gol sbagliato a porta vuota contro il Palermo). Da un punto di vista tecnico, dunque, è comprensibile che Totti sia fuori dalla formazione titolare. E giocare per riconoscenza sarebbe un grosso sbaglio. È giusto quindi che Spalletti porti avanti le proprie idee tattiche, considerando che la Roma ha già fallito tutti gli obiettivi stagionali (salvo improbabili rimonte su Napoli e Juventus e contro il Real Madrid in Champions) e che il terzo posto salverebbe, in parte, l’ennesima stagione fallimentare. Tuttavia si può far di più proprio in merito al ‘rispetto’ citato proprio dal capitano giallorosso: 300 secondi e poco più contro il Real è un minutaggio che Francesco non meritava, così come la discussione sul rinnovo del contratto non dovrebbe neanche esistere, pensando all’inaugurazione del nuovo stadio e all’importanza mondiale di Totti dal punto di vista del merchandising.

PACE ALL’ORIZZONTE – Si arriva dunque tra mille polemiche a Roma-Palermo. Tifosi all’unanimità schierati con il capitano: nel momento dell’annuncio delle formazioni, infatti, tantissimi cori per Totti, presente sugli spalti, e bordate di fischi per Spalletti. Il tecnico toscano, dopo il 5-0 ai siciliani, getta acqua sul fuoco: ‘’Non voglio creare alcun duello, tuttora vedo fare a Francesco delle giocate da fuoriclasse in allenamento. Anche mio figlio ce l’ha con me per questa decisione, ma è stata inevitabile. Per rabbia non si può organizzare un’intervista e lanciare pesanti accuse. La società mi ha chiamato per aggiustare delle cose che non andavano e io devo pensare al bene della squadra’’. Il caso sembra comunque chiuso: ‘’Francesco è venuto negli spogliatoi prima della partita, ci siamo parlati. E’ tutto a posto, da lunedì tornerà ad allenarsi regolarmente. Da quando sono tornato qui gli ho sempre detto che può fare quello che vuole, il suo ruolo nel futuro lo deciderà lui e nella questione del rinnovo del contratto io non voglio entrare’’. Anche il dg Baldissoni veste i panni del pompiere: ‘’Totti resterà a lungo con noi. Se a fine stagione deciderà di smettere, è già pronto un contratto di 6 anni da dirigente’’. Decisivo ora sarà l’imminente arrivo nella Capitale del presidente James Pallotta che, non bastasse l’iter burocratico per il nuovo stadio e la questione delle barriere allo stadio Olimpico con il Prefetto Gabrielli, ha ora una nuova grana, la più importante: Francesco Totti, anzi la Roma.

Francesco Carci

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