domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Turchia. L’alleato comodo all’Ue per i profughi
Pubblicato il 08-02-2016


l43-recep-tayyip-erdogan-151016231559_medium«Non le piace, ma ha bisogno di lui», titola il settimanale tedesco Der Spiegel, riferendosi all’ennesimo incontro tra la cancelliera Angela Merkel e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Un titolo che si potrebbe estendere all’intera Unione europea preoccupata più a trattenere i profughi e gli immigrati fuori dai propri confini che alla sorte di questi ultimi, senza dimenticare gli stessi turchi imprigionati o i curdi vessati e massacrati dal regime di Ankara.
Non importa quindi che Erdogan viola tutti i principi di base dell’Europa, come i diritti umani, la democrazia, la libertà di pensiero e quella dei media: Can Dundar, direttore di Cumhuriyet, e il corrispondente da Istanbul, Erdem Gul, sono agli arresti dallo scorso novembre per aver pubblicato le foto di armi destinate a gruppi islamisti in Siria a bordo di camion scortati dai servizi segreti turchi. Non importa nemmeno che l’unico scopo della mobilitazione di Erdogan contro il Daesh sia riuscire a eliminare il problema dei curdi gli unici che in Siria stanno combattendo contro il Sedicente Stato Islamico. Non interessa quindi l’ultima delle stragi compiute dall’esercito di Ankara: per diversi giorni le forze turche hanno bombardato diversi edifici nel quartiere curdo Cizre, al cui interno si trovavano dei civili feriti, uccidendo una sessantina di persone. Il primo ministro turco Davutoğlu ha negato il massacro, ma su Twitter circolano le immagini e i filmati dei soldati dell’esercito e dei loro festeggiamenti.

Per l’Europa più che fermare i massacri è necessario fermare i profughi. Più di un milione di migranti e rifugiati sono entrati nell’Unione Europea nel 2015 attraverso la Turchia, e oggi vi sono circa 2,5 milioni di rifugiati in territorio turco. Così alla fine dello scorso novembre l’UE e la Turchia hanno stretto un accordo per cercare di controllare i flussi migratori verso l’Europa, Ankara in cambio riceverà un supplemento di 3 miliardi di euro dal bilancio degli stati membri dell’Unione Europea al fine di sostenere i rifugiati nel proprio Paese. Da oggi fino a giovedì, due delegazioni delle commissioni Libertà Civili e Bilanci del Parlamento Europeo saranno in Turchia per valutare come il Paese stia gestendo l’accoglienza dei rifugiati.
Ma a rappresentare l’Europa non poteva che essere Berlino, la vera meta di destinazione dei profughi. Proprio la Merkel che all’inizio aveva cavalcato l’onda emozionale del Paese accogliendo gli immigrati in arrivo, si ritrova ora a non saper gestire più il flusso proveniente dalla rotta balcanica. Inoltre l’anno prossimo ci saranno le elezioni legislative e la Merkel continua a perdere consensi tra gli elettori proprio a causa dei migranti e a tutto vantaggio delle destre radicali, in continua crescita.
Non a caso solo quest’anno la Cancelliera ha già incontrato tre volte il presidente turco: alla Conferenza di Londra dei Paesi donatori per la Siria e a Berlino per consultazioni bilaterali tra i due Paesi.
Ma la Cancelliera non rappresenta solo la Germania e l’Europa, ma tutto l’Occidente, non è un caso infatti che pur di “remare contro Putin” e nello stesso tempo appoggiare il presidente Erdogan, ha infatti detto una volta giunta nella capitale turca di essere non “solo scioccata, ma anche inorridita” per le sofferenze subite dai civili a causa dei raid russi in Siria. Eppure è propria la Russia, forse il solo Stato, a combattere realmente l’Isis, ma per la Merkel finché la Russia continua i suoi raid in Siria, costringendo alla fuga verso i Paesi vicini decine di migliaia di civili, “è difficile che possano avere luogo dei colloqui di pace. Questa situazione deve concludersi rapidamente”, ha aggiunto.
La Germania, e con lei l’Europa, si affida così al regime di Erdogan, accusato di strizzare l’occhio al Sedicente Stato Islamico, una delle cause di una guerra che ha portato alla crescita del numero di profughi.

Maria Teresa Olivieri

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