domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

“Una famiglia quasi perfetta” di Buccirosso
al Sala Umberto
Pubblicato il 26-02-2016


CARLO BUCCIROSSO 04Salvatore Troianiello è un macellaio, ex galeotto, condannato a 24 anni di carcere perché “costretto” a pugnalare al cuore ed uccidere la moglie. Durante la sua permanenza forzata nelle patrie galere, il figlio Pinuccio viene dato in adozione, all’età di sei anni, ai coniugi Terracciano. Ma da una settimana Salvatore è uscito di prigione e pare intenzionato a rifarsi una vita, anche se non riesce ad abbandonare del tutto gli istinti violenti che ne hanno finora causato la rovina. Con la nuova compagna Antonietta Maresca si reca dall’avvocato Percuoco e, con fare minaccioso, chiede di potersi ricongiungere con Pinuccio e quindi avviare le pratiche per l’adozione del figlio ormai maggiorenne. L’avvocato Percuoco non è scelto a caso: era stato proprio lui a curare, per conto del Tribunale, la pratica di adozione con i Terracciano. Da qui iniziano a svilupparsi una serie di situazioni comiche, che vedono il coinvolgimento anche degli assistenti “raccomandati” di Percuoco.

Ci trasferiamo quindi in una piacevole e tranquilla villetta residenziale, dove la pacifica famigliola Terracciano – lui affermato psicologo, lei insoddisfatta casalinga – sembrano vivere in apparente armonia assieme al loro figlioletto adottivo Pinuccio, che ora appare come il loro principale punto di riferimento. Di lì a poco Salvatore Troianiello, il padre naturale dell’amato e coccolato pargolo, piomberà nel tepore delle mura della casa a recriminare la paternità di suo figlio!

Tuttavia sarà grande la sorpresa di Salvatore quando scoprirà che il figlio Pinuccio non è mai cresciuto, a causa del morbo di matusalemme, e che quindi ha ora la testa di un adulto in un corpo di un bambino. Pinuccio è comunque felice con la sua famiglia adottiva, che non gli ha fatto mai mancare nulla. E proprio Pinuccio sarà chiamato a scegliere tra il richiamo del sangue paterno e la gratitudine ed il rispetto per chi gli è stato affianco in tutti questi anni.

“Una famiglia quasi perfetta” sembra una normale vicenda legata alle difficoltà che l’adozione di un figlio a volte può arrecare, ma il disordine legislativo, la mancanza di una quotidiana tutela del cittadino, unite alla presunzione di convenienza che ormai regna nel nostro “bel paese”, e cioè che tutti siamo colpevoli di tutto, salvo prova contraria, porteranno gli eventi sul precipizio di una normale tragedia quotidiana, cui la nostra spietata battaglia esistenziale ci ha ormai tristemente abituati…

Nell’allestimento in due atti al Sala Umberto troviamo il bravissimo Carlo Buccirosso nei panni del protagonista Salvatore Troianiello. Di particolare enfasi la recitazione di Rosalia Porcaro, nei panni della signora Terracciano. Molto caratterizzata ed efficace la performance di Gino Monteleone, nei panni dell’avvocato Percuoco, capace di toccare diverse corde espressive, proprie della migliore tradizione napoletana. Emozionante e al tempo stesso divertente la recitazione di Davide Marotta alias Pinuccio. Nel complesso tutti gli otto attori presenti sulla scena si esprimono su ottimi livelli, facendosi portatori di una forza recitativa che solo il teatro comico napoletano è in grado attualmente di raggiungere.

Gli ambienti in cui si svolgono i fatti sono sostanzialmente due: lo studio dell’avvocato Percuoco, dove lo stesso combatte tra clienti ed assistenti raccomandati, e la calda casa dei Terracciano, dove una tata factotum ed ironica ne combina delle belle. Il linguaggio è italiano anche se con qualche tocco di dialetto napoletano, che aiuta a conferire carattere alla commedia, e qualche battuta in uno sconclusionato quanto divertente “italo-ucraino”. Le musiche sono utilizzate soprattutto per marcare i cambi scenici.

“Una famiglia quasi perfetta”, scritta e diretta dallo stesso Buccirosso, è dunque una commedia divertente, migliorata rispetto al primo allestimento in quel di Napoli, sia in termini di ritmo che di recitazione. Questa volta Rosalia Porcaro appare assolutamente convincente. Ma al contempo si tratta di un testo che fa riflettere: sono prioritari i diritti dei genitori adottivi o quelli del padre naturale? La paternità viene prima o dopo l’adottabilità? Quanto il riscatto sociale passa per la costituzione di una famiglia?
In fondo, Salvatore non è poi così cattivo come sembra e forse quello che voleva realmente era solo essere abbracciato e riconosciuto dal figlio dopo tanti anni…

Buono il successo di pubblico e numerosi gli applausi al Sala Umberto di Roma, dove “Una famiglia quasi perfetta” sarà replicata fino al 14 marzo.

Cast: Rosalia Porcaro, Gino Monteleone, Davide Marotta, Tilde De Spirito, Peppe Miale, Fiorella Zullo, Giordano Bassetti, Elvira Zingone
Scritto e diretto da: Carlo Buccirosso

 

Al. Sia.

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