giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Unioni civili, Alfano tira la corda
Pubblicato il 03-02-2016


AlfanoHa retto, nel primo giorno di discussione in Aula, l’asse Pd-M5S-Sel. Ma dopo le pregiudiziali di costituzionalità sulle unioni civili il dibattito entra nel vivo. Il voto contrario alle pregiudiziali, con il Pd compatto, non nasconde tuttavia lo scontro ancora apertissimo sullo snodo chiave della stepchild adoption con Ap che, per voce del suo leader Angelino Alfano, ne ha chiesto lo stralcio. Si profila insomma la possibilità di maggioranze diverse sul testo. Ma se il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda considera la proposta di Alfano “un sensibile passo avanti” sottolineando come sulle adozioni “occorra avere prudenza” ma, al tempo stesso, “seguire le indicazioni” di Consulta e Corti europee, dalla maggioranza dei senatori Dem traspare la volontà ad andare sulla stepchild adoption.

Da una parte quindi i centristi potrebbero tirarsi fuori e dall’altra il M5s sostituirli. Una possibilità che il segretario del Psi Riccardo Nencini definisce “grave”. “La legge sulle unioni civili va spogliata da ogni ideologismo. Conferirà diritti elementari a un’Italia che già esiste e che ha sofferto a lungo. Il fatto grave non consiste in chi la voterà pur non essendo maggioranza. È grave che chi e’ in maggioranza non la voti”.

Punta i piedi il ministro dell’Interno Angelino Alfano: se Pd e M5S voteranno insieme il provvedimento “sarà un fatto grave, negativo e traumatico. Se Renzi se lo risparmia fa il bene dell’Italia”. E poi ha sottolineato che “noi non minacciamo crisi, non credo sarebbe una mossa intelligente”. Ma anche senza minacciare la crisi di governo, Alfano ha comunque fatto capire potrebbero esserci conseguenze sul referendum sulle riforme, il prossimo ottobre. Alfano ha infatti chiesto esplicitamente lo stralcio dell’articolo 5, ovvero della cosiddetta stepchild adoption. Durissime le parole del Ministro Ncd Lorenzin che ha definito la “donna ancora schiava, ieri come oggi, costretta a cedere ai padroni i propri neonati per non vederli mai più”. E ancora: “Siamo nell’ultraprostituzione, e senza ipocrisia va denunciato ogni tentativo di regolamentazione che, in un regime di negoziazione del prezzo della gestazione e della vita stessa della mamma e del bambino, sarebbe illusoria”. Parole che arrivano all’indomani delle nomine che da Palazzo Chigi hanno premiano il partito del Ministro degli interni.

Oggi si sono riuniti i capigruppo. L’orientamento è quello di contenere il numero di voti segreti e di garantire “un dibattito nel merito del provvedimento e degli emendamenti”,  ha affermato il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda. La volontà di “contingentare” il numero di scrutini segreti è stata confermata, dopo la riunione, anche dal capogruppo leghista Gian Marco Centinaio.

Ginevra Matiz

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