sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Unioni civili. Il primo di tanti passi verso la modernità
Pubblicato il 26-02-2016


“PACS, DICO, CUS, DiDoRè”. Tanti, troppi sono stati negli anni gli acronimi incomprensibili che diedero vita a proposte di legge sulle coppie di fatto. Credibili, meno credibili e imbarazzanti, ma tutte puntualmente affossate durante il complesso iter parlamentare.
Aver approvato una legge sulle unioni civili è un passo importante, storico. Un legge di civiltà, in un Paese retrogrado, bigotto, poco sensibile all’equiparazione dei diritti degli individui, specie se dello stesso sesso.
Certo, i detrattori e i delusi ci sono e ci saranno. Un accrocchio, un pasticcio secondo molti, opinioni a tratti condivisibili, ma di più con questa attuale maggioranza, lascito del porcellum di berlusconiana memoria, non si poteva fare. Soprattutto se chi si definisce laico, portatore dell’interesse comune, vedi alla voce cinque stelle, scappa davanti alle decisioni importanti.
Abbiamo impiegato decenni per riconoscere semplicemente diritti a persone etero e omosessuali che decidono di vivere insieme. Centinaia di migliaia di persone alle quali oggi la politica ha voluto dare un segnale. Il rispetto per  i sentimenti altrui senza distinzioni di genere.
Che poi, al netto dei due articoli del testo originario cassati, il passo in avanti, se pur a fatica, c’è stato effettivamente. Molti sono stati i diritti riconosciuti tra i più importanti: diritto alla pensione di reversibilità, diritto all’eredità, diritto al mantenimento e agli alimenti, obbligo di assistenza morale e materiale, diritto al congedo matrimoniale e assegni familiari, diritto alla cura e alle decisioni sulla salute in caso di incapacità, diritto di stabilire una residenza comune.
Dal sentiero sterrato medioevale abbiamo intrapreso finalmente la strada della modernità e dei diritti. Un punto di partenza non certo di arrivo. Sia chiaro all’attuale maggioranza e al Presidente Renzi.
Infatti, come socialisti, eredi di quel gradualismo principio evolutivo del riformismo tanto caro a Turati, abbiamo votato la legge ma già lunedì rilanceremo il tema della stepchild adoption.
Insomma, il Senato ha votato quella che è senz’altro la più importante riforma in tema di diritto di famiglia dopo quella del 1975. Ma molto c’è ancora da rivendicare per fare dell’Italia in tema di diritti civili finalmente un Paese moderno. Per garantire semplicemente il rispetto di un sentimento. L’amore.
Luigi Iorio
Responsabile dipartimento diritti umani 
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