domenica, 26 giugno 2016
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Opinioni e commenti
 

Unioni civili: Nencini: “Irresponsabile evocare la crisi”
Pubblicato il 19-02-2016


Unioni civili-ScalfarottoA soffiare sul fuoco delle polemiche sulle Unioni civili ci pensa il senatore del Pd Tonini che in una intervista al Corriere della Sera afferma: “Senza unità il Pd rischia una crisi irreversibile. Se prendiamo la strada delle ripicche e delle accuse sono a rischio le unioni civili, il Pd e la legislatura. Le nostre differenze devono essere il cemento per unire il Paese. Se le nostre differenze diventano contrapposizioni il Paese paga un prezzo”. E poi aggiunge: “Dobbiamo portare a casa una buona legge sulle unioni civili, con sano pragmatismo e senso della realtà, tenendo conto che il Pd al Senato non ha i numeri e che una parte dei cattolici dice ‘io la stepchild non ce la faccio a votarla’”, afferma Tonini, secondo cui “la strada maestra è verificare se c’è una maggioranza per la stepchild adoption . Sui punti controversi deciderà il Parlamento, in modo libero”. “Se non ci sono i numeri – prosegue – la stepchild va tolta dal testo e affrontata in un altro provvedimento. C’è un problema più ampio di revisione delle norme sulle adozioni che riguarda gli omosessuali e, di più, le coppie eterosessuali sterili”.

Una posizione che per il Segretario del Psi Riccardo Nencini definisce irresponsabile: “Evocare la crisi di governo, come fa il senatore Tonini, se non si toglie il tema adozioni dal disegno di legge Cirinnà, o è irresponsabile oppure è una minaccia. Tertium non datur. Stupisce che a dirlo sia proprio chi ha contribuito a scrivere il testo”. Nencini poi avverte: “Lo ripeto: noi voteremo il provvedimento così come è stato presentato. Senza stralci. Magari rafforzando unicamente la norma che prevede il no all’utero in affitto. La tutela dei bambini – conclude – non può essere soggetta a nessun patteggiamento”.

Intanto, in previsione della ripresa dei lavori in aula il presidente del Senato Pietro Grasso sta studiando gli emendamenti. E tra le ipotesi vi è anche quella che vengano dichiarati inammissibili tutti gli emendamenti cosiddetti “supercanguri” presentati al ddl Cirinnà. “È un’ipotesi in campo – ha commentato Grasso -. Sto valutando tutte le ipotesi e tutti gli scenari – aggiunge – potendo avere finalmente un fascicolo ‘umano’ di soli 1.200 emendamenti al netto delle valutazioni di ammissibilità”.

Il deputato dei 5 Stelle e membro del “direttorio” del Movimento Alessandro Di Battista conferma la volontà di votare il ddl Cirinnà sulle Unioni civili. Per i grillini il problema resta il canguro salta-emendamenti: “Il canguro – ha detto Di Battista – è anti democratico, un metodo squadrista che zittisce il dibattito che ha dovere di esserci. Noi vogliamo la legge sulle unioni civili, seicento emendamenti si votano in sei giorni”. L’accusa è quindi al Pd, che ha deciso di fare un passo indietro, rinviando tutto per una settimana: “I nostri voti per la legge ci sono, ma diciamo noi ai giochi del Pd”.

Dalla minoranza del Pd interviene il senatore Pd Miguel Gotor che smentisce “categoricamente che da parte della minoranza del Pd al Senato sia stata avanzata la richiesta di porre la fiducia sul ddl Cirinnà come supposto oggi da un paio di giornalisti ormai ridotti al ruolo di spin doctor del premier. Tanto più che la legge sulle Unioni civili non fa parte degli accordi di governo e una simile richiesta sarebbe del tutto impropria. Queste favole in realtà servono a coprire gli errori commessi dalla maggioranza del Pd e le divisioni presenti nel mondo renziano che il premier ha scelto o si è mostrato incapace di governare”. “Nell’impasse della legge sulle unioni civili – aggiunge il senatore della minoranza dem – stiamo scontando tre errori che gli attacchi ai grillini di questi giorni (i quali sono la principale forza di opposizione e dunque non possono essere accomodanti con noi come siamo abituati che lo siano Verdini e compagnia) non riescono a occultare”.

Edoardo Gianelli

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