domenica, 25 settembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ddl Cirinnà. Nencini: “Coscienza non può discriminare”
Pubblicato il 09-02-2016


unioni-civili-433x296La disputa sulle Unioni Civili e il ddl Cirinnà continua in Senato, dopo la retromarcia del M5S cheha lasciato libertà di coscienza sulla stepchild adoption (l’adozione del figlio del partner), restano non poche incognite sull’esito del voto, soprattutto dopo che è a saltare è stato l’accordo tra i capigruppo di maggioranza di Palazzo Madama. Infatti il Pd ha risposto picche alla richiesta di stralcio della stepchild adoption dal ddl Cirinnà, avanzata domenica da Angelino Alfano. Tuttavia l’asso nella manica per il partito di maggioranza può trovarsi nell’ala dei maggiori oppositori al ddl, i leghisti. Alla vigilia dell’inizio delle votazioni, secondo quanto apprende l’agenzia Dire la Lega Nord ha assicurato infatti al Pd che ritirerà ben 4500 dei 5000 emendamenti presentati al ddl.

Tuttavia resterebbero in campo 500 emendamenti, sui quali poi si giocherà il confronto tra dem e Carroccio. I democratici chiedono ai leghisti di conoscere il contenuto dei 500 emendamenti superstiti, anche al fine di evitare che tra questi ce ne siano di premissivi di intere parti del
provvedimento. Ma se il confronto dovesse fallire, al Pd resta comunque l’arma dell’emendamento Marcucci, il supercanguro che assorbirebbe buona parte delle proposte emendative.

L’incognita dei voti resta comunque all’interno dello stesso Pd, che come i pentastellati ha chiesto libertà di coscienza, ma che rischia così di ritrovarsi una piccola fronda di cattolici ostinati. Tuttavia a cercare di placare le acque ci ha pensato la senatrice cattolica e dem, Anna Finocchiaro che tenuto a sottolineare durante la discussione al Palazzo Madama sul ddl Cirinnà: “Dall’abolizione dell’articolo 5 non deriverebbe nessun deterrente alla maternità surrogata”. La senatrice spiga che “finora è accaduto, a legislazione vigente, per tutte quelle coppie eterosessuali, sposate, che hanno utilizzato questa forma di adozione speciale poiché, essendo sterili, avevano fatto ricorso alla maternità surrogata”.
Ma prima dell’articolo 5 sulle adozioni, a impensierire i dem, ci saranno altri voti sui primi articoli, dove occorre differenziare meglio le unioni dal matrimonio. Il Pd ha pronti 3 emendamenti in tal senso, ma Ap ne propone altri: se passeranno, a scrutinio segreto, potrebbero suscitare la reazione dell’ala laica del Pd. Dopo le discussioni sulla stepchild adoption si passa così ad alzare gli scudi sull’equiparazione tra matrimonio e unione civile, prevista dall’articolo 3. “È l’art. 3 l’ostacolo più importante da rimuovere”. Afferma il deputato Gian Luigi Gigli, capogruppo di “Democrazia Solidale-Centro Democratico” in Commissione Affari Costituzionali.

Tutt’altro che dubbiosi sono invece i socialisti, che si sono sempre espressi in favore. “Tre domande ai senatori incerti e contrari prima del voto di domani”, ha detto, il segretario del Psi e senatore Riccardo Nencini che ha scritto una lettera ai Senatori contrari alla legge sulle unioni civili che comprende la stepchild adoption.
“La prima. La salute del bambino dipende dall’amore e dalla cura di chi li cresce: perché ostacolare l’adozione?”, si legge nella lettera di Nencini. “Poi: La coscienza non è un fattore astratto, è figlia della fede, dell’ideologia, dell’educazione. Può diventare un criterio oggettivo per decidere la condizione civile di chi è discriminato? E infine: Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Perché ci si oppone a formalizzare la posizione di tutti, distinguendo gli etero dagli omosessuali?”, ha concluso il Vice ministro ai Trasporti.

Redazione Avanti!

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