sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Unioni civili. Papa Francesco: “Non mi immischio”
Pubblicato il 18-02-2016


Unioni civili cirinnàDopo lo stop delle unioni civili al Senato è Papa Francesco: “Io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana”. “Nella prima riunione che io ho avuto con i vescovi nel maggio del ’13 una delle cose che ho detto: col governo arrangiatevi voi. Perché il Papa è per tutti e non può mettersi in politica, concreta interna di un paese. Questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa e han detto in tanti perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza, ce ne sono tanti”. Rispondendo poi a una seconda domanda sullo stesso tema, Francesco ha detto di non ricordare bene il documento vaticano del 2003 in cui si dice tra l’altro che i parlamentari cattolici non devono votare questo tipo di leggi. “Ma il parlamentare cattolico – ha sottolineato – deve votare secondo la sua coscienza ben formata, questo direi soltanto. Credo che sia sufficiente, dico ben formata”.

“Leggo Bagnasco e leggo papa Francesco – commenta il segretario del Psi Riccardo Nencini – il primo si intrufola nei regolamenti parlamentari, il secondo non si intromette nel voto sulle unioni civili. Lo scrisse Ciceruacchio sulla sua bandiera nel 1849 ma vale ancor oggi: ‘Viva il papa solo'”.

Nonostante il rinvio al 24 febbraio il lavoro sulle unioni civili continua al di fuori dell’aula del Senato.  Si cerca di trovare un’intesa nella maggioranza per riparare lo “strappo” innescato dalla giravolta del Movimento 5 Stelle. Tra posizionamenti e tatticismi una delle parole che si sente girare nei corridoi di palazzo è “stralcio”. Ma a parlare – dal fronte del governo – è il sottosegretario alle Riforme, Luciano Pizzetti, del Pd per il quale “la parola stralcio è una bestemmia. Poi ci sono i voti in Aula”, dice interpellato dai cronisti sulla possibilità che ci sia lo stralcio della stepchild adoption. E aggiunge: “Oggi è una giornata volta alla soluzione del caso”. Il segretario del Psi Riccardo Nencini ricorda Amintore Fanfani e quanto successe ai tempi della legge sul divorzio. “Fanfani – ha detto – sul divorzio ci mise la faccia, Grillo ha preferito nascondersi dietro le procedure. Almeno la metà del nostro gruppo al senato voterà la legge senza nessuno stralcio. Altro che libertà di coscienza nel voto segreto! E’ tempo di dire come la si pensa, soprattutto quando si ha il potere di decidere della sorte degli altri”.

Dalla minoranza del Pd interviene il senatore  Federico Fornaro che auspica “massimo rispetto per le posizioni differenti nel gruppo del PD sulle Unioni Civili. Sarebbe un errore personalizzare il dissenso, oggi serve, invece, coerente determinazione per l’approvazione della legge, perché il testo Cirinnà è il testo concordato dentro e fuori il PD sotto la regia della segreteria nazionale e non si può certo pensare di stravolgerne l’impianto (stepchild adoption compresa) alla vigilia dei primi voti in aula”.

In una intervista al Corriere della Sera Monica Cirinnà spiega la sua delusione per come sono andate le cose in Aula “in tutta questa brutta storia – piega – pago la lotta, la guerra profonda che c’è tra i renziani (…). La verità è che io pago le delusioni di molti”. E continua: “Pago le delusioni di chi, e sono tanti, nutriva forti aspettative nell’ultimo rimpasto di governo. Stavano tutti lì ad aspettare il premietto, una promozione. Chi voleva guidare una commissione, chi avrebbe voluto diventare sottosegretario. E allora sono scattate volgari ripicche, atteggiamenti assolutamente disgustosi sia in Aula che fuori”.

Ginevra Matiz

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