venerdì, 1 luglio 2016
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Opinioni e commenti
 

PRIMO PASSO
Pubblicato il 10-02-2016


senato

Dopo mesi di polemiche, arriva il primo passo. Con il Senato che supera il primo voto in Aula respingendo la richiesta di non passaggio all’esame degli articoli del ddl Cirinnà sulle unioni civili. Hanno votato contro 195 senatori, a favore 101, 1 astenuto. Il presidente Grasso ha deciso che la richiesta di non passaggio all’esame degli articoli del ddl sulle unioni civili verrà esaminata dall’Assemblea con voto palese.  Una decisione che Roberto Calderoli delle Lega definisce “una scelta politica”. A seguire il Pd, attraverso il capogruppo Luigi Zanda, ha chiesto in Aula al Senato la convocazione della conferenza capigruppo sul calendario dei lavori del ddl unioni civili. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha quindi sospeso i lavori e convocato la capigruppo.

Intanto il minisitro della Giustizia Andrea Orlando, assicura che “Il governo non esprimerà valutazione politica” sul ddl, ma solo una valutazione “tecnica” su alcune proposte di modifica “quando palesemente non conformi alla giurisprudenza europea e costituzionale. Il governo – conclude – non fa una vera e propria replica, anche perché, come si sa, nel governo stesso e nella maggioranza che lo sostiene ci sono posizioni diverse su un tema così sensibile e delicato”.

In precedenza i capigruppo del Carroccio e Azzurri non si erano presentati alla riunione fissata prima dell’inizio delle votazioni. “Sembra che il tavolo stia saltando – aveva detto una fonte Dem – ormai ci prendiamo tempo fino a martedì con l’illustrazione degli emendamenti”. Lo scontro è tutti interno alla maggioranza. Con il Pd spaccato con il fronte dei cattolici contrari alla stepchild adoption. Tutti i giochi sono aperti e il presidente del Senato, Pietro Grasso, non ha concesso il voto segreto al “non passaggio agli emendamenti” richiesto da 74 senatori, fra i quali Roberto Calderoli e Gaetano Quagliariello. Ora si procede con il voto palese. Gli emendamenti sono ancora tutti sul tavolo, “super canguro” compreso. Ma, soprattutto, non c’è pace dentro il Pd, con l’area cattolica in grande fermento e l’ipotesi dello stralcio della stepchild adoption che sembra prendere sempre più piede per evitare una frattura insanabile. Il Pd è orientato a lasciare libertà di coscienza ai propri senatori solo su tre emendamenti. Uno dei tre è quello, a firma di Stefano Lepri, che sostituisce la stepchild adoption con l’affido rafforzato. Ma per i cattolici del Pd gli emendamenti al ddl unioni civili da sottoporre al voto di coscienza e quindi alla libertà di voto sono 9 e non 3, come proposto dal capogruppo Luigi Zanda. Ad avanzare la controproposta, nell’assemblea dei senatori Dem, è il vice capogruppo Stefano Lepri. Ma alla fine si è scelto di non votare né sulla proposta Zanda né sulla controproposta di Lepri, limitandosi ad accogliere la prima ma con l’impegno di ampliare, magari anche ratificando tale decisione in una nuova assemblea, il numero dei voti secondo coscienza, al momento limitati a quelli sull’ emendamento Lepri sull’emendamento a prima firma di Cecilia Guerra che attribuisce adozione piena alle unioni civili e sull’emendamento a prima firma di Donella Mattesini e relativo alle norme di legge applicabili alle convivenze di fatto.

Le richieste di voto segreto arrivate sinora dovrebbero essere circa 125: 50 avanzate dalla Lega, 50 da Forza Italia e 25 da Ncd. Il Pd “non chiede voti segreti e non li sostiene” ha detto il capogruppo Luigi Zanda durante l’Assemblea dei senatori in Senato. “I voti segreti non debbono essere a centinaia, e lo convenimmo coi capigruppo: tra i 10 e i 30. Ora, alcuni gruppi hanno ritirato gli emendamenti. Altri dovrebbero farlo. Noi faremo una riduzione. La stiamo definendo. E lo chiediamo per emendamenti ‘ripetitivi’, per quelli ‘di pura bandiera’ che non hanno possibilità di essere approvati”. L’obiettivo finale, ha concluso Zanda, “è arrivare ad approvare la legge, una buona legge”.

Sul provvedimento inoltre pesano i 5.000 emendamenti della Lega. Emendamenti che il Carroccio dovrebbe tenere dopo che l’incontro in mattinata tra Lega e Pd per cercare un’intesa (l’ipotesi era quella del ritiro del 90% a patto che fosse tolto quello Dem sul ‘super canguro’) ha portato a un nulla di fatto. Al momento resta quindi anche l’emendamento-canguro a prima firma Marcucci. Sarebbero inoltre un centinaio i voti segreti chiesti da Lega e Fi.

Redazione Avanti!

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