mercoledì, 29 giugno 2016
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Opinioni e commenti
 

PRIMO PASSO
Pubblicato il 25-02-2016


unioni-civilidueVia libera del Senato alle unioni civili con 173 voti favorevoli, 71 contrari e nessun astenuto. Non hanno partecipato al voto i senatori del Movimento 5 Stelle. Il provvedimento ora passa alla Camera. A favore, oltre alla maggioranza, hanno votato a favore i 19 senatori del  gruppo Ala. Un voto che arriva poche ore dopo la polemica del ministro Alfano che aveva commentato con parole poco felici l’accordo faticosamente trovato: “Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica”. Secca e immediata la risposta della senatrice del Pd Anna Finocchiaro, presidente della Commissione Affari costituzionali: “Oscurantismo arretratezza medioevo. Alfano ricordi che chi fa le leggi ha il dovere della laicità e del rispetto. Di tutti”. L’ex Pd Pippo Civati ne chiede le dimissioni: “Chiediamo ad Alfano di prendere la macchina del tempo che lo ha portato fino a noi e di ritornare alla preistoria da cui proviene. Un ministro dell’Eterno ritorno alla discriminazione. Si dimetta”.
Polemica che arriva dopo le generose concessioni date ai centristi a cominciare dallo stralcio della stepchild adoption. Un modo forse per tentare di segnare un distinguo e per ridare al Pd una spolveratina di sinistra almeno sul tema dei diritti. Critiche anche dalla minoranza del Pd. Per Roberto Speranza “l’unica cosa contro natura di questi giorni è l’oscurantismo di chi non vuol riconoscere l’uguaglianza dei diritti delle persone”. Anche per Gianni Cuperlo le “parole del ministro Alfano” sono “gravissime, soprattutto perché pronunciate da chi ricopre un ruolo di rilievo di governo”.

Comunque si tratta di un primo passo importante nel campo dei diritti. Un avanzamento su  un terreno che in Italia è sempre stato particolarmente scivoloso e pieno di insidie. “Oggi – ha affermato in aula il segretario del Psi, Riccardo Nencini, intervenendo sul dibattito in corso al Senato – festeggiamo l’approvazione di una buona legge sulle unioni civili. La consideriamo il primo passo. Dovrà essere presto completata con una nuova norma relativa alle adozioni. I socialisti presenteranno lunedì un disegno di legge a firma sen. Buemi e altri per consentire la stepchild adoption”.

Intervenendo in discussione generale, il senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in commissione Giustizia, ha affermato che “noi socialisti siamo soddisfatti del provvedimento in discussione e accettiamo lo stralcio della stepchild perché crediamo che la questione delle adozioni debba essere affrontata in toto con un provvedimento legislativo ad hoc, che come partito socialista presenteremo, riguardante sia le coppie che i singoli individui etero e omosessuali. Questo ddl amplia gli spazi dei diritti dei cittadini e nonostante abbiamo riserve sul metodo, sicuramente ha questo merito che non può che trovarci concordi”, ha continuato Buemi. “Essendo riformisti, nel senso di gradualisti, poiché gli obiettivi troppo alti ci spaventano, riconosciamo che l’approvazione di questo provvedimento non fa che applicare la Costituzione e nello specifico il principio di uguaglianza di tutti i cittadini, al di là del loro orientamento sessuale. Riconosciamo che questo Governo – ha concluso – affronta tematiche importanti e accettiamo metodo, che in questa sede critichiamo, data l’azione ostruzionistica delle opposizioni a cui abbiamo assistito, sia in commissione che in aula in questi mesi”.

Ma al di là dei contenuti della legge si è aperta anche una questione politica che riguarda i confini della maggioranza, che con questo voto vengono modificati ed allargati fino a comprendere i verdiniani. Si conclude quindi il traghettamento guidato da Verdini della pattuglia uscita da Forza Italia che approda così in maggioranza. “Non entriamo nel governo – conferma Lucio Barani, capogruppo dei verdiniani, parlando con i giornalisti – ma siamo maggioranza, e non ci nascondiamo più. Il passo non è solo tecnico ma anche politico. Siamo stati determinanti e il nostro ‘paracadute’ si aprirà ogni giorno”. Una situazione che imbarazza in particolare la minoranza dem e che spinge Forza Italia a chiedere a Renzi di salire al Quirinale per riferire del mutato scenario politico attorno al governo. Ma Anna Finocchiaro taglia corto:”Leggo di polemiche su forze politiche appartenenti all’opposizione che voterebbero la fiducia. Faccio due osservazioni: il loro contributo non sarà decisivo per l’approvazione di questo testo, che, in ogni caso è stato fortissimamente voluto dal Pd e che era parte fondamentale e qualificante del suo programma”.

Daniele Unfer

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