venerdì, 29 luglio 2016
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Opinioni e commenti
 

UNIONI DI CENTRO
Pubblicato il 24-02-2016


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Dalle unici civili alla unioni di centro. Un pomeriggio intero a limare il maxiemendamento del Pd sulle Unioni civili in vista del voto di fiducia di giovedì in Senato. Il maxiemendamento sarà esaminato dall’Aula del Senato dopo la fiducia al Dl Milleproroghema. Giovedì, salvo imprevisti, si dovrebbe votare la fiducia. Alla fine l’accordo c’è, accompagnato dall’immancabile twitt di Matteo Renzi: “L’accordo sulle unioni civili è un fatto storico per l’Italia. E’ davvero #lavoltabuona”.

L’emendamento recepisce il ddl Cirinnà salvo lo stralcio della stepchild adoption, ovvero l’articolo 5, e l’eliminazione dell’obbligo di fedeltà, contenuto nell’articolo 3.  “L’emendamento è scritto molto bene, ora aspettiamo la bollinatura”, ha detto il senatore dem Andrea Marcucci al termine di un pomeriggio di confronto con Ap. Esulta anche Pier Ferdinando Casini: “Capisco tutti i mal di pancia, ma sulla vicenda delle unioni civili Area popolare per la prima volta ha battuto un colpo dimostrando di esistere”. E il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda ha aggiunto che la stepchild adoption sarà introdotta in un ddl sulle adozioni che dovrà avere “una corsia preferenziale” ed essere approvato alla Camera e al Senato “entro la fine di questa legislatura”.

Insomma i centristi la hanno avuta vinta ottenendo gran parte di quello che volevano. Il braccio politico delle gerarchie ecclesiastiche si è fatto sentire facendo sentire pesantemente tanto che la riscrittura del maxiemendamento sembra avvenuta sotto dettatura.

In precedenza si era svolto un vertice a Palazzo Madama tra il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, il Guardasigilli Andrea Orlando e Ap. Per i centristi dovrebbero presenti il ministro Enrico Costa, il capogruppo Renato Schifani e il senatore Nico D’Ascola. Inoltra la giornata è stata segnata da un giallo. Quello nato dalle parole del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che a margine di una intervista aveva detto che “lo stralcio della stepchild è sicuramente un fatto importantissimo ma non è sufficiente”. “Lo stralcio – aveva proseguito – è veramente un elemento di grande buon senso, perché il tema dell’apertura alla maternità surrogata e all’utero in affitto che c’era nelle stepchild era oggettivamente insopportabile. Mentre io sono qui, però, sia i membri del Pd sia quelli del mio partito stanno lavorando per cercare di vedere come costruire questo emendamento in modo tale che non ci siano quelle equiparazioni al matrimonio che riteniamo incostituzionali”.

“Lorenzin – ha detto successivamente il sottosegretario alle Riforme Luciano Pizzetti – non deve chiedere più niente altro. C’è lo stralcio delle adozioni” ma “non c’è altra disponibilità”. Si parte dalla base di quanto “ha deliberato ieri l’assemblea del Pd”. “L’emendamento affronta il tema delle adozioni ma non altri argomenti del tipo di quelli posti dal ministro Lorenzin”. Insomma Pizzetti ha spiegato che il testo del maxiemendamento riprende il testo del ddl Cirinnà, senza la stepchild adoption ma “con alcune modifiche migliorative”. Sul resto non “non c’è altra disponibilità”.

Dura anche la replica della sinistra Dem: “Già togliere la stepchild adoption dal testo delle unioni civili è un errore. Altri cedimenti a Ncd sarebbero inaccettabili”, ha affermato Roberto Speranza, della minoranza Pd. A cercare di smorzare i toni è intervenuto il ministro degli Interni Angelino Alfano. “Non eravamo contro le unioni civili ma contro le adozioni e la equiparazione unioni-matrimoni. Sulla stepchild ci siamo. Spero che chi di dovere scriva un maxiemendamento che non tolga diritti ai soggetti della coppia ma preveda confini precisi tra unione e matrimonio. La mia non è nè una minaccia nè un alzare prezzo”.

A tentare di mettere fine alla querelle è poi arrivata la voce del sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto che a Radio Radicale ha affermato che “sul ddl sulle unioni civili non ci sarà alcuna sorpresa dopo lo stralcio della stepchild adoption“. “Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin mi ha telefonato poco fa. Il ministro – ha riferito – mi ha detto che le sue parole sono state travisate. Il ministro ha sostanzialmente smentito. Anzi, mi ha invitato a dirlo”.

Ginevra Matiz

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