giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

WTA di San Pietroburgo incorona Roberta Vinci
Pubblicato il 19-02-2016


Roberta Vinci tennis

Roberta Vinci

L’Italia conquista la Russia grazie a Roberta Vinci. La Russia, da parte sua, regala uno spettacolo artistico prima della premiazione, per il primo anno nella storia del torneo WTA di San Pietroburgo e speriamo che non sia un caso unico, ma venga replicato, come auspicato dalla finalista Bencic.
La testa di serie n. 2, l’azzurra Roberta Vinci, batte in due set netti la testa di serie n. 1 Belinda Bencic. L’italiana diventa, così, n. 13 del mondo, mentre la svizzera n. 9.
Impressionante il rendimento della Vinci, tornata al top: buona la forma fisica, serena, lucida mentalmente dal punto di vista tattico, precisa e più aggressiva e incisiva dal lato tecnico. Ottiene ben 25 palle break e mette in campo più del 70% di prime, guadagnando molti punti a rete e basando il suo gioco soprattutto sul rovescio in back.
Torneo organizzato appositamente nel giorno di San Valentino, dedicato a tutti gli innamorati, perché si vuole ricordare l’amore e la passione che contraddistinguono il torneo: quello per il tennis. Ricompare anche Yevgeny Kafelnikov (ma anche Martina Hingis, compagna di doppio in Fed Cup della Bencic, é sugli spalti), però in particolare a lasciare tutti senza parole é lo spettacolo offerto prima della premiazione. Una coreografia straordinaria di luci, giochi acrobatici in stile circense, esibizioni di musica e danza anche in maschera, con costumi raffinati, canto ma anche coreografie colorate e suggestive, conclusesi con lo schieramento, lungo le linee del campo, degli artefici di tale performance ad esibire e ostentare le bandiere della Russia. Tra l’altro, curioso come il giorno dopo la conclusione della 66.esima edizione del Festival di Sanremo, siano stati regalati mazzi di fiori alle finaliste: uno alla Bencic sulle tonalità del rosa e del viola e due alla Vinci (uno sul rosso-giallo-arancione, l’altro come quello dell’elvetica).
Per la vincitrice 128 mila dollari americani di montepremi.
Se Roberta ha battuto per 6/3 6/4 la Bencic, in semifinale era riuscita ad imporsi addirittura su Ana Ivanovic per 7/5 6/4, in un match ancora più impegnativo e in cui ha dovuto giocare ad un livello altissimo. La serba le ha provate tutte, ma Roberta ha avuto un rendimento superiore e ha controllato la partita. Meno storia nella finale contro la Bencic, che ha dominato per tutto l’incontro. Roberta conquista così, in un’ora e 19 minuti, il suo decimo titolo. A pochi giorni dal suo compleanno di giovedì prossimo.

Nel maschile sono due giovani promesse del tennis a mettere le firme sui tornei di Rotterdam e Buenos Aires. A Rotterdam l’esordiente slovacco Martin Klizan si impone in rimonta sul francese Gael Monfils. Sembra cresciuto col mito di Djokovic (cui assomiglia un po’ fisicamente, ma ancora deve lavorare molto per raggiungere l’imbattibile n. 1 al mondo), con un tennis speculare. Massimo rischio e nessun timore. 6/7 6/3 6/1 il punteggio finale, ma rischia di infilare un 6/0 in men che non si dica, andando subito 5-0 in un terzo set senza storia, prima di concedere un servizio all’avversario, che così ottiene un game. Giovane eppure sempre più sicuro di sé e del suo gioco. Destinato a far parlare di sé, la presenza come direttore del torneo di Richard Krajicek sembra un battesimo di buon auspicio, come nascere sotto una buona stella per lui. Valore aggiunto il fatto che il talento sia espresso da uno dei pochi mancini del circuito. Tra l’altro dimostra buon autocontrollo, freddezza nel gestire il match, tanto che il francese Mahut aveva persino provato a innervosirlo chiamando in campo il supervisor; vince in quasi tre ore di gioco (oltre le due ore e 40), annullando tre match point, per 6-7(3) 7-6(7) 6-2.

Altro giovane che già si era fatto conoscere è Dominik Thiem. L’austriaco conquista il suo quarto titolo (dopo quelli di Nizza, Umago e Gstaad del 2015), dopo un match molto combattuto per circa due ore e mezza. Riesce a battere niente di meno che lo spagnolo Nicolas Almagro, dopo tre durissimi set, conclusisi per 7-6(2) 3-6 7-6(4); vincendo, così, l’Atp di Buenos Aires, forse per uno dei primi anni nella storia del torneo non conquistato da uno spagnolo o da un argentino. Un incontro molto equilibrato, in cui Thiem si supera, giocando meglio proprio i punti decisivi del tiebreak, dimostrando una maturità pur nella giovane età. L’austriaco, testa di serie n. 5, conferma l’ottimo rendimento nella semifinale contro Rafael Nadal, che sconfigge col punteggio di 6-4 4-6 7-6(4). Questo, però, non è stato il suo solo merito, avendo eliminato la testa di serie n. 1. Almagro, infatti, non era avversario meno ostico e temibile. Giocatore solido e più che valido, molto regolare, aveva colpito per la straordinaria facilità con cui aveva dominato e strapazzato David Ferrer, testa di serie n.2 , per 6-4 7-5. Ha fatto correre da una parte all’altra Ferrer, tirando con velocità, potenza e violenza ogni colpo, giocando con una semplicità estrema e sorprendente.

Barbara Conti

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