domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Yuri Temirkanov, maestro del talento, torna all’Auditorium di Roma
Pubblicato il 09-02-2016


TemirkanovForse uno tra i direttori più ammirati di oggi, Yuri Temirkanov conferma con una presenza costante nelle stagioni di Santa Cecilia il suo legame con il pubblico, la città, l’Orchestra e il Coro. All’età di 13 anni, trasferitosi a Leningrado, frequenta la “Scuola per bambini di talento”, dove prende lezioni di violino e viola. Entrato al Conservatorio di Leningrado, si diploma prima in viola e poi, nel 1965, in direzione d’orchestra sotto la guida del leggendario Ilya Musin. L’anno seguente vince il “Concorso nazionale di direzione pansovietico”, grazia al quale diventa assistente di Evgenij Mravinskij. Dal 1978 ha diretto come ospite la Royal Philharmonic Orchestra e dal 1992 al 1998 ne è stato il direttore principale.
È stato direttore musicale dell’orchestra sinfonica di Baltimora dal 2000 al 2006 e ha diretto, inoltre come ospite le filarmoniche di Berlino e di Vienna, la Staatskapelle di Dresda, la Royal Concertgebouw Orchestra a New York, Philadelphia, San Francisco, Roma, l’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia e l’orchestra nazionale di Francia. Sempre molto legato all’Italia, Dal 1º gennaio 2009 Temirkanov è Direttore Musicale del Teatro Regio di Parma, incarico che lo vedrà impegnato fino alle celebrazioni del bicentenario verdiano del 2013. Completamente russo il tema del programma per questa sua apparizione in stagione. In apertura ascoltiamo il sontuoso ed elegante Valzer da Concerto n. 2 di Glazunov che ci riporta idealmente alle feste da ballo della Belle Epoque.
Debutta nella stagione sinfonica la giovane violinista italiana Anna Tifu che ascoltiamo nell’intenso Concerto per violino n. 1 di Shostakovich, pagina molto originale nella forma (in cinque movimenti, quasi una Suite) e profonda meditazione esistenziale.
Il Concerto non esclude ovviamente un acceso virtuosismo strumentale, banco di prova impervio per ogni solista dell’archetto. D’altra parte il Concerto fu scritto per David Oistrach e a lui dedicato.
In chiusura le spettacolari, trascinanti e virtuosistiche Danze Sinfoniche di Rachmaninoff un vero banco di prova per qualsiasi compagine orchestrale, ma dove ritroviamo la cifra più autentica del compositore sempre in bilico tra la nostalgia del passato e la necessità di una ricerca espressiva moderna ed originale.

Alessandro Munelli

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