sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

A Roma una poltrona per tre. Per ora
Pubblicato il 16-03-2016


Bertolaso MeloniAlla fine Giorgia Meloni ha annunciato la propria candidatura aggiungendo il suo nome a quelli di Bertolaso e Marchini per quanto riguarda il centro destra. È la certificazione della rottura totale del centro destra, sciolto come il suo collante, Berlusconi, che non riesce più a tenerne assieme i pezzi. “Considero la mia candidatura una scelta d’amore, la posta in gioco è molto alta, combattere il governo Renzi e restituire dignità a Roma” ha detto la leader di Fli. “Rivolgo un appello a Salvini e a Berlusconi: non lasciamo Roma a quelli che l’hanno ridotta così e al Movimento cinque stelle. Si può vincere. Si può fare ancora tutti insieme”. Un centrodestra con tre leader, o meglio con tre aspiranti leader, che usano le amministrative per lanciarsi dal trampolino per la guida del centrodestra alle prossime politiche. In testa la Lega la cui insistenza per la leader di Fdi serve solo a segnare il campo e a sottolineare una volta ancora che il tempo di Berlusconi e di quello che ha rappresentato è finito.

Giorgia Meloni ha nesso in chiaro di non puntare alla “leadership del centrodestra ma a vincere a Roma”. Poi ha aggiunto “Mi piacerebbe che Bertolaso facesse un passo di lato e mi accompagnasse in questa sfida. Non avrebbe senso andare allo scontro”. E ha assicurato che non ci sarà l’ombra di Alemanno sulla sua candidatura: “Ci sarà discontinuità rispetto agli errori del passato”. Ma lo scontro ormai già c’è. Le battute, le gaffe e le scuse imbarazzate dei giorni scorsi ne sono state solo un antipasto. Infatti il candidato di Forza Italia Guido Bertolaso non ha nessuna intenzione di ritirarsi: “Vado avanti come una ruspa”. Berlusconi resta fermo su Bertolaso: “Ho quasi la certezza che Guido Bertolaso vincerà al primo turno con la sua lista civica che sarà affiancata da quella di Forza Italia”. Alla domanda se ci sarà un arretramento rispetto alla candidatura di Guido Bertolaso, Berlusconi ha replicato: “Assolutamente. Abbiamo messo mesi per convincere il dottor Bertolaso. Con tutti gli altri leader del centrodestra lo abbiamo convinto, lo abbiamo confermato con dichiarazioni pubbliche comuni, improvvisamente ci sono questi cambiamenti. Purtroppo devo prendere atto che c’è gente che cambia idea al cambiar della temperatura e dell’umidità”.

Quanto a Salvini, Berlusconi ha affermato: “Penso che si sia fatto mal consigliare dai suoi, e si sia fatto trascinare in una logica di scontro locale. I leghisti di Roma sono tutti ex fascisti quindi hanno vecchie liti tra loro che sfociano tutti i giorni. Credo invece che avere un buon sindaco sia quello che interessa i romani. Quindi avendo trovato un fuoriclasse come Bertolaso, mi sembra assurdo cambiare ipotesi. Se qualcuno ha cambiato idea saranno i romani a trarre le conclusioni”. Parole che hanno suscitato la reazione di Salvini che ha avuto gioco facile nel ricordare chi per prima aveva fatto accordo con i fascisti a Roma. Insomma uno scontro che non conosce pause e che rischia di fare sgretolare il centro destra a Roma ma con probabili ricadute anche sul piano nazionale.

La strategia del segretario del Carroccio è quella di “arrivare con Giorgia Meloni al ballottaggio, a quel punto, se il centrodestra vuole unirsi sarà unito e i romani ci daranno una mano”. Viceversa, se Meloni non dovesse farcela, “voterei Movimento 5 Stelle al ballottaggio con il Partito Democratico”, ha concluso Salvini. Un modo per sparigliare ulteriormente un centrodestra già disastrato.

A Napoli la situazione è altrettanto complicata e si gioca tra carte e ricorsi. Il tutto mentre in città girano sondaggi che danno al primo posto il sindaco uscente Luigi De Magistris. E al ballottaggio la partita è tra il candidato Cinque Stelle (Matteo Brambilla) e Gianni Lettieri, candidato del centrodestra. Insomma, il candidato del Pd non arriverebbe al ballottaggio. E al Nazareno non si nasconde un certo nervosismo per l’offensiva di Bassolino che ha presentato oggi ricorso alla commissione nazionale di garanzia chiedendo, scrive Antonio Bassolino su Facebook, “formalmente che si voti di nuovo nei seggi contestati”.

Ginevra Matiz

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