giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Adozioni. Tribunale dei minori dice sì a due padri
Pubblicato il 21-03-2016


Adozioni gayIl Parlamento lascia un buco nella legge sulle ‘Unioni civili e la magistratura è costretta a surrogare la politica. La sentenza è del 31 dicembre 2015, non è stata appellata dalla procura ed è dunque diventata esecutiva. La ex presidente del Tribunale dei minori di Roma, Melita Cavallo, poco prima di andare in pensione, ha detto sì ai due papà che hanno chiesto di adottare il figlio avuto grazie alla maternità surrogata in Canada. Ai sensi dell’articolo 44 della legge 184, il collegio giudicante ha deciso di accogliere la richiesta di adozione avanza da una coppia di uomini che avevano avuto sei anni fa un figlio grazie all’utero in affitto, ritenendo che questo fosse nell’interesse precipuo del bambino. Già in due precedenti occasioni il Tribunale di Roma aveva riconosciuto l’adozione a una coppia di donne, nell’interesse del minore. Ma entrambe le sentenze erano state appellate: la prima, risalente al luglio 2014, attende il vaglio della Cassazione, mentre per la seconda, dell’ottobre 2015, è previsto il secondo grado ad aprile.
“Le sentenze che autorizzano le adozioni del figlio del partner in coppie dello stesso sesso – ha commentato Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera – mostrano, ancora una volta, che il mondo reale non è quello del Parlamento e che non si ferma per le opinioni e i veti di parte del mondo cattolico e delle forze politiche più reazionarie. Escludere la stepchild adoption dal ddl sulle coppie di fatto è stato un errore che ha prodotto un vuoto normativo, dando ai giudici la discrezionalità delle decisioni. Così come nella legge sulla fecondazione assistita, quello che non ha fatto la politica lo ha fatto, e lo sta facendo, la magistratura”.

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