venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Anas, tangenti sugli appalti: 19 arresti
Pubblicato il 11-03-2016


ARMOCIDA - ARMOCIDA - AUTOSTRADE: PEDAGGI PIU' CARI DAL 2012Diciannove arrestati e diciassette indagati, tra imprenditori, dirigenti e funzionari Anas. Tutti impegnati a vario titolo ad eliminare una penale, facilitare i pagamenti alle aziende, far vincere un appalto a una società amica, in cambio di denaro ovviamente. Raggiunto da indagini anche Marco Martinelli, deputato di Forza Italia, a cui è stato notificato un avviso di garanzia. I numeri dell’operazione sono importanti: sequestrati 800 mila euro frutto di tangenti. 250 uomini impegnati. Oltre 50 le perquisizioni fra Lazio, Sicilia, Calabria, Puglia, Lombardia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Veneto, Molise e Campania. Al setaccio le sedi Anas di Roma, Milano e Cosenza.

L’inchiesta prende il nome ‘Dama Nera 2’ e segue quanto accaduto nell’ottobre scorso quando gli arresti furono 10. A mettere in moto questa seconda ondata di indagini, le dichiarazioni di Antonella Accoglianò, la ‘dama nera’ appunto,  dirigente Anas e considerata il fulcro del sistema tangenti. Sono state proprio le sue ammissioni, confermate dai riscontri degli investigatori, a dare nuovo impulso alla Nucleo di Tributaria della Fiamme Gialle. A galla sono venuti elementi inconfutabili, come si vede in un video agli atti dove alla Accoglianò viene consegnata una mazzetta da un imprenditore che estrae una busta dalla giacca e parla di “un pensiero… un dovere morale”.

L’indagine ha ricostruito come tra il 2011 e il 2014 siano stati manipolati diversi appalti pubblici. Ad avere un ruolo sarebbe stato proprio Martinelli. Nei suoi confronti le accuse sono di turbativa d’asta e corruzione. Al centro della vicenda che avrebbe messo nei guai,   un appalto per la statale 117 Centrale sicula. Secondo l’accusa il parlamentare, come componente della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, era in grado di garantire la nomina di un presidente di gara che non fosse ostile all’impresa interessata. In cambio avrebbe ricevuto dall’imprenditore un acconto di 10 mila euro, per un regalo totale da oltre 250 mila. Una somma da dividere con altri due dirigenti Anas.

La politica era già entrata nella vicenda,  nella prima fase era risultato coinvolto un ex sottosegretario del governo Prodi, Giuseppe Meduri, sospeso dal Pd. Nel mirino anche altre opere: dall’itinerario basentano alla SS 96 Barese, dalla SS 268 del Vesuvio alla nuova sede Anas di Campobasso. Insomma un vero e proprio sistema, “un marciume diffuso all’interno di uno degli enti pubblici più in vista nel settore economico degli appalti” per  il gip Giulia Proto.

I reati contestati, secondo le diverse posizioni, sono la concussione, la corruzione, la turbata libertà degli incanti, l’autoriciclaggio, il favoreggiamento e la truffa. Fra gli indagati anche altri dirigenti e funzionari Anas, incluso il capo dell’organismo di vigilanza. Sugli arresti, secca e puntuale la precisazione di Anas: “Coinvolgono solo una dipendente dell’azienda, già oggetto nei mesi scorsi di trasferimento”. Invece i dirigenti e funzionari finiti in carcere a ottobre “erano già stati tempestivamente licenziati”, mentre “un altro dipendente non fa più parte degli organici dal 1° gennaio 2016”. Non solo. “Gli arresti di stamani erano attesi – ha sottolineato il CDA – vogliamo ringraziare pubblicamente la Procura di Roma per l’aiuto fondamentale che sta dando al nuovo vertice di Anas nel fare chiarezza sul passato, mettere ordine e tutelare la parte sana dell’Azienda, che è costituita dalla stragrande maggioranza dei dipendenti”.

Marco Agostini
bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento