lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Anche Parma ha la propria opera incompiuta
Pubblicato il 09-03-2016


efsa parmaAnche Parma ha la propria opera incompiuta, attenzione non si tratta di una novella Turandot ma una vera è propria “Salerno-Reggio Calabria” dal sapore nostrano di coppa e parmigiano. Gli sforzi profusi dai Governi italiani agli inizi degli anni 2000 permisero l’assegnazione, alla città ducale, della sede dell’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) assicurando al Comune di Parma il trasferimento di ingente fondi, circa settanta milioni di Euro, per la realizzazione della sede dell’agenzia e le indispensabili infrastrutture annesse come l’edificazione della Scuola Europea.

Nata agli inizi degli anni ‘50 in Lussemburgo, con la finalità di accogliere i figli dei dipendenti della Comunità europea del carbone dell’acciaio, la Scuola Europea ha portato avanti, in oltre cinquanta anni di attività educativa, sani e assolutamente condivisibili principi impegnandosi a liberare gli studenti, fin dalla più giovane età, dai pregiudizi che generano divisioni, iniziandoli quindi alla conoscenza della bellezza e dei valori delle diverse culture, prendendo coscienza di doversi ispirare alla solidarietà. Al fine di perseguire le indicazioni della Comunità Europea per la realizzazione dei queste infrastrutture, il Comune di Parma ha costituito una società di scopo, la STU Authority, per la progettazione e l’edificazione sia del Palazzo dell’Efsa, da ubicare nelle vicinanze della stazione ferroviaria, sia della scuola, da erigere all’interno del Campus Universitario.

L’operazione Efsa, grande opportunità e oggetto di vanto per la città di Toscanini, ha visto quindi portare a buon fine solo una parte della progettualità concordata, infatti solamente la sede dell’Agenzia è stata inaugurata ed oggi fruibile, mentre la struttura della Scuola Europea appare ancora oggi come un miraggio, un sogno irrealizzabile perché troppo costoso. Ad onore del vero, il piano di realizzazione della nuova struttura scolastica prevedeva che parte della copertura dei costi sarebbe stata assicurata con la cessione della proprietà delle scuole Pascoli, la medesima struttura che attualmente ospita gli iscritti alla Scuola Europea e che tante problematiche ha creato agli abitanti del centro e ai genitori dei piccoli iscritti. La crisi del mercato immobiliare ha però bruscamente risvegliato la città dal bel sogno, il valore economico della Scuola scemato notevolmente nel tempo, non ha assicurato più la copertura dei presunti maggiori costi di realizzazione dell’opera che la ditta esecutrice aveva presento al Comune. Arriviamo all’anno 2012, sotto il governo del commissario, prima della elezione del nuovo Sindaco, l’amministratore della STU Autority, in accordo con il consiglio di amministrazione della Holding delle società comunali di Parma S.T.T., chiude il contenzioso sulle riserve avanzate dalla impresa appaltatrice, allo scopo di completare i lavori della Scuola, ormai fermi da tempo.

La realizzazione dell’opera viene dunque assicurata con un rogito regolarmente siglato alla presenza di un notaio, indicando quindi in Dicembre 2012 il termine dei lavori, il riconoscimento di un maggior costo di circa settecentomila Euro, prevedendo, inoltre, per rispetto della futura Giunta, la necessità di ottenere un parere da quest’ultima entro l’Agosto del 2012. Risulta ancora incomprensibile come la Giunta Pizzarotti non sia stata in grado di pronunciarsi in materia, infatti sarebbe bastato anche un parere anche negativo per chiudere la vicenda e regalare alla città questa importante Istituzione, nessun parere viene dunque espresso, la società concorda una proroga al Comune, ma anche questo treno viene perso dai Grillini di Parma L’atteggiamento pilatesco della Giunta cinquestelle rappresenta quindi una evidente sfiducia verso gli amministratori delle società partecipate Stu Autority ed STT, che si dimettono generando quindi ovvie polemiche politiche in Consiglio Comunale. Inutilmente i nuovi amministratori nominati da Pizzarotti hanno provato dal 2013 a raggiungere un nuovo accordo transattivo partendo però da una bozza più gravosa e con un aumento incomprensibile dei costi da sostenere per ultimare i lavori.

Passano i mesi, anni, il cantiere abbandonato diventa un ulteriore scomodo spettro che si aggira minaccioso sulla Giunta “Grillina” di Parma, le risorse per terminare i lavori ammontano a circa cinque milioni di Euro che naturalmente non sono nella disponibilità del Comune ducale. La ricerca di questi fondi ha visto quindi Il caro vecchio Comune di Parma chiedere l’elemosina, con il cappello in mano certo, ma senza quel senso di dignitosa vergogna magistralmente descritta da Zavattini nella pellicola neorealista Umberto D, tentando quindi di risolvere questo danno bussando sfrontatamente alla porta del Ministero dell’Istruzione come a quella della Scuola Europea che pare disponga di ulteriori fondi per il funzionamento della scuola ma non per la sua costruzione. E’ recente e quindi ancora non tangibile nei risultati, la lettera di intenti siglata dal Sindaco Pizzarotti, il Prefetto di Parma, il Presidente della Provincia e il dirigente della Scuola Europea, volto a trovare una soluzione per l’ultimazione dei lavori.

La questua dei nostri amministratori parrebbe aver quindi funzionato, sulla carta infatti la Scuola Europea contribuirà con poco meno di quattro milioni di Euro mentre il Comune di Parma ne dovrà sborsare più di uno. Non è ancora possibile, a distanza di anni, troppi, ragionare e giudicare nel merito l’operato della Amministrazione attuale, di fatto una lettera di intenti non è vincolante, di fatto è solo un pezzo di carta, di fatto non è stata ultimata alcuna aula, l’unica certezza è la maggiore spesa a carico del Comune, pardon, la maggior spesa, caricata sulle spalle dei cittadini di Parma, regalo della Amministrazione Cinque Stelle, la “montagna” Pizzarotti ha prodotto un topolino, a molla.

Cristiano Manuele

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