sabato, 27 agosto 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Appalti. Dal governo via libera alla riforma
Pubblicato il 03-03-2016


Legge delega-appalti

È stato approvato dal Consiglio dei ministri il Codice attuativo della riforma degli appalti. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Graziano Delrio. “Si tratta di una corposa riforma che mira a rendere il sistema dei lavori pubblici e delle concessioni finalmente all’altezza di un grande Paese europeo. Semplificazione, trasparenza, lotta alla corruzione, e qualità – ha detto il ministro – sono gli elementi chiave” della riforma. “Si passa – ha spiegato Delrio – dal vecchio Codice da 660 articoli e 1500 commi a 217 articoli e quindi c’è una grandissima semplificazione”.

La novità principale è senza dubbio il superamento della legge obiettivo. Quella messa a punto dal Governo Berlusconi e dal ministro Lunardi, che tanti problemi ha fatto. “La legge obiettivo è stata un fallimento ed è stata archiviata; basta con le procedure straordinarie, si attua la rivoluzione della programmazione ordinaria”, ha detto Delrio. Tra le novità sottolineate dal ministro c’è anche l’addio al massimo ribasso: “Basta con il massimo ribasso, che resterà solo per casi assolutamente marginali e ben normati. Gli appalti verranno assegnati in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. L’attenzione sarà alla qualità non più al prezzo più basso”.

“Dopo la legge sull’omicidio stradale, il nuovo codice appalti. Un altro impegno mantenuto. Non solo trasparenza ma semplificazione e certezza sulla realizzazione di un’opera pubblica”: È il commento del segretario del Psi e vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini. “Voglio ringraziare il Parlamento per il lavoro svolto e le tantissime associazioni di categoria, i sindacati, gli ordini professionali che in questi mesi hanno seguito con attenzione e con proposte la costruzione del nuovo codice – ha aggiunto Nencini -. Le norme sono circa un terzo rispetto a quelle esistenti: più chiare, innovative, in linea con la missione europea”.

Per il presidente dell’Autorità nazionale anti-corruzione, Raffaele Cantone, il nuovo codice “rappresenta una piccola rivoluzione copernicana nel sistema degli appalti nel nostro paese”. “Da sola – continua Cantone – una legge non è in grado di risolvere i problemi e anche questa legge non avrà un effetto salvifico ma alcune novità la porta, anche nel provare a evitare uno dei rischi principale degli appalti, il rischio di corruzione”.

Sono molte le modifiche introdotte nel codice. Ma soprattutto si nota una forte semplificazione delle procedure. Dal vecchio Codice con Regolamento (660 articoli e 1.500 commi) più le norme successive e competenze sovrapposte si passa a un Codice di 217 articoli con linee di indirizzo generale. Il punto principale è la legalità che passa attraverso il rafforzamento del ruolo dell’Anac, la certificazione delle imprese, il Responsabile unico del procedimento. Altro punto è la riduzione del contenzioso amministrativo che è spesso motivo di lungaggini nelle realizzazioni.

Redazione Avanti!

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi disoccupazione elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd Pdl pensioni Pia Locatelli psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento