domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Area Socialista
non partecipa al Congresso
Pubblicato il 07-03-2016


Area Socialista annuncia la non partecipazione al Congresso del partito deciso nell’ultima riunione del Consiglio Nazionale del Partito.
Nel partito, per responsabilità della segreteria, sono venuti meno i presupposti per un confronto serio sulla prospettiva politica e non esistono più le condizioni perché il congresso sia svolto secondo regole che garantiscano legalità e legittimità degli organi.
La totale chiusura rispetto alla necessità di discutere sullo svolgimento del congresso facendolo precedere da confronto tra le diverse posizioni politiche, certifica ormai una volontà del segretario di essere il solo detentore della verità senza contraddittori, indipendentemente da tutto, anche mettendo in conto, continui allontanamenti  ed emorragie politiche ed elettorali.

I compagni di Area Socialista, non assecondano il desiderio di chi li vorrebbe fuori dal Psi, sono e rimangono iscritti al Partito, ma non partecipano al prossimo Congresso e si organizzano perché, con l’aiuto di tutti i socialisti che lo vorranno, ed ovunque collocati, per affrontare le difficoltà e aprire una nuova fase politica.
Obiettivo di Area socialista è la difesa della cultura socialista nel nostro Paese, è la ricostruzione di una presenza politica organizzata nelle forme nuove che saranno individuate, una forza politica aperta a tutti coloro che si riconoscono nella cultura socialista e credono, mai come in questo momento, che la ricostruzione di una area socialista sia essenziale per affrontare la grande crisi sociale e democratica della sinistra e del Paese.

Obiettivo di Area socialista è l’organizzazione di una forza aperta del socialismo italiano, nella  prospettiva della presentazione di una lista socialista autonoma alle prossime elezioni politiche.

Tutte proposte politiche avanzate nel corso degli ultimi alla segreteria del Partito per aprire un dibattito che coinvolgesse tutti gli iscritti e rispetto alle quali non c’è stato il minimo riscontro. La segreteria di Riccardo Nencini ha rifiutato qualsiasi confronto, si è chiusa in se stessa, sempre più debole, nonostante siano maturate nel corso degli anni divergenze profonde sulla politica e sulla gestione del partito.

La situazione è semplice.
Nonostante il mandato che il Congresso di Venezia aveva assegnato al segretario fosse quello di promuovere e praticare  una linea di maggiore autonomia dal PD e dal governo, con l’arrivo di Renzi, le cose sono persino peggiorate. Siamo andati nella direzione opposta e svolgiamo attualmente un ruolo assolutamente subalterno a Renzi e al governo.
Il nostro gruppo parlamentare, ormai quasi inesistente e dimezzato, non è riuscito a distinguersi su nulla. Abbiamo votato tutto: jobs act, buona scuola e nessuna distinzione è stata sottolineata sulle scelte di politica economica.

Per non parlare del voto più recente sulle unioni civili. Confondere il fatto certamente positivo di un Parlamento che riesce ad approvare dopo trent’anni e sotto le pressioni dell’Europa una legge sulle coppie di fatto, non giustifica in nessun modo un atteggiamento trionfalistico secondo il quale avremmo tutti dovuto “festeggiare l’approvazione di una buona legge”, una legge che ancora discrimina tra coppie etero e omosessuali. Quelle etero adesso sono le più penalizzate. Che non consente l’adozione di un bambino già figlio naturale di uno dei due componenti della coppia. Utilizzata per dar vita ad una nuova maggioranza parlamentare con Verdini. Quando avrebbe potuto passare in Senato con i voti delle forze politiche favorevoli.
Infine la cosa più grave: i  voti favorevoli dei socialisti alla riforma elettorale e alla revisione costituzionale,  che rappresentano un oggetti vo tradimento della segreteria e dei parlamentari socialisti rispetto alla tradizione socialista e democratica di questo Paese.

Un anno fa un gruppo di compagni, che poi hanno dato vita ad Area Socialista, interpretando il sentimento di molti socialisti, aveva messo sull’avviso, con una lettera inviata al segretario, che il voto favorevole sull’Italicum e sulla revisione della Costituzione avrebbero creato una frattura insanabile all’interno del partito. Anche questo invito a discutere preventivamente è caduto nel vuoto e il voto dei parlamentari è diventato  con arroganza la linea di tutto il Psi.  Di conseguenza, molti socialisti raccoglieranno le firme per indire il referendum contro l’Italicum e può essere sottovalutato.

Di fronte a questo stato di cose bisogna trarre le conseguenze: per Area Socialista non è più accattabile un appiattimento ed una subalternità totale del Psi  a Renzi e al governo.

Occorre una discontinuità su tutto: sulla politica, bisogna rimuovere la delega data al segretario di ricoprire anche la carica di viceministro, bisogna cambiare radicalmente la vita interna al partito, per ricostruire una comunità e ripristinare la legalità.

Il primo segnale di discontinuità Area Socialista lo afferma non riconoscendo legittimità politica e formale a questo Congresso e per questo non vi partecipa.
Come abbiamo detto, oltre alle ragioni politiche, non ci sono le condizioni formali per partecipare a questo Congresso.
Anzi non c’erano le ragioni formali perché fosse convocato.
Area socialista ha fatto di tutto in questi ultimi mesi, con più lettere scritte anche con il sostegno di pareri legali, per cercare di ripristinare nella vita interna del Psi normalità e regolarità, ma anche da questo punto di vista non è stata dimostrata alcuna disponibilità al confronto.
Il Congresso è stato indetto da un Consiglio nazionale non convocato regolarmente, tant’è che non a tutti i membri aventi diritto è pervenuta una convocazione formale.
Il Consiglio nazionale dalla sua elezione al congresso di Venezia ha subito numerose modifiche, cancellazioni e sostituzioni, non motivate da nessuna norma, statutarie o regolamentari.
Non è stato concesso a chi ne ha fatto richiesta di conoscere gli iscritti e quindi la platea congressuale, anche per verificare le eventuali irregolarità del tesseramento.
Ugualmente non è stata data alcuna risposta, né tantomeno è stata accolta la proposta di celebrare il Congresso in modo nuovo rispetto a quello di Venezia. Un congresso di rilancio e aperto, regolato da norme che avrebbero dovuto garantire una ripartizione tra le diverse componenti (come in qualsiasi associazione) in ragione del peso percentuale dei partecipanti votanti e non dei soli iscritti.

Per questa ragione Area socialista non parteciperà al prossimo Congresso di Salerno e promuove dentro e fuori dal partito un movimento di rilancio della presenza politica facendo appello a tutti coloro che si riconoscono in questi obiettivi.

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Commenti all'articolo
  1. Quando mai la maggioranza deve rinnegare le sue proposte votate nelle sedi opportune con ampio consenso?
    E’ evidente che chi sostiene in modo contraddittorio, per giunta,
    posizioni che dal loro punto di vista, ammesso e non concesso, possono essere considerate giuste, non tengono di conto che in democrazia chi detiene la maggioranza ha il diritto dovere di governare.
    Il fatto di non accettare un confronto nella sede appropriata, ” Il Congresso” loro stessi si ritengono fuori dal Partito e in questo modo non avranno mai la possibilità di esprimere rappresentanti negli Organi di Partito che li possano rappresentare.
    A me dispiace che qualcuno se ne vada, ma probabilmente è meglio così.
    Per favore firmatevi, o non siete d’accordo neanche su quello che scrivete?

  2. Sono d’accordo con area socialista, se bisogna fare un congresso farlocco e meglio non farlo o non partecipare.
    Di congressi in questi anni ne ho fatti tanti e so come funziona, questo è il male che abbiamo dentro, non ce democrazia vera, se siamo allo zero virgola da 24 anni il suo per che ce.
    Siamo accerchiati da soliti capi bastone che detengono il partito bloccato solo per un strapuntino personale. Ho fatto la tessera, ho versato il due per mille e, mi sto pendendo di quello che ho fatto i miei soldi per far scialaccare Nencini e compani a Salerno, una linea politica fasulla e più volte trasformata a piacimento del capo, questo e troppo siamo ridicoli questo è il motivo perchè i giovani non si avvicinano al nostro partito compreso mio figlio e tanti cittadini che ridono di noi, sull’atteggiamento del nostro partito ininfluente su tutto e perfettamente allineato al capo renzino.
    saluti
    pasquale claps

  3. La questione, a mio avviso, ruota interno ai parametri di giudizio, politico e personale, premessa per ogni confronto. Quali parametri sono ormai cambiati, rispetto, per esempio, a dieci anni fa? E questo cambiamento in cosa consiste? I margini effettivi di scelta, con la situazione mondiale che ci ritroviamo, con un ‘Europa che va in ordine, o meglio, in disordine sparso, quali sono? Le posture corporee di Renzi, il suo tono di voce etc,sono assai istrioniche, ma sui contenuti potrebbe veramente agire in altro modo? Un Presidente del Consiglio nemmeno eletto dai cittadini… si regge sempre su un filo, ma quel filo ormai è lo scenario generale,, non siamo negli anni 80.
    Detto questo, il coraggio e la volontà potrebbero, secondo me, cambiare parecchie cose, se si credesse fortemente in un mondo diverso.

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