sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Arresti e perquisizioni fra Belgio e Francia
Pubblicato il 25-03-2016


bruxelles-attentatiSta ermegendo con chiarezza dal 22 marzo, giorno del doppio attentato ad aeroporto e metrò di Bruxelles, che gli attacchi in Belgio e di quattro mesi fa a Parigi sono interconnessi, legati nella progettazione e portati avanti da un gruppo di persone che si conosceva o almeno agiva con un buon grado di coordinazione. L’ondata di arresti e perquisizioni fra Belgio e Francia compone dunque un solo puzzle. Tanto che il presidente francese Francois Hollande in queste ore può dire: la cellula terroristica che ha colpito Parigi e Bruxelles sta per essere “annientata” ma “ci sono altre cellule”.

Fonti della polizia, belga e francese, hanno infatti spiegato che l’operazione a Schaerbeek, periferia di Bruxelles, è collegata all’indagine sull’arresto del 34enne Reda Kriket ieri a Parigi. A Bruxelles sei arresti e due uomini in fuga (uno, il siriano, pare coinvolto in entrambi gli attentati) e in questi minuti il nuovo blitz a Schaerbeek: un uomo arrestato che sarebbe stato ferito alle gambe dopo che avrebbe tentato di scappare, avrebbe preso in ostaggio una donna e un bambino. In tutto nei raid di questa mattina a Bruxelles sono state arrestate tre persone.

Sono certi almeno due nomi di terroristi presenti sulla scena delle due stragi a Parigi, novembre scorso, e l’altro giorno a Bruxelles. Un ricercato per gli attacchi di Parigi e Bruxelles si chiama Naim Al Hamed, siriano di Hama, 28 anni. Il suo nome compare in una lista di cinque principali sospettati introvabili, che si presume siano stati coinvolti negli attentati del 13 novembre a Parigi e in quelli del 22 marzo a Bruxelles. L’uomo viene descritto come «molto pericoloso e forse armato». Nelle stesse ore la polizia belga conferma che il secondo kamikaze all’aeroporto di Bruxelles era Najim Laachraoui, l’artificiere: tracce del suo dna sono state ritrovate su un frammento di tessuto recuperato all’interno del Bataclan, teatro di uno degli attacchi di novembre a Parigi, rivela il sito del quotidiano Le Parisien.

Intanto in Francia Reda Kriket, l’uomo arrestato ieri a tarda sera alla periferia di Parigi, ad Argenteuil, con l’accusa di preparare un attentato in Francia, era stato condannato in contumacia con Abdelhamid Abaaoud, regista degli attacchi del 13 novembre, in un processo contro un gruppo di jihadisti diretto in Siria. Nell’appartamento di Kriket ad Argentuil sono stati ritrovati esplosivo TATP – lo stesso tipo di esplosivo usato allo Stade de France – kalashnikov e armi. Reda Kriket è anche il nome che spunta nel processo che sè chiuso il 29 luglio scorso, dove erano state condannate 28 persone, appartenenti ad una rete jihadista diretta da un brussellese, Khalid Zerkani, 41 anni. Kriket è stato in quel caso condannato a dieci anni, e lo stesso Abaaoud, condannato a 20 anni. Il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve ha definito “importante” l’arresto dell’uomo, perché ha permesso di “far fallire un progetto d’attentato in Francia, arrivato ad uno stadio avanzato”.

“Dopo gli attentati di Bruxelles Salah Abdeslam non vuole più parlare” dice il ministro della giustizia belga Koen Geens intervenendo alla Camera. È questa l’ultima notizia in ordine di rivelazioni che proviene dal Belgio e riguarda il terrorista che non si è fatto saltare in aria a Parigi il 13 novembre, superlatitante in fuga per quattro mesi e ricercato dall’intelligence di tutta Europa, catturato a Bruxelles il 18 marzo scorso, quattro giorni prima che altri affiliati alla stessa cellula terroristica entrassero in azione all’aeroporto e metrò della stessa città.

Si attivano intanto anche gli organi di sicurezza europei. La polizia tedesca avrebbe arrestato due uomini legati agli attacchi di Bruxelles, riporta lo Spiegel. La polizia tedesca ha confermato un arresto, ma senza precisare se ci sia un legame tra l’uomo e gli attacchi di martedì scorso.

Redazione Avanti!

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