venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Auditorium Parco
della Musica Gatti, Schumann e le Sinfonie
Pubblicato il 15-03-2016


Daniele Gatti, direttore

Daniele Gatti, direttore

Direttore stabile dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal ‘92 al ’97, il maestro Daniele Gatti torna sul podio dell’Auditorium Parco della Musica di Roma per alzare la bacchetta su Robert Schumann (Zwickau 1810 – Endenich, Bonn 1856) e dirigere la Sinfonia n. 1Primavera” e la n. 3Renana”, proposte assieme alla Rapsodia per contralto di Brahms, che vede la partecipazione di Sara Mingardo e l’intervento del Coro Maschile di Santa Cecilia istruito da Ciro Visco.

Tre giorni di kermesse musicale (sabato, lunedì, martedì) con un pubblico selezionato pronto all’ascolto di questo grande compositore romantico, malinconico e sfortunato che ha lasciato pagine musicali incomparabili prima che la depressione e la conseguente morte  spegnesse giovane il lume della sua genialità.

Il direttore milanese vi torna per dieci giorni, dal 12 al 22 marzo,  per un progetto di ampio respiro e tra i più attesi della Stagione Sinfonica: affronta l’intero corpus delle Sinfonie di Schumann, accostate a due pagine corali di Johannes Brahms ( Amburgo 1833 – Vienna 1897).

La primavera, Sinfonia n.1 in si bemolle maggiore op. 38, con i suoi quattro movimenti ha aperto il concerto con dovizia di suoni, e allegra partecipazione di tutti gli strumenti che per circa 32 minuti hanno avvinto un pubblico attento, meravigliato, quasi in attesa di un dono.
Alla replica di ieri sera i soliti appassionati, ma anche una bella rappresentanza giovanile a macchia di leopardo vicino a “glorie ceciliane” esperte e da “lunga pezza” fruitori di buona musica: un sicuro auspicio e un augurio per la continuità di una Fondazione che coraggiosamente vive in tempi di “dei falsi e bugiardi” (per dirla con l’Alighieri).

La prima esecuzione avvenne al Gewandhaus di Lipsia il 31 marzo 1841, diretta da Felix Mendelssohn.
Nella sua breve ed infelice esistenza il grande pianista e, successivamente compositore di sinfonie, espresse una delle più pure testimonianze della cultura e della sensibilità romantiche del momento. Cresciuto nell’ammirazione per Schiller, il compositore seppe tradurre in musica lo spirito di Byron e poi di Goethe con ammirevole coerenza.
Nel pianoforte, strumento romantico per eccellenza, egli non vide mai come Liszt un “mezzo per sbalordire le folle, ma vi scoprì le qualità più intime e riposte”. L’amicizia con Felix Mendelssohn lo rese prolifico, soprattutto per il piano, caratterizzando brevi  pagine racchiudenti un compiuto e intenso mondo poetico.
Il periodo sinfonico era stato preceduto da un’ampia attività cameristica. Fu la moglie Clara ad indirizzarlo alle sinfonie dopo che per una continua ginnastica sbagliata delle dita, per renderle agevoli sulla tastiera, le fece perdere quasi totalmente l’uso della mano sinistra lasciandolo profondamente disperato. Cercò anche il suicidio nelle acque del Reno.

È perfettamente logica e intrigante la scelta di due composizioni di Brahms che intervallano le quattro sinfonie. Il compositore amburghese di 23 anni più giovane ne fu il continuatore naturale e lo omaggiò della sua amicizia tanto che Schumann soleva ripetere nei momenti rari di lucidità mentale che lo era venuto a trovare il “Signor Brahms”.

Con la Alt rahapsodie brahmsiana si apre la seconda parte. Allo stallo il

Sara Mingardo, contralto

Sara Mingardo, contralto

contralto Sara Mingardo, presenza continua sui podi delle migliori orchestre internazionali.
La Renana, in si bemolle maggiore op. 97 chiude il concerto. “Nella Terza Schumann vuole celebrare i luoghi a lui più cari, in sintonia con quel mondo letterario e artistico che aveva intravisto nel Reno e nella geografia di città e paesaggi che lo circondavano, simboli dell’identità storica e culturale tedesca”.
L’opera si svolge secondo le linee di una fantasia di ampie proporzioni, seguendo un criterio formale che anticipa piuttosto le forme cicliche usate dai tardo-romantici.
Consensi e applausi al termine più che scontati!

Nell’appuntamento successivo (sabato 19 – lunedì 21- martedì 22 prossimi) Daniele Gatti dirige la Seconda Sinfona, chiudendo il ciclo con la Sinfonia n. 4, seconda cronologicamente, perché composta subito dopo la Prima.

Guerrino Mattei

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