venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

‘Baciato dal sole’, riflette
e si confronta col ‘mito’
Pubblicato il 16-03-2016


Baciato-dal-soleLa serie tv “Baciato dal sole” si dimostra molto più sofisticata, elaborata, matura e impegnata di quanto potesse sembrare in partenza. L’apparenza inganna e mai avventarsi in giudizi affrettati sembra essere il suo principale insegnamento.
La parte migliore di sicuro sono state le musiche indovinate, inserite al momento giusto e pregnanti nel richiamare con il testo la trama della fiction che ben descrivevano senza troppi artifici tecnici: da Mengoni e la sua ‘Credimi’ interpretata da Elio Sorrentino, a Noemi con il brano sanremese del 2012 ‘Per tutta la vita’: quell'”esplode il cuore” gridato risuona forte a descrivere lo stato d’animo tormentato dei protagonisti divisi a metà fra dubbi e certezze, ragione e sentimento, logica e istinto; e poi ancora Vasco Rossi e Tiziano Ferro nell’ultima puntata.
One Man show che diventa storia corale tutt’altro che monotematica sui talent show come sembrava in partenza, almeno dalle intenzioni iniziali. Diventa un thriller psicologico, umano e sentimentale che ricorda che il successo lo si può ottenere con le proprie doti senza bisogno di ricorrere a droghe, alcool od altro, senza vendersi o distruggersi e rovinare il proprio corpo.
In questo la frase più bella è quella di Elio che dice: “Ho una seconda vita (e opportunità di riscatto una volta uscito dal coma) e non la voglio sprecare”.
Un inno alla vita e al sapersi accettare e non disprezzare, con la capacità di lavorare dietro le quinte senza per forza esporsi in prima linea con eccentricità e mania di protagonismo. Deriva opposta dallo scenario di avvio; un invito a non gettare via il proprio talento. In questo paiono risuonare forti le parole della canzone di Tiziano Ferro: “Vorrei ricordassi tra i drammi più brutti, che il sole esiste per tutti”. Thriller tuttavia, dicevamo, mentale ed emotivo. Se il palcoscenico diventa teatro della vita vera, della quotidianità, non meno ne nascono intrighi e intrecci, legami che uniscono i personaggi tra segreti, tradimenti, verità e bugie, sincerità e menzogne che dividono tra onestà e la meschinità più spregiudicata per poi vedere che non ci sono cattivi, ma soltanto o meno fortunati o gente che ha sofferto troppo; maschere calate non tanto per ipocrisia quanto più per autodifesa; si protegge quando si sembra condannare. Tutto diventa una vicenda personale che sta enormemente a cuore. Intanto si cerca di rispondere all’interrogativo di fondo latente: il successo uccide? In che modo?
In questo é impossibile non fare un omaggio e non ricordare le star vittime di ‘eccessi’: Amy Winehouse, Withney Houston, Michael Jackson. Questo rende attuale la fiction, di cui non è da escludere ci sarà un sequel, con un tema caldo affrontato come quello della violenza sulle donne, dei disagi giovanili tra alcool, droga e scalata al successo tentando di conquistare il mondo dello spettacolo.
Padrona di tutto, protagonista assoluta e unico mezzo per raccontare un universo indicibile di stati d’animo, la musica; ancóra di salvezza per chi naviga alla deriva e ha perso la rotta. Regolamento di conti con il passato (e con il presente) che creano legami nuovi, inediti e inaspettati tra i personaggi a loro insaputa e loro malgrado, in cui si trovano catapultati senza che facciano nulla per volerlo. Ritorni, addii, retroscena anche grotteschi per storie senza fine anche quando sembrano chiudersi per sempre.
In questo man mano la fiction assume un tono meno di intrattenimento e più (melo) drammatico-realistico, con sfumature nostalgiche a dimostrare che non è sempre tutto facile, ma la vita è una lotta continua in cui la cosa principale sembra quella di dover resistere. Sempre e comunque, anche quando nulla pare andare per il verso giusto.
In questo non tutto deve essere necessariamente perfetto per riuscire. Ciò da modo, il che non è banale evidenziarlo e richiamare l’attenzione su questo aspetto indiretto affrontato dalla fiction, di ragionare e trattare il tema relativo a cosa significhi essere un ‘mito’, diventare un divo che sia un esempio e un modello (con gli stereotipi e gli stili di vita moderni lanciati proprio dalla tv) da seguire per il pubblico e per i giovani ai tempi moderni. Una responsabilità certo, ma essere se stessi, tuttavia, è cosa ben più ardua.
Barbara Conti
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