venerdì, 29 luglio 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Banca Marche. Dichiarato lo stato di insolvenza
Pubblicato il 15-03-2016


Banca_Marche

Il tribunale fallimentare di Ancona ha dichiarato lo stato d’insolvenza della vecchia Banca Marche, affondata sotto un ‘default’ da un miliardo di euro, con 44 mila azionisti e obbligazionisti che hanno visto azzerati i loro investimenti dal decreto salva banche. Ora potrebbe aprirsi la strada in sede penale alla contestazione della bancarotta fraudolenta a carico del vecchio management. All’istanza di insolvenza si erano opposte le Fondazioni Cassa di Risparmio di Jesi e Cassa di Risparmio di Pesaro.

‘Una decisione che il Codacons ha definito “importantissima” perché si “apre ora la strada al procedimento per bancarotta fraudolenta nei confronti degli ultimi amministratori di Banca Marche”. “Non appena la procura di Ancona dovesse aprire un fascicolo per il reato di bancarotta fraudolenta, il Codacons si costituirà parte offesa nel procedimento, a tutela degli investitori dell’istituto di credito” ha spiegato il presidente Carlo Rienzi. ”Offriremo, inoltre, assistenza legale a tutti i risparmiatori di Banca Marche che hanno visto azzerato il valore delle proprie obbligazioni a seguito del decreto salva-banche, per costituirsi parte offesa nell’indagine e chiedere in tale contesto il risarcimento dei danni patrimoniali subiti”.

Mercoledì alle 11.30 le organizzazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori terranno un presidio sotto al Ministero dell’Economia. “Troppo tempo è trascorso dal salvataggio di Carichieti, Cassa di Ferrara, Banca Marche e Banca Etruria, ma i risparmiatori stanno ancora aspettando! Dopo oltre 4 mesi non si è ancora giunti ad una soluzione” affermano del due organizzazioni sottolineando che è trascorso “un tempo più che sufficiente per prendere adeguati provvedimenti tesi a restituire ai risparmiatori quanto dovuto”. I consumatori sono convinti della “necessità di un rimborso totale per i risparmiatori truffati, spesso indotti ad effettuare investimenti ed operazioni finanziarie ad alto rischio dietro inganni o ricatti (ad esempio per ottenere mutui o prestiti personali)”.

Il tutto nel giorno in cui governo e maggioranza sono ancora al lavoro sui nodi del decreto banche e la seduta della commissione Finanze della Camera. Diverse le interruzioni e con conseguenti slittamenti dei lavori: prima dalle 10 poi alle 12, poi nuovamente rinviata alle 20. Sul tavolo diversi temi, a partire dalle modifiche sulla way out per le banche di credito cooperativo e quelle sulla Garanzia per la cartolarizzazione delle sofferenze. Su entrambi i temi sono attese le riformulazioni concordate con il governo che i tecnici stanno limando.

Sulla way out, sostanzialmente, la partita dovrebbe essere chiusa prevedendo la possibilità per le Bcc che abbiano un patrimonio netto superiore a 200 milioni di euro di evitare di confluire nella holding pagando un’imposta straordinaria del 20% calcolata sul patrimonio netto da corrispondere all’erario. Al posto della trasformazione in Spa ci sarà il “conferimento” del capitale della Bcc a una cooperativa di controllo della banca stessa.

Il capogruppo del Pd in commissione Michele Pelillo ha riferito che “si farà” il fondo ad hoc per il sostegno degli istituti nella fase di transizione. Verrà infine confermata la norma ‘salva-Bolzano’, che consentirà al gruppo Raiffeisen di rimanere autonomo.

In tutto sono 300 gli emendamenti al decreto su cui la commissione Finanze dovrà esprimere il proprio parere. All’esito dei ricorsi sono state infatti tutte confermate le bocciature per inammissibilità espresse la scorsa settimana (su 46 emendamenti). Tra le richieste di modifica che hanno subito lo stop, tra l’altro, quelle che chiedevano di innalzare da 8 a 30 miliardi la soglia oltre il quale una banca popolare deve essere trasformata in Spa e gli emendamenti che chiedevano di introdurre sconti fiscali per gli operatori bancari di finanza etica. Niente da fare anche per chi chiedeva di mettere a regime la possibilità di essere riammessi alle rate delle cartelle Equitalia dopo essere decaduti (su cui però ci sarà una risoluzione che impegnerà il governo ad intervenire). Confermata invece la bocciatura anche per le proposte di intervento sulle procedure concorsuali.

Redazione Avanti!

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi disoccupazione elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Napolitano Nencini Onu Oreste Pastorelli pd Pdl pensioni Pia Locatelli psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE Unione europea USA



Lascia un commento