lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Brasile sull’orlo del caos politico: appello di Ban Ki Moon
Pubblicato il 30-03-2016


Brasile-protesteIl giorno successivo all’uscita dalla coalizione di governo, scontata ma dolorosa, del PMDB (Partito del Movimento Democratico Brasiliano) è stato segnato dall’intervento esplicito di Ban Ki Moon, seriamente preoccupato per l’evolversi della crisi brasiliana.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, in un’intervista al quotidiano paulista “Estadão”, ha chiesto ai principali leader del panorama politico brasiliano di ricercare “soluzioni armoniose ” alla crisi in atto. Ban Ki Moon ha specificato che si tratta, per il momento, di una crisi domestica, ma è evidentemente forte il timore per possibili  ripercussioni sistemiche anche sui Paesi vicini, dove in alcuni casi i processi di stabilizzazione democratica sono fragili e claudicanti.

Difficilmente gli appelli alla tranquillità e all’armonia di Ban Ki Moon riusciranno a calmare gli animi di un clima politico e sociale che si fa sempre più rovente, anche in vista di quanto accadrà nelle prossime settimane. La direzione nazionale del PMDB che ha sancito l’abbandono del governo dopo 12 anni di collaborazione con il PT (Partito dei Lavoratori) è durata poco più di tre minuti: i delegati hanno deciso per acclamazione di lasciare l’esecutivo tra le grida “fuori il PT” e “Temer Presidente”. La fuoriuscita del Partido do Movimento Democrático Brasileiro dal governo, per altro, non riguarda lo stesso Temer, che è stato eletto e non nominato alla vicepresidenza e che rimarrà dunque al suo posto, dando il via ad una complicatissima coabitazione.

Il principale ostacolo sulla strada della Presidenta, oltre alla già ingarbugliata e precaria situazione politica generale, è però quello che riguarda il suo impeachment. La messa in stato di accusa di Dilma riguarda quello che in gergo viene chiamato “pedaladas fiscais”, ossia delle manovre fiscali che avrebbero permesso di presentare nel 2014 un bilancio dello Stato migliore grazie alla ritardata registrazione di alcune uscite.

Il 16 marzo è stata istituita dal Congresso la commissione incaricata dell’istruttoria (i filo-governativi dovrebbero essere in leggero svantaggio numerico), presso la quale la Presidente sarà anche chiamata a deporre. Difficilmente l’opposizione riuscirà ad ottenere l’impeachment di Rousseff, per il quale sono necessari i 2/3 dei voti dei componenti delle due Camere, ma prevedibilmente il lento procedere dell’inchiesta logorerà ulteriormente l’esecutivo che ormai conta su un appoggio parlamentare minoritario e deve affrontare quotidiani e violenti attacchi da media e magistratura.

Le cattive notizie per Dilma Rousseff, come se non bastasse, arrivano anche dal fronte economico: la disoccupazione è salita all’8,2% (+0,6% rispetto allo scorso mese) mentre il PIL nel 2015 ha ufficialmente segnato i peggiori risultati dal 1990, con una flessione del 3,8%.

Riccardo Galetti

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