martedì, 31 maggio 2016
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Opinioni e commenti
 

Illegale coltivare cannabis anche per uso personale
Pubblicato il 09-03-2016


71545_cannabisSi arena la battaglia per la legalizzazione della Marijuana. Coltivare la cannabis, anche solo per uso personale, rimane un reato, a stabilirlo è stata la Corte Costituzionale, che ha dichiarato “non fondata” la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte di appello di Brescia sul “trattamento sanzionatorio” della coltivazione di piante di cannabis per uso personale.

La questione era sorta in seguito a un’ordinanza emanata appunto dalla Corte di appello di Brescia, che aveva posto alla Consulta “la questione di legittimità costituzionale” delle disposizioni nella parte in cui vengono escluse alcune “condotte”. In particolare, si faceva eccezione, tra quelle “suscettibili di sola sanzione amministrativa, qualora finalizzate al solo uso personale dello stupefacente”, per “la condotta di coltivazione di pianta di cannabis, in relazione ai principi di ragionevolezza, uguaglianza e di offensività, quali ricavabili dagli articoli 3, 13, comma secondo, 25, comma secondo e 27, comma terzo, Carta Costituzionale”.

La decisione della Consulta arriva oggi ed è riferita all’art. 75 del testo unico in materia di stupefacenti ed è stata assunta nel solco delle sue precedenti pronunce in materia.
“La sentenza della Consulta non ci stupisce” dicono Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e di Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, che aggiungono: “È la conferma del fatto che la legalizzazione della cannabis – anche se non appare più come un risultato impossibile – è ancora un obiettivo il cui raggiungimento è pieno di ostacoli”.

“Per queste ragioni non ci fermeremo – annunciano – e anzi, rilanceremo con più forza le nostre iniziative antiproibizioniste: tra qualche settimana saremo di nuovo in strada per raccogliere le firme su una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis. E già domani sarà

online una petizione rivolta al Parlamento europeo per chiedere di assumere politiche comuni sulle droghe. E ancora, promuoveremo iniziative di disobbedienza civile diffusa. Insomma, sarà una primavera antiproibizionista”.

Redazione Avanti!

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