domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Canzoni e politica
Pubblicato il 17-03-2016


Le citazioni di Renzi si sprecano. Da quelle politiche (poche), a quelle sportive, a quelle musicali, il presidente del Consiglio si mostra sempre propenso alle semplificazioni e alle emozioni provocate da aforismi, proverbi, detti popolari. Cominciò con Gigliola Cinquetti, quando per la prima volta si presentò al Senato affermando di “non avere l’età” in un’aula che prima della Cinquetti aveva conosciuto le parole di Eugenio Montale, di Trilussa, di De Sanctis e l’evocazione delle note di Toscanini. Renzi è però migliorato anche lì, passando gradualmente, mentre Letta si cimentava in una citazione di Fabrizio De Andrè e Bersani in quella famosa di Vasco Rossi, a quell’altro Bersani (Samuele), a Ligabue, fino a quest’ultima di Guccini, ricavata dalla sua “Canzone quasi d’amore”.

Francesco, però, non ci ha fatto una piega e dopo essere tornato da Auschwitz con una spalla rotta (“Uscire da Auschwitz solo con una spalla rotta è un miracolo”, ha precisato) ha rivelato di aver votato Bersani alle primarie e Sel alle regionali. Le citazioni di Renzi, mentre Letta era arrivato a un vecchio personaggio di Carosello (Jo Condor) e Bersani (Pierluigi) sciorinava il suo gergo bersanese fatto di paragoni azzardati (“il tacchino sul tetto” resta tuttora un mistero insoluto), sciorinarono la vecchia storia di Ulisse e Telemaco, ripresa da Omero, senza trascurare qualche affondo su Gramsci, La Pira, Berlinguer, qualche volte Machiavelli (solo perché fiorentino), ma anche su Pasolini, Troisi, Benigni.

Solo Blair figura tra i più volte richiamati, tra i personaggi internazionali, mentre Veltroni, lui kennediano e “mai stato comunista”, trovava i suoi punti di riferimento al di là dell’Atlantico. Insomma tra attori, registi, musicisti, filosofi, scrittori, poeti, politici, gli unici che non risultano mai citati nelle diverse incursioni (qualcuno ne ha raccolte, tra gli attuali politici, ben 75mila) peraltro non sempre azzeccate di Renzi (famose le gaffe su Borges, ma anche su Tito Livio in latino e su Dante che per un fiorentino è la più grave) risultano solo i neozelandesi, nonostante gli All Blacks, e i socialisti italiani. Non è il solo, a non aver mai citato i socialisti. I neozelandesi sì.

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Commenti all'articolo
  1. Caro Direttore premesso che Renzi è il futuro, è riformista, è moderno, è giovane e lo sosteniamo, ma D’Alema che fa? Non è che si risveglia socialista e si mette alla guida alla sinistra del PD? sarebbe un contrappasso pero’ se le sue esternazioni hanno un senso, non puo’ che essere questo.

  2. Con il nostro Direttore non ci si annoia mai :-)
    Certo, Renzi non sarà un intellettuale, ma i tempi sono quelli che sono. Viviamo in un’epoca in cui abbiamo un Papa che quando recita Angelus e benedizioni varie sbaglia le desinenze latine. Il Papa eh? Mica il parroco di Sgurgola. Un Papa che scrive un’ enciclica che sembra qualcosa a metà fra una fiaba e la letterina a Gesù Bambino. È l’era di internet: facilona, superficiale, sgarrupata, e Renzi ci sta benissimo. Grazie a Dio però lavora sodo, è giovane, e almeno sta governando; forse benino, forse bene, e certo potrebbe fare meglio, ma governare non è facile. In Italia poi, è quasi impossibile ( secondo il Capoccione di Dovia di Predappio sarebbe perfino inutile )
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

  3. A me molte canzoni piacciono, come ad un sacco di gente, e i gusti sono variati (per fortuna) Non sono per il semplicismo, però i ‘grandi intellettuali’ non è che ci hanno dato granchè, come eredità. Diversi pensavano di essere dei semidei e se sbagliavi un’accento non ti invitavano più a casa. Scherzi a parte, ci sono canzoni che stimolano la mente e il cuore assai più delle gazzarre televisive dei politici, per esempio se cantassimo a quelli dell’ ISIS ” prima di sparare, pensa” , o comnnque ” prima di parlare, pensa, di giudicare, pensa..” solo per dirne una, o il rap ” minchia, signor tenente”…o la canzone che ha vinto il festival di S. remo sezione giovani….

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