giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Carceri Ue. Sovraffollato
un istituto su quattro
Pubblicato il 08-03-2016


carcere

Il sovraffollamento carcerario è ancora un problema per un istituto su quattro in Europa. Lo conferma il Consiglio d’Europa che ha pubblicato oggi un rapporto sullo stato delle carceri dell’unione europea. Nel rapporto (Annual Penal Statistics – SPACE) si legge che nel 2014 in Europa si contano 1,6 milioni di detenuti, il 5% sono donne. Dal 2011 la densità della popolazione carceraria è andata leggermente riducendosi: da 99 detenuti per 100 posti disponibili, a 96 nel 2013 e 94 nel 2014.

Passi avanti si registrano anche per il sovraffollamento delle carceri in Italia che si colloca in undicesima posizione, è passata da 148 persone detenute per 100 posti disponibili nel 2013 a 110 nel 2014. L’Italia conta una popolazione carceraria di oltre 54mila persone, a fronte di una capacità totale effettiva di 45mila posti (il sovraffollamento si è quindi ridotto a circa 9mila posti), ed è tra i paesi con il maggior numero di detenuti stranieri con una percentuale del 32%, la media Ue è del 21,7% e il 34% dei detenuti è di altri paesi europei. Nella maggior parte degli stati dell’Europa Centrale e dell’Est i reclusi stranieri non superano il 10 per cento. Dato che sale invece nell’Europa del Sud e Occidentale: a Monaco spetta il primato della popolazione carceraria straniera (96%), seguono Andorra (77%), la Svizzera e il Lussemburgo (73%), poi la Grecia (59%) e l’Austria (50%).

I crimini connessi alla droga sono la principale causa di detenzione in tutta Europa (16,5%), poi i furti (14%) le rapine (13.1%) e infine gli omicidi (12,3%) . È un dato particolarmente significativo in Italia che, nel 2014, è stata il quarto paese con il maggior numero di detenuti con condanne per reati legati alla droga (34,7%) , mentre per omicidio il 18 per cento.

L’Italia registra anche una delle percentuali più alte di persone trattenute in carcere senza una condanna definitiva, 31,7% a fronte di una media Ue del 24, 2 per cento. Prima di noi: L’Andorra (79.2%), San Marino (75%) , Monaco (67.9%) , l’Albania (51.9%), l’Olanda (42.8%), la Svizzera (39.4%), la Danimarca (38.8%), il Liechtenstein (37.5%), il Lussemburgo (37%).

In generale l’età media delle persone arrestate che si trovano in prigione in Europa è di 34 anni, mentre in Italia sale a 39 anni. In Europa si calcola un numero di 124 detenuti ogni 100mila abitanti, in Italia 89,3 e il 4,3% sono donne, la detenzione dura in media 13,1 mesi nel nostro paese.

Nel 2014 in Europa i detenuti condannati alla custodia cautelare tra uno e tre anni erano il 24%, quelli con condanne inferiori a un anno il 16%, da cinque a dieci anni erano invece il 22% per cento. La media però delle persone con condanne più gravi , oltre dieci anni, è cresciuta dall’11,2% al 14,3 per cento. Le persone sotto sorveglianza o libertà condizionata, negli anni presi in esame, erano 1,212 milioni, solo il 6,7 % di esse stava aspettando il processo e ciò dimostra che le misure non detentive sono ancora raramente utilizzate prima del processo.

Per quanto riguarda i suicidi, nel 2013 rappresentavano il 21% delle cause di morte negli istituti penitenziari di tutta Europa: il 92% in Norvegia, il 63% in Francia, il 46% in Svezia, il 41% in Germania, il 35% in Inghilterra/Galles. Suicidi che spesso sono avvenuti prima dell’inizio del processo (34%). In Italia un tasso di 23 morti ogni 10mila detenuti, di cui sei per suicidio. Il costo per ogni persona che si trovi in carcere è di 129.86 euro al giorno nel nostro paese, la media in Ue è di 99 euro. Alcuni paesi spendono addirittura meno di 20 euro al giorno per persona (il 31% dei rispondenti), i più generosi con una spesa quotidiana di oltre 200 euro al giorno sono la Norvegia, la Svezia, San Marino, Andorra e l’Olanda. Si devono tener presente però i diversi costi della vita all’interno dei paesi analizzati.

Redazione Avanti!

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