domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Caso Regeni, censura dell’Europa all’Egitto
Pubblicato il 10-03-2016


Regeni_mix-310x165È una censura al Governo egiziano quella che il Parlamento europeo ha votato oggi – 588 sì, 10 no, e 59 astenuti – sull’onda della tragica morte di Giulio Regeni ed è anche un avviso a cambiare strada perché la politica delle violazioni dei diritti umani non potrà essere più tollerata e a collaborare finalmente con le autorità italiane nelle indagini su quanto accaduto.

Dal giorno del ritrovamento del corpo del giovane ricercatore, l’Italia sta infatti ancora aspettando dalle istituzioni egiziane un concreto sforzo di collaborazione e l’equipe di investigatori inviati al Cairo, potrebbe alla fine essere richiamata in patria confermando un atteggiamento di immotivata chiusura che può autorizzare qualunque sospetto.

Dai nastri delle telecamere cancellati perché non recuperati al momento opportuno, ai dati sulle celle telefoniche attorno a Regeni, dagli inquirenti cairoti a quelli italiani è arrivato meno che nulla rafforzando le accuse di quanti sostengono che occorre guardare in quella direzione per scoprire chi ha sequestrato, torturato e ucciso il giovane.

Nella risoluzione approvata il Parlamento europeo chiede alle autorità egiziane di “fornire alle autorità italiane tutte le informazioni e tutti i documenti necessari per consentire lo svolgimento di indagini congiunte rapide, trasparenti e imparziali sul caso Regeni” e invitano il Capo della politica estera UE Federica Mogherini a “intrattenere scambi regolari con i difensori dei diritti umani” e garantire sostegno ai detenuti e altri soggetti a rischio. I deputati sottolineano che l’uccisione di Regeni non è un caso isolato e ricordano le sparizioni forzate avvenute in tutto l’Egitto negli ultimi anni.

Nella risoluzione si invita il servizio diplomatico dell’UE e gli Stati membri a sollevare con il governo egiziano la questione delle sparizioni forzate e del ricorso abituale alla tortura e a definire, in stretta consultazione con il Parlamento europeo, una tabella di marcia sulle misure concrete che le autorità egiziane dovranno adottare per migliorare la situazione dei diritti umani nel Paese. A questo proposito Mohammed Lotfy, responsabile della ong ‘Egyptian commission for rights and freedoms’, in un colloquio con ‘la Repubblica’ ha affermato che “tra il primo agosto e il 30 novembre del 2015 solo la nostra organizzazione ha censito 340 casi di sparizione. A marzo del 2016 più di 100 risultano ancora scomparsi”.

Infine, i deputati europei chiedono ai Paesi UE di sospendere la vendita di apparecchiature di sorveglianza qualora sia dimostrato che tali apparecchiature siano utilizzate per violare i diritti umani.

Lorenzo Mattei

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