venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

“Cercando Fabrizio e…”
Il dramma degli scomparsi
Pubblicato il 08-03-2016


Foto scomparsiIn Italia si contano 31.372 persone scomparse a partire dal 1974 al 2015. Si tratta di un dato allarmante, che fa comprendere l’entità del fenomeno, spesso raccontato dalle emittenti televisive nazionali, ma che risulta “meno interessante” nelle propagande politiche. Infatti, ad insistere affinchè non si dovessero più attendere le famose quarantotto ore dalla scomparsa per poter effettuare una denuncia, sono stati soprattutto gli organi di stampa e le associazioni costituite dai familiari delle persone di cui si sono perse le tracce. Si tratta di un risultato importante, ma non è insolito scoprire che questa nuova disposizione non viene sempre rispettata dalle forze dell’ordine.

Non solo: in Italia manca un vero e proprio piano d’azione per agire con tempestività quando viene presentata una nuova denuncia di scomparsa. Questa assenza di direttive precise è, probabilmente, uno dei più gravi ostacoli alle indagini. E’ per questo motivo che sensibilizzare sull’argomento diviene ancora più importante, per prevenire le fughe volontarie facendo comprendere il dolore che si cela dietro ad una scomparsa, ma anche perchè le richieste d’aiuto arrivino alle autorità ed agli organi di stampa in modo sempre più celere.

Caterina Migliazza, madre di Fabrizio Catalano, scomparso da Assisi nel luglio 2005, ha dato vita all’associazione “Cercando Fabrizio e…”, tramite la quale aggrega altre famiglie che quotidianamente attendono notizie dei propri cari, ma anche coloro sostengono la causa della sensibilizzazione. Per raggiungere sempre più persone, l’associazione ha istituito un premio letterario nazionale che quest’anno volge alla seconda edizione, il cui titolo è “Caro Fabrizio, ti racconto di un viaggio”. A partire dai sedici anni, tutti coloro che lo desiderano possono partecipare, inviando la continuazione di un racconto che parla di un viaggio, scritto da Fabrizio Catalano.

Caterina Migliazza, interpellata da Avanti!, ha spiegato: «Oggi il mondo degli scomparsi rimane ancora sconosciuto, ma rispetto agli passati alcune cose sono cambiate. Gli organi di informazione sono più attenti ed anche le istituzioni preposte sono più preparate alle ricerche. Soprattutto perché non si aspettano più le quarantotto ore dalla denuncia, che inoltre può presentarla chiunque non più soltanto un familiare».

«Ciò nonostante -continua Caterina Migliazza- il caso di Daniele Potenzoni purtroppo ci insegna che c’è ancora tanto da fare, soprattutto nei casi di allontanamento da strutture, di donne vittime di reati,  di malati di Alzheimer». Alla domanda “C’è una fascia d’età più colpita dal fenomeno?”, la presidente dell’associazione “Cercando Fabrizio e…” risponde:  «La crisi economica che sfocia in depressione e patologia psichica ha sicuramente contribuito all’ aumento dei casi di scomparsa degli over 50».

Infine, commentando le iniziative scolastiche indette dall’associazione, Caterina Migliazza aggiunge: «E’ importante parlare con i giovani, che sono il nostro futuro e che sicuramente possono contribuire a contrastare il fenomeno e con la loro formazione a sostenere i vari aspetti che coinvolgono i familiari degli scomparsi: legale, psicologo, assistenziale e fiscale. E’ questo che ci spinge a continuare gli incontri con gli studenti».

Alessia Malachiti

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