sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Comunali. A Roma scoppia il caso Acea
Pubblicato il 24-03-2016


acea

La campagna elettorale per le comunali romane cammina sull’acqua. Scoppia infatti il caso Acea originato dalle parole pronunciate dal candidato M5s al Campidoglio Virginia Raggi a Skytg24: “Dobbiamo valutare, di sicuro cambieremo il management e inizieremo a fare investimenti sulle reti. Vedremo come agire per tutelare la volontà dei cittadini”, aveva spiegato. Il tutto è stato riportato dai quotidiani e in particolare dal Messaggero per il quel ciò che ha della la Raggi è stato abbastanza per far calare soltanto nella seduta di ieri il titolo del 4,73%, “bruciando” 142 milioni. Una perdita secca per i romani, azionisti al 51%, di 71 milioni.

Un assist per il Partito democratico che da Twitter attacca a raffica. “Si candidano a governare Roma ma pensano di giocare a Monopoli”, dice il candidato Roberto Giachetti. “71 milioni persi per una frase di Raggi su Acea. Il presidente del Pd Matteo Orfini parla di “dilettanti allo sbaraglio”. “Frasi a caso e incompetenza: la Raggi parla di Acea e fa perdere ai romani 70 milioni di euro. Un pericolo pubblico a 5 stelle”. Il senatore del Pd Raffaele Ranucci chiede di andare a fondo sulla storia: “Perché la Raggi ha fatto tanto male a Roma? – si chiede in una nota – Le sue parole nascondono qualche interesse di Casaleggio volto a penalizzare Acea o solo mera ingenuità? Servono risposte. Chiederò al governo di riferire in Aula e interesserò l’Authority per la concorrenza per indagare su questa evidente e sfacciata turbativa di mercato “. Il senatore del Pd Andrea Marcucci aggiunge: “Dilettanti allo sbaraglio ed i romani pagano.

Accuse che la Raggi respinge sdegnata: definisce l’articolo del quotidiano “un farneticante resoconto, senza capo né coda, commissionato sappiamo benissimo da chi, ovvero da Caltagirone, primo socio privato della multiutility (dove, guarda il caso, siede in cda il figlio Francesco) ed editore dello stesso quotidiano di Roma”. Definisce l’attacco “il primo assaggio di quel che ci aspetterà semmai dovessimo salire al governo della Capitale, ma noi non arretriamo di un centimetro. Del resto, quando pesti i piedi ai poteri forti loro si ribellano e il caso Acea è emblematico”. Verità, secondo Raggi “è che finora il management di Acea guidato da Caltagirone con la compiacenza della vecchia politica (primo su tutti il Pd) a noi romani ci ha usato come un gigantesco bancomat su cui mettere a punto i suoi profitti. Per questi signori non siamo esseri umani ma solo numeri e matrici e se pensano di intimorirci con una paginetta su un giornale si sbagliano di grosso”. Il problema delle privatizzazioni dei beni comuni, conclude la candidato sindaco “riguarda tutta l’Italia”. “Per rilanciare le nostre aziende pubbliche (come anche Ama e Atac, ad esempio) bisogna innanzitutto ripartire dai loro dipendenti e da un miglioramento dei servizi, non dai privati. Chi in queste ore mi attacca in modo pretestuoso ha evidentemente deciso da che parte stare”.

Non è solo il Pd ad attaccare Raggi: “Acea è una grande azienda, ne svilupperemo tutte le potenzialità collaborando con gli azionisti, nel comune interesse – dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli, che a sindaco di Roma sostiene Giorgia Meloni -. Se Acea sarà forte ed espansiva saranno forti i cittadini e forte sarà Roma Capitale. Se vinceremo il Campidoglio farà di tutto per aumentare i dividendi dell’azienda e consolidare un’eccellenza romana. Qualsiasi tipo di dichiarazione improvvida rischia di danneggiare non solo l’azienda ma la città”.

Intanto continua la guerra dei sondaggi. Naturalmente tutti da prendere con le dovute cautele. Ma quello sui cui più o meno tutti i sondaggisti sono d’accordo è che se la giocheranno al ballottaggio il candidato del Pd e quello dei 5 Stelle. Secondo i dati di Emg Guido Bertolaso viaggerebbe intorno all’8-9 per cento, sotto l’indipendente Alfio Marchini, tra il 9 e il 10 per cento. I due insieme non raggiungerebbero Giorgia Meloni ( Fdi), attestata al 20-21. Secondo un altro sondaggio di Index Research, Virginia raggi arriverebbe al 28,0%, Roberto Giacetti al 25,0%, Giorgia Meloni al 15,0% e Guido Bertolaso 12,0%. Poi gli altri: Marchini 8,0%, Fassina 7,0% e Francesco Storace 4,0%.

Redazione Avanti!

 

 

 

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