venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Corte dei conti. Secondi al mondo per erosione fiscale
Pubblicato il 22-03-2016


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La Corte dei Conti ha presentato il rapporto 2016 sul coordinamento della finanza pubblica. Un rapporto che si colloca in una fase particolare in cui sono state avviate importanti riforme su un ampio spettro di temi determinanti per la crescita del Paese. Ne emerge un quadro articolato, inevitabilmente fatto di “luci e ombre” di progressi compiuti e di nodi da districare, di innovazioni oramai consolidate e di settori su cui ancora non si è riusciti a intervenire. “Di sicuro – si legge nel rapporto – quello che l’analisi evidenzia è un quadro di governo del bilancio pubblico che si è trasformato, negli ultimi anni, assai più di quanto non possa far pensare la vischiosità registrata nella discesa del livello di indebitamento”.

Gli sconti fiscali
Gli sconti fiscali sono aumentati sfiorando quota 800, con un vuoto di gettito di 313 miliardi. È quanto rileva la Corte dei conti nel rapporto. “Il fenomeno delle agevolazioni si estende a tutto il sistema tributario. Rispetto al 2011 (720 agevolazioni e un vuoto di gettito per 254 miliardi), si può oggi stimare una significativa dilatazione sia nel numero (799) sia nella perdita di entrate che ne deriva (313 miliardi)”. Questo, per la Corte dei Conti, “spiega la collocazione dell’Italia al secondo posto nella graduatoria internazionale sul livello di erosione del sistema fiscale”.

Il debito
Il livello del debito rispetto al Pil, che “la Commissione europea ritiene necessario ridurre al più presto”, rischia di restare superiore a quello del 123,8% se crescita e programma di privatizzazioni saranno inferiori al previsto. La Corte ricorda che sono previste privatizzazioni per 1,5 punti di Pil nel 2015-18. Il rapporto debito/Pil è stimato al 123,7% nel 2018. I giudici segnalano la centralità del debito per la fiducia dei mercati e calcolano che la recessione (2008-2009 e 2007-2014) abbia comportato un aumento del debito di 30 punti sul Pil.

Ripresa ancora debole
Se l’economia italiana, da un lato, “sembra uscita dalla fase recessiva”, dall’altro “la ripresa, ancora debole, può trovare difficoltà a consolidarsi, anche per le sue caratteristiche di asincronia ciclica rispetto ai principali Paesi partner”. Nel rapporto si legge che “incertezze gravano pertanto sugli andamenti 2016 alimentate, oltre che dal rallentamento degli scambi internazionali, anche dalle turbolenze dei mercati finanziari, connesse al rialzo dei tassi statunitensi e a diffusi timori sul settore bancario in Europa”.

L’Iva
La Corte suggerisce un intervento sull’Iva per mettere al riparo le finanze pubbliche. Il tutto dopo che la stessa magistratura contabile ha reso noto il raggiungimento di un altro record poco invidiabile per l’Italia. Il nostro paese è infatti al secondo posto nell’Unione europea “quanto a prelievo gravante sui redditi da lavoro con il 42,8%, quasi otto punti oltre la media europea”. Nella classifica stilata dalla Corte dei Conti sul prelievo dei redditi d’impresa l’Italia si piazza invece al terzo posto, con circa il 62%, “ossia ben oltre il 50% della media Ue”.

Il Pil
Infine il Pil. Nel 2015, il Prodotto  interno lordo italiano è cresciuto dello 0,8% in linea con le aspettative, ma nel corso dell’anno, gli andamenti congiunturali si sono indeboliti. Ciò dà luogo a valutazioni contrastanti: da una parte, l’economia italiana sembra uscita dalla fase recessiva; dall’altra, la ripresa, è ancora debole. Le “incertezze – afferma la Corte – gravano pertanto sugli andamenti 2016”, alimentate oltre che dal rallentamento degli scambi internazionali anche dalle “turbolenze dei mercati finanziari”, connesse al rialzo dei tassi statunitensi e a diffusi “timori sul settore bancario in Europa”.

Padoan: “Ora rilancio degli investimenti“
Per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ora bisogna concentrarsi su rilancio del investimenti “che negli anni della crisi sono caduti in modo verticale”. A dirlo partecipando al Senato alla presentazione del Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica da parte della Corte dei Conti, è il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. “Per favorire gli investimenti privati- aggiunge il titolare di via XX settembre- stiamo agendo sui canali di finanziamento e sugli incentivi fiscali. Anche sulla necessaria modernizzazione del funzionamento dello Stato, compresa la riforma organica della pubblica amministrazione. Si tratta, come si dice, di varare riforme per far funzionare le riforme”.

Redazione Avanti

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