martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Da Salerno lanciamo
la Convenzione liberalsocialista
Pubblicato il 29-03-2016


In vista del congresso di Salerno il dibattito sull’Avanti e altrove è diventato serrato, talvolta polemico ma in ogni caso testimonia la vitalità di questo piccolo partito, il Psi, che comunque ha compiuto 124 anni di vita: è  il più vecchio partito politico italiano, sopravvissuto a tragedie di ogni tipo (dal fascismo a Tangentopoli ). Miracolosamente la bandiera Psi non è stata mai ammainata grazie – è giusto ricordarlo – a un manipolo di coraggiosi militanti e dirigenti che hanno fatto sacrifici immani per continuare a rimanere fedeli a un ideale, a un simbolo storico di socialismo, di giustizia sociale, a una bandiera gloriosa che rappresenta anche sacrifici, vittime ed eroi prima, durante e dopo la Resistenza. Con queste parole, senza cadere nella retorica, vorrei ricordare che in quasi tredici decenni di vita il Psi non ha mai vissuto una vita tranquilla: è stato sempre combattuto da nemici esterni e interni, minato da contrasti, segnato da scissioni profonde, conflitti laceranti che hanno lasciato il segno sino a ridurre il Psi  un testimone delle glorie passate, di una storia del movimento operaio fra le più luminose del nostro paese. Mi sembra che nelle polemiche di queste settimane non si tiene nel debito conto questo retroterra storico-politico e giustamente si rivendica nostalgicamente “il socialismo dei nostri padri”. Il Psi ha molti padri e vorremmo ricordarne solo alcuni,anche perché ad elencarli tutti non basterebbe l’intero numero di questo giornale. Cominciamo dal padre del riformismo italiano, Filippo Turati. Proseguiamo poi con Anna Kuliscioff, ”la dottora”, che insieme a Turati dirigeva la “Critica Sociale”. Anche se le femministe italiane non la ricordano mai è stata la pioniera del femminismo italiano. Nel 1890 tenne una conferenza a Milano (poi pubblicata col titolo “Il monopolio dell’uomo” ) in cui “la russa dai capelli d’oro, come amavano chiamarla, si occupava attivamente della “questione femminile”, del “problema della emancipazione” e della uguaglianza tra i sessi, della tutela del lavoro della donna e dei minori, della conquista dei diritti civili e politici e, in primo luogo, del diritto di voto. Ma le femministe di oggi probabilmente hanno un qualche imbarazzo a ricordarla perché la Kuliscioff riuscì, come ha ricordato Craxi, a “stringere in un nodo saldissimo la causa della emancipazione femminile con la causa del socialismo”.

Ricordiamo poi il passionale Andrea Costa, primo deputato socialista al parlamento italiano. E poi  ancora: Claudio Treves, Giacomo Matteotti, Emanuele e Vera Modigliani, Bruno Buozzi (segretario della Fiom prefascista e poi della Confederazione del lavoro, Cgl, ucciso a Roma dai nazisti poco prima della Liberazione), Sandro Pertini, Pietro Nenni, Lelio Basso, Bettino Craxi, Francesco De Martino, Riccardo Lombardi, Giacomo Mancini, Giacomo Brodolini (il “padre” dello Statuto dei lavoratori). E poi non dimentichiamo Giuseppe Saragat e Ignazio Silone. E possiamo ignorare i combattenti per la conquista dei diritti civili, a cominciare da Lina Merlin (che ha promosso la legge sulle “case chiuse”, per colpire lo sfruttamento della prostituzione), proseguendo con Loris Fortuna, che propose e riuscì a fare approvare,col sostegno dei radicali, le leggi sul divorzio e sull’aborto). Anche nella costruzione europea i socialisti ebbero un ruolo importante, a partire da Ventotene “dove il socialista Eugenio Colorni scrisse con Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, il celebre “Manifesto” per l’unità europea. Il filosofo Colorni venne poi assassinato da una banda di fascisti durante l’occupazione tedesca della capitale. Fra i padri del socialismo italiano vi sono anche molti sindacalisti (come  Fernando Santi, Giovanni Mosca, Fernando Montagnani, Piero Boni, Italo Viglianesi, Giorgio Benvenuto, Agostino Marianetti, Ottaviano Del Turco ecc. ), cooperatori, intellettuali che hanno contribuito a far crescere, a far diventare un grande patrimonio politico, ideologico e culturale il Partito socialista.

Ma ora,a distanza di oltre 120 anni, che cosa ne sarà del Psi ?

E’ la domanda chiave, soprattutto (come appare molto probabile) se non sarà modificata la legge elettorale voluta da Renzi. La questione che si pone è dunque, non solo di come “sopravvivere”, ma di quale modello di partito  ipotizzare oggi nella contemporaneità, fatta di problemi nuovi, che si chiamano terrorismo islamico, immigrazione massiccia, welfare a rischio, con un’Europa debole e litigiosa, che non ha una politica estera comunitaria, una crisi economica e finanziaria tutt’altro che risolta, con una crescente disoccupazione, specie giovanile,ecc.).

In questo scenario, in che misura il pesciolino Psi potrà influenzare il capodoglio Pd, senza esserne ingoiato o neutralizzato? Sono questi i temi al centro del congresso di Salerno.

Da parte nostra possiamo provare a esprimere delle opinioni senza alcun timore, anche perché il Psi non ha smarrito la propria ragione sociale di esistenza, semmai il problema è oggi come darsene una nuova,senza dimenticare le proprie radici, anche perché le iniquità sociali e le diseguaglianze non appartengono solo al passato, ma sono drammaticamente attuali. Sottolineiamo questo, senza velleitarismi e ponendoci obiettivi realistici, che salvaguardino i ceti più deboli, ma senza dimenticare i corpi intermedi che, se lasciati senza tutela, potrebbero arricchire il serbatoio elettorale del centro destra.

L’obiettivo prioritario penso sia quello di  trovare il coraggio di promuovere un grande rassemblement di tutte le forze socialiste, socialdemocratiche, radicali, laiche, liberali per dar vita a una Convenzione laica e socialista,che rappresenti un punto di riferimento,il più ampio e aperto possibile, per  una nuova forza politica che dialoghi col Pd e vi si allei per un programma di riforme sociali e civili. E’ possibile realizzare una “forza organizzata” di questo tipo, anche solo come Movimento? Per poterlo dire bisognerà prima provarci, cercando di coinvolgere partiti, movimenti, club nazionali e locali, insieme a tutte quelle associazioni e fondazioni di area laica e socialista (la Nenni, la Modigliani, la Turati, Socialismo, Silone, Matteotti, Rosselli, ecc. ). Non solo, ma anche tutti quei circoli laici, liberali e socialisti ancora esistenti nel territorio. E’ probabile che si tratti di un’utopia, ma l’obiettivo vero è quello di dare “una scossa” a tutti quei laici e socialisti dormienti, che hanno perso la fiducia in una forza autenticamente laica e liberale, non conformista, libertaria, che oggi trova porte aperte (ma poco spazio operativo) solo nel centro destra o nel Pd. Ed è per questo motivo che chi si riconosce in quest’area preferisce rifugiarsi nel disimpegno, preferendo stare alla finestra.

L’alternativa (come sostengono alcuni) sarebbe la confluenza nel Pd, con l’illusione di influenzare le scelte della maggioranza, ancora oggi assemblaggio di post comunisti e di post democristiani di sinistra. Potrebbe essere questa l’estrema ratio, per conservare  una bandierina all’interno del grande partito della sinistra, che fa molta fatica a progredire verso un modello laburista, socialdemocratico o semplicemente progressista. Personalmente questa scelta non mi convince e credo che comunque sia necessario impegnarsi al massimo per realizzare il socialismo “dei nostri padri”, aggiornato alla società di oggi .Ovviamente anche gli strumenti di comunicazione del Psi dovrebbero essere adeguati a questi nuovi obiettivi .Questo significa che sia l’Avanti ! che Mondoperaio dovrebbero essere profondamente rinnovati, così come l’intera strategia di comunicazione del partito. Ma di tutto questo se ne parlerà dopo il congresso di Salerno.

                                                                                         Aldo Forbice

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Commenti all'articolo
  1. Quella auspicata da Aldo Forbice,mi sembra la strada più confacente alle aspettative del nostro piccolo P.S.I.
    D’altronde Riccardo Nencini ne parla da molto tempo e suppongo che sarà oggetto della sua Relazione Congressuale.
    Sono convinto che la quasi totalità dei Compagni che credono ancora nel ruolo futuro del Partito, sono su questa posizione.
    Non basta tutto questo però, occorre un impegno straordinario,un lavoro costante giornaliero sul territorio, in mezzo alla gente, per far comprendere che per il riscatto del nostro Paese, è indispensabile superando i probabili sbarramenti elettorali voluti da un P.d che ci è ostile, avere la presenza in Parlamento, di elementi capaci di far convergere nel progresso la libertà, la tolleranza e la giustizia sociale, perché provengono da una Cultura fondata su questi Valori.
    Anch’io spero che il Congresso di Salerno promuova questa svolta.
    Io ci sarò come delegato e il mio contributo sarà speso in questo senso.

    • Caro Antognetti,
      il corpo intermedio significa ceto medio ( pubblico e privato,piccola imprenditoria, artigiani,partite Iva,ecc.) .Un partito moderno della sinistra riformista deve essere pronto a sostenere anche gli interessi di queste “classi sociali”.

  2. Mi riconosco senz’altro nelle parole “senza dimenticare i corpi intermedi”, i quali hanno svolto per lungo tempo un’importante funzione sociale, almeno a mio avviso, oltre ad un opportuno ruolo di contrappeso, e talora di moderazione, nei riguardi del “potere” di turno.

    Non so tuttavia se la cultura politica oggi “dominante” abbia questa vocazione, vedere cioè con favore il fatto che la società possa organizzarsi in formazioni che hanno una vita abbastanza autonoma rispetto alla politica.

    O forse ai giorni nostri è tutta la politica che aspira ad essere onnicomprensiva e totalizzante, nel senso che punta, in modo più o meno consapevole, ad occupare tutti gli spazi, mostrandosi di riflesso insofferente verso le altre forme di rappresentanza sociale, e se così fosse dovremmo auspicarci che i socialisti, ovunque collocati, possano fungere da catalizzatore per invertire detta tendenza.

    Paolo B. 30.03.2016

  3. rinnovare l’Avanti!, MondOperaio e la strategia comunicativa, cioè tutto ! qualche suggerimento prima del congresso ? Altrimenti vien da pensare che è tutto sbagliato e da rifare.

  4. Caro Forbice, condivido la tua proposta sulla necessità di proporre con urgenza una convenzione liberalsocialista. I motivi sono chiaramente illustrati nel tuo ottimo articolo. Ma ti sei chiesto chi oggi nel nostro paese ha l’autorità o anche capacità/volontà di lanciare una iniziativa così coraggiosa, oltre che necessaria, per la politica italiana? Al momento non vedo nessun politico all’altezza di saper proporre un progetto così ambizioso e non penso che l’attuale politica del nostro piccolo partito sia orientata verso tale obbiettivo. Il congresso di Salerno saprà dare risposte esaurienti in questo senso? Io me lo auguro visto che nella mozione presentata la scelta del socialismo liberale, con un netto rifiuto di ogni massimalismo, è uno dei punti cardini della stessa mozione. Ma l’assenza di tanti compagni che hanno deciso di non partecipare al congresso certamente non fa ben sperare perché oggi quel che serve al Partito è, in primis, l’unità di tutti i socialisti ancora presenti nel nostro paese.

  5. La sforbiciata di Aldo Forbice,per quanto a revival della storia socialista è apprezzabile.E’ invece mal posta perchè dimostra il suo mancato aggiornamento che è insito nel testo di 14 pagine della mozione congressuale predisposta da numerosi compagni in favore della ricandidatura di Riccardo Nencini.La soloneria di Forbice avrà altri motivi? Un abbraccio da un socialista vetusto e sempre attivo.Manfredi Villani.

  6. Le parole con cui si chiude uno dei commenti, ossia “oggi quel che serve al Partito è, in primis, l’unità di tutti i socialisti ancora presenti nel nostro paese”, non possono che trovare condivisione, e una “convenzione liberal socialista”, contraria ad ogni massimalismo, va sicuramente nella direzione giusta, ma poi va riempita di “contenuti”, come oggi si usa dire, perché a me sembra che qui potrebbero semmai nascere, o riemergere, quelle differenze che, in tutto o in parte, hanno finora diviso i pezzi della “diaspora” socialista.

    I momenti congressuali sono indubbiamente passaggi molto importanti, e altrettanto dicasi per quanto possono convenire congiuntamente i vertici delle componenti socialiste, ma c’è una parte del “popolo socialista” che in questi anni non ha aderito ad alcuna di dette componenti e non segue più di tanto le vicende congressuali, e per un eventuale “ritorno a casa” aspetta di vedere se e quali proposte “operative” usciranno sulle tematiche di stringente e crescente attualità (questa almeno è l’opinione che mi sono fatto) .

    Paolo B. 04.04.2016

  7. Il richiamo alla classe media – laddove si dice che “il corpo intermedio significa ceto medio” – mi fa ritornare su questo importante argomento, almeno a mio giudizio, perché ho l’impressione che il ruolo di tale ceto sociale sia oggi sottovalutato, per usare un eufemismo, o non ci si rende conto fino in fondo delle sue “potenzialità”.

    Diverse categorie, tra quelle che ne fanno parte, si sentono oggigiorno “sotto tiro”, a cominciare dalla pressione fiscale, quando invece rappresentano una risorsa che andrebbe sostenuta e valorizzata, giustappunto per quanto può dare al Paese, e una forza politica di estrazione e mentalità autenticamente liberal riformista dovrebbe farsi decisa portavoce ed interprete di siffatto messaggio.

    Detta forza politica dovrebbe anche respingere con determinazione l’idea di opporsi in modo ideologico alla “ricchezza” e al “profitto”, vuoi perché la logica iberal riformista ci direbbe di riconoscere i meriti oltre a dover soccorrere i bisogni, ma anche perché c’è un reddito che premia laboriosità, ingegno, impegno, intraprendenza, ecc…., ossia doti le quali possono tornare molto utili anche ad altri, creando indotto, posti di lavoro, opportunità e prospettive occupazionali, generare in buona sostanza un circuito virtuoso di reciproco giovamento (sempre a mio opinabile parere).

    Paolo B. 06.04.2016

  8. Non illudiamoci, a Salerno si parlerà di tutto: storia, economia, finanza, filosofia ecc.ecc. tutto questo però “partorirà”: Nencini segretario e candidato nelle liste pd e Pastorelli sarà il suo scudiero. Questo secondo loro è il PSI del XXI secolo a meno che…

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