domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

DEBITO Eurogruppo: Italia fuori dalle regole
Pubblicato il 07-03-2016


Trattato Maastricht Unione europea

Susseguirsi di riunioni a Bruxelles tra Eurogruppo (a cui fanno parte i paesi aderenti all’Euro)  ed Ecofin lunedì e martedì: sul tavolo anche la discussione sull’Unione bancaria. Nelle conclusioni, l’Eurogruppo sottolinea che l’Italia non ha rispettato la regola del debito nel 2015 e nel 2016. “Mentre riconosciamo che il rapporto debito/pil si è stabilizzato nel 2015 e comincia a scendere nel 2016, – si afferma – l’alto debito resta motivo di preoccupazione. In base alle previsioni d’inverno l’Italia non rispetterà la regola del debito nel 2015 e 2016”. “In questo contesto attendiamo in primavera la nuova valutazione” della Commissione e “accogliamo con favore l’impegno dell’Italia ad attuare le misure necessarie per assicurare che il bilancio 2016 sia in linea con le regole”.

L’Eurogruppo, inoltre, “nota che dalla valutazione di novembre sono state prese misure che aumentano il deficit, e c’è un rischio di significativa deviazione dall’aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine”: si legge nelle conclusioni della riunione. Il deficit strutturale si deteriora di 0,7% nel 2016, mentre dovrebbe migliorare di 0,1%, spiega l’Eurogruppo. “Il rischio di deviazione significativa rimane anche se venisse accordato il massimo potenziale di flessibilità”.

Non mostra preoccupazione il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan che entrando all’Eurogruppo ha detto che si sta “aspettando il via libera definitivo sulla flessibilità, mi sembra che ci sia il riconoscimento che il debito si è stabilizzato e che comincerà a scendere e che ci sono alcuni margini di aggiustamento che andranno sfruttati”. “L’eventuale lettera fa parte delle procedura standard, non c’è niente di nuovo”: risponde il ministro a chi gli chiede se è preoccupato dalla lettera che la Commissione dovrebbe inviare domani all’Italia. Con la Commissione Ue “il clima è sicuramente migliorato, era buono anche prima, ci sono molte cose concrete su cui stiamo lavorando insieme” ha risposto a chi  gli chiedeva se condivide le parole del commissario agli affari economici Pierre Moscovici che ha parlato di “clima nuovo” con l’Italia.

Il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, parlando della lettera che domani la Commissione Ue dovrebbe inviare all’Italia a seguito dei giudizi sugli squilibri macroeconomici ha detto di essere “in contatto permanente con Padoan, c’è un certo grado di flessibilità di cui l’Italia può beneficiare, ci sono delle regole da rispettare, cerchiamo un accordo in modo attivo, la visita di Juncker a Roma ha portato a un nuovo clima ma una cosa è il clima un’altra è la sostanza e a volte è differente”. Moscovici ha spiegato che “il collegio si riunirà martedì a Strasburgo e parlerà dell’insieme delle procedure per squilibri macroeconomici, non solo per l’Italia ma per l’insieme dei Paesi interessati”. E la Commissione “prenderà le decisioni che deve”. Per quanto riguarda il negoziato in corso con il Governo italiano, il commissario ha spiegato che resta in contatto con Padoan, “continuiamo a scambiarci informazioni in una prospettiva che è quella di trovare un accordo, in maniera concreta, lettera o non lettera”. E si dice “fiducioso che se vogliamo trovare un accordo, lo troviamo”.

Intanto Fitch ha abbassato le previsioni di crescita dell’Italia. Nel ‘Global Economic Outlook’ trimestrale diffuso oggi, l’agenzia di rating ha rivisto le stime del Pil a +1% per il 2016, rispetto al +1,3% indicato a dicembre e a +1,3% per il 2017, rispetto a +1,5%. L’economia italiana “stava a malapena a galla a fine 2015, con un rallentamento della crescita dal +0,4% del primo trimestre dell’anno allo 0,1% dell’ultimo”, scrivono gli analisti di Fitch, spiegando che “il rallentamento riflette per lo più il peggioramento delle condizioni esterne”. Gli investimenti sono rimasti deboli, mentre i consumi privati sono stati il principale motore della crescita lo scorso anno, con un aumento dello 0,9% “non spettacolare, ma il migliore dal 2010”. L’agenzia si attende che nel 2016-17 la crescita continui a dipendere soprattutto dai consumi privati. Prevista anche una modesta ripresa degli investimenti. La debole performance dell’export, continuerà, invece, ad essere un fattore di freno per la crescita.

Edoardo Gianelli

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento