venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Destra. Il calderone francese
dai neofascisti agli antisemiti
Pubblicato il 29-03-2016


L’Europa va a destra? Viaggio tra le varie compagini politiche di destra ed estrema destra nei vari scenari politici nazionali. (6^ puntata)

La Francia è la patria del più discusso e forte partito dell’estrema destra europea dell’ultimo trentennio, il Front National. Sia a livello nazionale che a livello europeo il Front National è il principale punto di riferimento per l’estrema destra e in Francia quasi tutte le forze politiche nazionaliste nate dopo gli anni ‘70 prendono vita da esponenti in rotta con il partito.

Jean-Marie Le Pen e la figlia

Jean-Marie Le Pen e la figlia, Marine

Il Front National viene fondato nell’ottobre del 1972 da Jean Marie Le Pen e dai principali esponenti di Ordre nouveau.
Ordre nouveau, associazione studentesca neofascista attiva dalla fine degli anni ‘60 e precedentemente nota con il nome di Occident, decise di dar vita ad un partito politico con l’intento di riunire tutti i nazionalisti francesi. Ordre nouveau continuò comunque la propria azione indipendente come movimento studentesco di estrema destra fino a quando venne dichiarato illegale nel giugno del 1973. I principali esponenti del movimento, in rotta con Jean Marie Le Pen, che diventò da subito leader del Front National, diedero vita al Parti des force nouvelles, che fu il principale partito dell’estrema destra francese fino ai primi anni ottanta, quando il Front National iniziò ad incrementare di molto i propri consensi. Gli ottimi risultati elettorali fecero tornare nelle file del Front National numerosi esponenti del Parti des force nouvelles che comunque vide la propria dissoluzione solo nel 1998.
Jean Marie Le Pen è un ex militare francese nato il 20 giugno 1928. Venne eletto per la prima volta deputato dell’Assemblea Nazionale nel 1956, a soli 27 anni, grazie alla candidatura tra le file dell’Union et fraternité francaise, lista elettorale del sindacato dei commercianti e degli artigiani parigini. L’anno successivo abbandonò il movimento e diede vita al Front national des combattants con il quale fu rieletto deputato alle elezioni del 1958, a differenza delle elezioni successive del 1962 dove non riuscì nell’intento. La mancata rielezione lo porta a dedicarsi principalmente all’attività imprenditoriale fino al momento della fondazione del Front National di cui diventa da subito Presidente, carica che mantenne sino al 16 gennaio 2011, quando la figlia Marine, membro del Parlamento europeo dal 2004, venne eletta nuova leader del partito. Dal 1984 è deputato europeo ed è stato candidato alla Presidenza della Repubblica francese per cinque volte, riuscendo anche ad arrivare al ballottaggio con Jacques Chirac nel 2002. Dal 2011 all’estate 2015 è stato presidente onorario del partito. Nell’estate 2015 è stata prima soppressa la carica di presidente onorario del Front National e qualche giorno dopo lui stesso è stato espulso dal partito che aveva fondato 43 anni prima.

Il Front National è un partito nazionalista, euroscettico e conservatore, la leadership di Marine Le Pen ha portato il partito su posizioni leggermente più moderate, suscitando però molto malcontento presso l’area più radicale del partito. Il FN nei primi anni di vita ha un ruolo marginale all’interno della scena politica francese.
La svolta del partito si ha nei primi anni ‘80, quando balza dallo 0,2% delle elezioni nazionali del 1981 all’11% delle elezioni europee del 1984. In quell’occasione grazie agli oltre 2 milioni e 200 mila voti ottenuti, elegge 10 candidati al Parlamento di Bruxelles e risulta la quarta forza politica del Paese, dietro al Partito Socialista, al Partito Comunista e alla coalizione di centrodestra.
Alle elezioni nazionali il partito sfiora il 10% sia nel 1986, sia nel 1988, riuscendo ad eleggere 35 propri rappresentanti all’Assemblea Nazionale nel 1986 ed uno solo nel 1988, dato il cambiamento della legge elettorale.
I 35 deputati eletti rappresentano ancora oggi un record per il partito nazionalista francese, alle elezioni successive riuscirà infatti ad eleggere al massimo due deputati, restando per molto tempo fuori dal Parlamento nazionale. Il miglior risultato in termini di voti alle elezioni parlamentari il FN lo ottiene nel 1997, quando raccoglie quasi 3 milioni e 800 mila voti e sfiora il 15%. Alle elezioni presidenziali il candidato del FN, dal 1988, ha sempre ottenuto almeno il 10% dei consensi. Il miglior risultato è quello di Marine Le Pen nel 2012, quando la nuova leader del partito ha raccolto più di 6 milioni e 400 mila voti e sfiorato il 18%. Da notare però che il padre comunque riuscì ad andare al ballottaggio nel 2002, quando superò al primo turno il candidato socialista, e primo ministro in carica, Lionel Jospin, di quasi 200.000 voti, grazie a un bottino elettorale di oltre 4 milioni e 800 mila voti, pari al 16,9% dei consensi.
Al ballottaggio l’allora Presidente in carica, Jacques Chirac, venne riconfermato con oltre l’82% dei consensi.
Alle elezioni europee il partito è riuscito ad eleggere sempre almeno 3 candidati. Dopo aver ottenuto fra il 10% e il 12% alle elezioni del 1984, 1989 e 1994, alle successive tre elezioni il partito non ha superato quota 10%, registrando poi un grande risultato nel 2014 grazie ad oltre 4 milioni e 700 mila voti, pari al 24,9% dei consensi nazionali, riuscendo a far propri 24 dei 74 seggi del Parlamento di Bruxelles riservati alla Francia.
Il miglior risultato elettorale in termini di voti il partito lo ottiene però alle elezioni regionali del 2015, quando dopo aver superato i 6 milioni di voti al primo turno, riesce a superare quota 6 milioni e 800 mila al secondo, non riuscendo comunque ad eleggere nessun proprio rappresentante alla guida di una regione francese.

A livello internazionale il partito è sempre stato un punto di riferimento nelle alleanze di estrema destra. Nel 1984 fu alleato dell’italiano MSI nel Parlamento europeo, mentre nella legislatura successiva stringe accordi con i repubblicani tedeschi e con coloro che diverranno i loro alleati storici, i fiamminghi del Vlaams Blook. Nel 1999 sigla il primo accordo con la Lega Nord, dando vita a Strasburgo al Gruppo tecnico degli indipendenti, di cui han fatto parte anche i Radicali italiani, Fiamma Tricolore e il Vlaams Blook.
Nel 2007 è la principale forza politica del gruppo Identità, tradizione e sovranità, di cui fanno parte fra gli altri anche gli italiani Luca Romagnoli ed Alessandra Mussolini, a cui si attribuiscono le colpe della fine dell’esperienza comune, avvenuta qualche mese più tardi. Nel giugno 2015, dopo un tentativo non riuscito l’anno precedente, Marine Le Pen riesce a dar vita al nuovo gruppo parlamentare europeo dell’estrema destra, l’Europa delle Nazioni e delle Libertà, di cui fanno parte anche la Lega Nord, gli storici alleati fiamminghi, gli austriaci del FPÖ e gli olandesi del Partito della Libertà, oltre a rappresentanti polacchi, rumeni e inglesi fuoriusciti dalle forze politiche in cui sono stati eletti. I partiti membri del gruppo, con l’esclusione del Partito delle Libertà olandese, hanno dato vita nel 2014 al Movimento per l’Europa delle Nazioni e delle Libertà, di cui fanno parte anche i conservatori cechi dell’Ok strana. In passato il partito è stato membro dell’Alleanza europea dei Movimenti Nazionalisti e dell’Euronat. L’organizzazione giovanile del partito è alleata con le organizzazioni giovanili dell’FPÖ austriaco e del Vlaams Beelang belga, nell’Alleanza europea giovanile per la speranza.

Bruno Megret

Bruno Megret

Negli anni il Front National ha visto numerose scissioni e la nascita di movimenti e partiti ideologicamente molto vicini. Una delle scissioni più importanti fu quella, nel 1999, di Bruno Megret, ai tempi secondo di Jean Marie Le Pen. L’allora leader del FN risultava incandidabile per le elezioni europee del 1999 per l’aggressione alla deputata socialista Annette Bergeal (la pena fu successivamente ridotta e ciò gli permise di candidarsi), e decise così di assegnare il ruolo di capolista alla moglie Jeannine. Megret, contrario alla decisione presa dal leader del partito e determinato ad ottenere la guida del Front National, organizzò un congresso che lo elesse Presidente del partito, il congresso successivamente fu però invalidato. Megret ed altri esponenti di spicco del FN lasciarono il partito per dare vita al Movimento Nazionale Repubblicano, di stampo nazionalista, ma su posizioni leggermente più moderate rispetto al Front National. Il partito alle elezioni europee del 1999 raccolse il 3,3% dei consensi, grazie ad oltre mezzo milione di voti. Alle elezioni presidenziali del 2002, Megret ottenne quasi 670 mila voti, pari al 2,3% dei consensi, il MNR fu poi l’unica forza politica a sostenere, al secondo turno, il candidato del FN Jean Marie Le Pen e non il candidato del centrodestra Jacques Chirac. Il partito non è mai riuscito ad eleggere un proprio rappresentante alle varie elezioni a cui si è presentato e dopo il 2002 non è mai riuscito a raccogliere più dello 0,5% dei consensi. Dal 2008 Megret abbandona la guida del partito, che inizierà un’ampia collaborazione con  il Parti de la France e la Nuova Destra Popolare, creando un soggetto unitario chiamato Unione della destra nazionale.

Il Parti de la France nasce nel 2009, attorno la figura di Carl Lang, eurodeputato del FN dal 1994, che abbandonò il partito dopo la decisione di Jean Marie Le Pen di candidare la figlia Marine in Normandia, sua regione natale. Lang non è riuscito a presentarsi alle presidenziali del 2012 e il partito non è riuscito ad ottenere risultati positivi alle altre elezioni a cui si è presentato. La Nuova Destra Popolare invece nasce nel 2008 attorno la figura di Robert Spieler, deputato del Front National durante gli anni 80. La NDP mette al centro della propria azione politica l’anti-islamismo e come il Parti de la France, non è una forza politica euroscettica.

Alla destra del Front National si trova il Bloc Identitaire, movimento nato nel 2002 dalle ceneri di Unione radicale, organizzazione di stampo fascista nata alla fine degli anni ‘90. Il Bloc Identitaire mette al centro del proprio programma la contrarietà all’accentramento del potere a Parigi. Fino al 2013 è stato attivo anche il Troisieme voie, movimento nazifascista scioltosi per un atto del Consiglio di Stato, a seguito dell’uccisione del giovane militante antifascista Clement Meric avvenuta dopo una rissa con alcuni skinhead appartenenti al movimento.
Sempre a destra del Front National si collocano anche la Alliance Royale, partito monarchico e antieuropeista nato nel 2001, e il Renouveau Francais, movimento politico ultranazionalista nato nel 2005 che ha fatto parte del Fronte Nazionale Europeo, alleanza d’estrema destra di cui facevano parte anche i greci di Alba Dorata e l’italiana Forza Nuova

Dieudonnè M'bala

Dieudonnè M’bala

Nel 2009 prende vita il Partì antisioniste. Il partito non si identifica come di estrema destra ma si pone come semplice unione di tutti gli antisionisti francesi. Elemento discordante con gli altri partiti d’estrema destra è la presenza massiccia di esponenti di origine araba. Nel 2009 il partito candida nelle proprie liste per le elezioni europee Dieudonnè M’bala M’bala, comico di origini camerunensi famoso per la quenelle, gesto antisemita ripreso nei mesi successivi da sportivi e politici di estrema destra. Dieudonnè non riuscirà comunque ad essere eletto ottenendo solo l’1,30% dei consensi. Il Partì antisioniste gode di molta popolarità nel web, le proprie pagine ufficiali sono più seguite di quelle del Partito Socialista e dei vari soggetti del centrodestra. A sostegno del Partì antisioniste vi è anche il Parti solidaire français, forza politica nazionalsocialista nata attorno la figura di Thomas Werlet.

In Francia sono presenti anche numerosi movimenti regionalisti e indipendentisti, per la maggior parte però ideologicamente schierati a sinistra. La maggiore forza politica locale di destra è l’Alsace d’aboard, movimento d’estrema destra dell’Alsazia nato nel 1989, che fino alle elezioni del 2015 era sempre riuscito ad ottenere fra il 5% e il 10% nella regione.

La destra francese più moderata è caratterizzata dal gollismo, ideologia politica legata alle idee e all’operato di Charles De Gaulle, Presidente della Francia dal 1959 al 1969. A De Gaulle si deve il passaggio dello stato francese da repubblica parlamentare a repubblica semi-presidenziale. A livello internazionale si è sempre schierato contro il sostegno incondizionato agli Stati Uniti d’America, sostenendo la nascita di una grande alleanza degli stati europei, mentre a livello economico De Gaulle si è opposto al liberismo, durante gli anni della sua Presidenza furono nazionalizzate importanti banche e aziende francesi.

Il principale partito gollista francese è l’UMP, che nel 2015 ha cambiato nome in “Les Repubblicains”. Il partito nasce nel 2002 dalla fusione del Rassemblement de la Republique di Jacques Chirac e di altri partiti del centrodestra francese. Nel 2002 ha vinto le elezioni presidenziali con Jacques Chirac che ha battuto al secondo turno Jean Marie Le Pen con oltre l’82%, grazie anche al sostegno di quasi tutte le altre forze politiche. Nel 2007 vince al secondo turno le elezioni presidenziali con Nicolas Sarkozy, che con il 53% dei voti superò la candidata socialista Segolene Royal. Nel 2012 Sarkozy al secondo turno viene sconfitto dal candidato socialista Francois Hollande che ottenne oltre un milione di voti in più del Presidente uscente. Alle elezioni europee del 2009 fu il partito più votato in Francia, con quasi 4 milionio e 800 mila voti, nel 2004 e nel 2014 invece è stato superato dal Partito Socialista prima e dal Front National poi. Sarkozy tuttavia si discosta dal gollismo, proponendo una linea economica molto liberista. Il partito è una delle principali forze politiche del Partito Popolare Europeo, l’attuale Presidente ed ex capogruppo al Parlamento europeo del PPE, Joseph Daul, è uno dei principali esponenti del partito conservatore francese.
Dopo essersi recati alle urne lo scorso dicembre per le elezioni regionali, i cittadini francesi torneranno al voto nei primi mesi del 2017 per eleggere il nuovo Presidente e i nuovi membri dell’Assemblea Nazionale.

Gianluca Baranelli


5 – Spagna, per i sondaggi stallo destinato a continuare
4 – Portogallo. Destre arginate dal ricordo di Salazar
3 – Dal Bnp a Ukip, gli inglesi così civili così di destra
2 – Irlanda, il Fine Gael prepara il bis al governo
1 – La destra in Europa. Anche in Islanda la crisi ha un costo

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento