martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

“Diamoci del tu”
raccontare se stessi
al Teatro Parioli
Pubblicato il 16-03-2016


940A5452 - Copia (2)“Diamoci del tu” è una commedia del 2012 del pluripremiato drammaturgo canadese Norm Foster. Un uomo e una donna convivono da anni sotto lo stesso tetto senza dividere affetti e intimità e, per una volta, non si tratta di una coppia ma di una domestica e del suo datore di lavoro. “Diamoci del tu” racconta infatti la storia di uno scrittore di successo, David Kilbride, che improvvisamente scopre di non conoscere nulla della vita della sua governante Lucy Hopperstaad, che gli è accanto da ben 28 anni.

David, preso come è da se stesso, fa quasi fatica a ricordare il nome della donna, essendo abituato a chiamarla da sempre “signorina Hopperstaad”. Scrive libri di spionaggio che hanno un discreto successo, li promuove in giro per il mondo,  rincorre le sue tre mogli, è colpito da pesanti lutti familiari. Una vita molto intensa, che per quasi tre decenni non consente al famoso romanziere di avviare una interlocuzione qualsiasi con la sua simpatica governante.

Ma all’improvviso David si interessa alla vita di Lucy, come se volesse recuperare il tempo perduto o avesse semplicemente tempo da perdere. Lucy invece sa tutto di David e, in una fredda sera di novembre, i due si confrontano per la prima volta, parlandosi senza la formalità dei ruoli in cui si erano costretti per quasi tre decenni.

940A5383 - Copia

Assistiamo così a rivelazioni sorprendenti, divertenti ma anche commoventi. Si parla di letteratura, di retaggi familiari e di solitudine attraverso un linguaggio mai scontato, colto e ricco di un vivace umorismo. Della domestica Lucy sorprende il linguaggio ironico, colto e beffardo. Il rapporto tra i due è inedito. Inizia quel giorno. Dopo decenni di “buongiorno” e “buonasera”, di incombenze e comandi quotidiani, si scatena un serratissimo dialogo che provoca risate e curiosità. Eppure capiamo che si va oltre. Parlano, si prendono in giro, domandano, rispondono ma intorno alle parole si consuma altro. E quello che non si dicono diventa altrettanto interessante, perché di non detti ce ne sono tanti. Con l’avanzare dell’opera scopriremo quali sono i reali sentimenti che animano i due…

La scena si svolge nella casa di lui. Un mondo di ricchezza elegante, fredda, formale, da casa di prestigio ma senza anima.  L’anima, il calore ce lo regalano le sottili tessiture di sguardi e svelamenti, di bisogni non dichiarati. Nasce una partitura preziosa per due bravi attori – Enzo Decaro ed Anna Galiena – che si mettono in gioco con sensibilità e intelligenza, dove la regia si concentra nel costruire un rapporto in cui progressivamente l’uno vive nel respiro dell’altro. In cui l’ascolto dell’altro diventa progressivamente un punto di arrivo.

E così tra un whisky ed un bicchiere di vino i due si aprono vicendevolmente fino ad arrivare ad un finale non scontato.

In “Diamoci del tu” l’autore Norm Foster crea due personaggi tanto reali quanto coinvolgenti, che hanno voglia di raccontare se stessi e tutti noi prima che il sipario cali. Così non possiamo non riflettere su quanto poco in realtà conosciamo chi ci sta quotidianamente accanto, dal collega di lavoro alla collaboratrice familiare, e su come tutte le nostre vite, che spesso ci sembrano banali, con il passare degli anni meritino sempre più di essere raccontate.

Buona l’interpretazione di Enzo Decaro ed Anna Galiena, anche se un certo miglioramento può esservi nel fluidificare i tempi comici. La scenografia minimale non impedisce il coinvolgimento dello spettatore. Le musiche accompagnano i passaggi più salienti, restando comunque marginali nel racconto, che si svolge in un atto unico.

Certamente un modo piacevole ed intrigante di passare una serata. Al Teatro Parioli di Roma fino al 20 marzo.

 Al. Sia.

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