lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Disabili, l’odissea di Danilo
e l’appello di Mattarella
Pubblicato il 30-03-2016


DisabiliLa disabilità non è un problema da scaricare sulle famiglie ha giustamente ricordato il Presidente della Repubblica durante la cerimonia al Quirinale per la giornata per le persone con disabilità intellettiva. “Abbiamo una Costituzione che ci incoraggia. Abbiamo una legislazione avanzata – ha detto Sergio Mattarella – nella affermare i diritti delle persone con disabilità”. “Non possiamo permettere che programmi di inclusione sociale siano compressi o vanificati. Non possiamo accettare che tanti diventino cittadini invisibili. È un tema che ci riguarda tutti: istituzioni, corpi sociali, famiglie, persone”. “La disabilità non è una malattia, tanto meno un problema da scaricare sul singolo individuo o sui suoi familiari. Le condizioni di disabilità divengono gravi soprattutto se il mondo circostante non tiene conto delle diversità e trasforma la differenza in fattore di esclusione. A creare le barriere sono soprattutto, purtroppo, i limiti della nostra organizzazione sociale e le nostre mancanze culturali, a partire dai riflessi lenti di fronte agli ostacoli che impediscono la piena espressione delle personalità”.
Parole di alto valore che purtroppo però si scontrano con una realtà fatta di insensibilità e condizionata dalla crisi economica e dai tagli imposti allo stato sociale che finiscono inevitabilmente per colpire i più deboli.

È per fare un caso concreto, pubblichiamo una lettera che ci è arrivata in redazione, inviataci da un ragazzo disabile, Danilo Massimi, che come lui stesso spiega, “iscritto al progetto garanzia per la 3 volta” continua ad avere “molti problemi con il progetto garanzia giovani Lazio” perché “nessuna azienda mi vuole fare un tirocinio e vengo discriminato”.

La lettera.

“Mi chiamo Danilo Massimi, ho 25 anni, abito a Nettuno in provincia di Roma e mi sono diplomato nel 2009 presso Istituto Tecnico Industriale Statale Luigi Trafelli. Vengo subito al dunque: sono un ragazzo che ha problemi disabilità, in quanto invalido civile (al 74%) a causa di un ritardo mentale e problemi di vista. Quando sono uscito dalla scuola, avevo necessita di lavorare ma, nonostante i tanti colloqui realizzati, mai nessuna azienda mi ha preso in considerazione, anche se le aziende hanno l’obbligo di assumere un disabile (legge 68).
A Settembre 2010 inizio a lavorare con una Cooperativa Sociale come assistente disabile nella scuola per un anno con un contratto a progetto, ma è solo un’illusione e a giugno dell’anno successivo, mi mandano via.
Inizia cosi il mio purgatorio: rimango fermo per ben tre anni, fino al 2014, perché nessuna azienda mi considera viste le mie incapacità fisiche. Tutto quello che riesco a fare in tre anni, è un piccolo lavoro socialmente utile, come giardiniere, con il comune di Nettuno per tre mesi.
Poi la speranza. Scopro su internet l’inizio (dal 1 maggio) del progetto Garanzia Giovani attivato anche dalla Regione Lazio, grazie allo stanziamento di fondi europei, così decido di iscrivermi e il mese successivo mi chiama il centro impiego per firmare il patto di servizio promettendomi di trovarmi un impiego nei successivi quattro mesi.
Ma i quattro mesi successivi trascorrono con un solo colloquio dal quale vengo ancora scartato, quindi, stanco di promesse, a novembre 2014 decido di rivolgermi a un’agenzia per trovare un tirocinio, ma in quattro mesi non ricevo nulla, nemmeno una proposta, nemmeno un colloquio. Le aziende mi scartano sempre per la mia disabilita e anche l’agenzia mi abbandona.
Non mi sono mai sentito cosi solo, quindi cerco di reagire e a febbraio 2015 chiamo alla Regione Lazio e faccio un casino. Mi richiama quindi il centro impiego, mi cancella dal precedente patto di servizio e mi riscrive per farmene uno nuovo. Mi propone di andare a fare un colloquio con un supermercato, ma anche li vengo scartato per l’invalidità.
Ormai la situazione appare disperata, il centro impiego mi indica Saip Formazione S.r.l. di Latina, con la quale a marzo 2015 comincio un corso di orientamento di otto ore.
Qualcosa sembra muoversi: a giugno 2015 inizio un tirocinio con una cooperativa sociale dentro un parco pubblico che termina però a novembre, sei mesi prima del previsto, a causa del fallimento della stessa cooperativa. A dicembre mi riscrivo con Saip ma nulla… il problema è sempre lo stesso: sono invalido. Le aziende non vogliono persone come me, non mi vogliono nonostante la legge mi dovrebbe tutelare, non mi vogliono nonostante i bonus di assunzione che potrebbero prendere, non mi vogliono nonostante il mio profilo “alto” dovrebbe consentirmi facilmente di trovare almeno un tirocinio da fare.
E siamo a marzo 2016. Sono ormai sette anni che cerco lavoro, mi sono messo in gioco in ogni modo. Credevo che Garanzia Giovani fosse finalmente un’opportunità concreta per potermi inserire nel mondo del lavoro, invece sono ancora qui, in attesa di una chiamata che non arriva mai e della prossima, inutile, promessa”.

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Commenti all'articolo
  1. L’odissea di Danilo Massimi potrebbe concludersi.Propongo di accoglierlo in qualità di badante di mia figlia parimenti disabile con accompagnamento.Entrambi potrebbero vivere e sostenersi in una abitazione di proprietà di mia figlia in provincia di Varese con un congruo compenso mensile che elargirei.Prego la Redazione di riferire il mio commento a Danilo Massimi-

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