giovedì, 28 luglio 2016
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Opinioni e commenti
 

Francia. No alla revoca della nazionalità ai terroristi
Pubblicato il 18-03-2016


Turchia_polizia_terrorismoIn Francia il Senato c’è ancora e se si tratta di modificare la Costituzione (così com’è ancora oggi in Italia, ma fino all’approvazione definitiva della cosiddetta ‘riforma Boschi’) una norma deve essere approvata senza modifiche con i due terzi dei voti da tutte e due le assemblee legislative. E il Senato francese, dopo mesi di aspro dibattito che ha portato anche alle dimissioni del ministro della Giustizia Christiane Taubira, ha cestinato una modifica fortemente voluta dal Governo sull’onda dell’emozione per la strage del Bataclan che prevedeva anche la revoca della nazionalità per chi si macchia di atti di terrorismo.

Francois Hollande, scrive il quotidiano Le Monde dando ampio rilievo alla notizia, si trova oggi “costretto a rinunciare” ad iscrivere la nuova norma nella Costituzione perché in assenza di accordo tra le due Camere non è possibile inserire la controversa disposizione nella riforma costituzionale.

“Questa volta non ci sono dubbi”, scrive il quotidiano parigino: il principio di revoca della nazionalità per i francesi che si macchiano di terrorismo non potrà essere iscritto nella costituzione transalpina. La bozza di legge approvata giovedì sera (17 marzo, ndr) dal Senato – scrive Le Monde – è infatti diversa da quella dell’Assemblea Nazionale.
Con 186 voti favorevoli, 150 contrari e 8 astenuti i senatori hanno approvato un articolo che prevede sì la revoca della nazionalità per chi si è macchiato di crimini legati al terrorismo, ma “solo per quei cittadini con doppio passaporto”. Una formulazione diversa da quella originaria che non faceva distinzione e poteva dunque trasformare un francese in un apolide.
In Francia, per procedere a qualsiasi riforma della carta fondamentale, è necessario che Assemblea Nazionale e Senato approvino lo stesso identico testo che poi deve passare vaglio definitivo dei 3/5 del Parlamento riunito in congresso a Versailles.

Intanto mentre la procura belga informa che le impronte digitali del ricercato n.1 per gli attentati di Parigi, Salah Abdeslam, sono state ritrovate nell’appartamento perquisito dalla polizia a Forest dove è avvenuta la sparatoria in cui è rimasto ucciso un terrorista in Europa ci si divide sulla coperazione tra le polizie e le magistrature.

In un convegno al Senato, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha rilevato come sul tema dell’integrazione giudiziaria e della Procura europea “siamo a un punto sostanzialmente morto” e che il tema della cooperazione giudiziaria tra Stati “è assolutamente sottovalutato” mentre “è cruciale per la tenuta dei sistemi democratici. Abbiamo bisogno di avere norme comuni e, in quanto tali, piu’ efficaci”.

C’è il rischio insomma di non riuscire a dare una risposta davvero efficace alla minaccia terroristica senza una vera cooperaione che vada oltre quello investigativo e si esplichi anche nell’azione penale col rischio di “creare, in nome della paura di cedere sovranità, un paradosso: uno stato di polizia inerziale a livello europeo non controbilanciato da un’autorità di diritto”.

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