giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Governo. Sanchez studia
l’accordo con la Catalogna
Pubblicato il 18-03-2016


cataluñaProve di disgelo tra Catalogna e Spagna. il segretario del partito socialista spagnolo Pedro Sanchez, che nonostante la bocciatura di 10 giorni fa al Congresso continua a proporsi come possibile candidato premier, ha incontrato a Barcellona il presidente indipendentista catalano Carles Puigdemont.
Il Psoe di Sanchez, come il Pp del premier uscente Mariano Rajoy e Ciudadanos di Albert Rivera, continuano ad opporsi alla possibile convocazione di un referendum sulla indipendenza della Catalogna, ma il segretario socialista lo scorso gennaio è stato il solo leader politico spagnolo con Pablo Iglesias di Podemos a congratularsi al telefono con Puigdemont dopo la sua elezione. Rajoy a oggi non ha ancora parlato con il nuovo presidente catalano, che ha confermato l’obiettivo di arrivare all’indipendenza della catalogna entro la fine del 2017. sanchez puigdemont
L’avvicinamento di Sanchez alla politica catalana non è da intendersi come un atto di cortesia e di apertura nei confronti di Puigdemont e all’idea – poco socialista – dell’indipendentismo catalano, ma potrebbe servire a Sanchez per sbloccare la sua elezione a nuovo capo dell’esecutivo nazionale. Nell’attuale situazione di paralisi politica nazionale, il partito Convergencia di Puigdemont (8 deputati su 350) ha offerto di appoggiare l’investitura di Sanchez a premier in cambio della convocazione di un referendum indipendentista in Catalogna, che potrebbe marcare un precedente anche per gli autonomisti baschi che seguirebbero l’esempio di Puigdemont chiedendo in cambio il medesimo trattamento sul territorio.
I numeri però per portare di nuovo i socialisti al governo non ci sono, servirebbe l’appoggio fondamentale di Ciudadanos o di Podemos, e un eventuale esecutivo Psoe-Podemos sarebbe l’unico in grado di offrire al governo di Barcellona (e di Bilbao) una soluzione al desiderio indipendentista dei leader politici locali e di una parte crescente della popolazione. Per la Catalogna indipendente un governo nazionale stabile e composto da forze disposte a non ostacolare il referendum indipendentista sarebbe paradossalmente fondamentale per assicurarsi un futuro lontano da Madrid.
Oggi sulle pagine del Financial Times e di altri quattro quotidiani europei il presidente Puigdemont dichiara che “nei prossimi 16 mesi scriveremo le leggi per preparare il nuovo Stato indipendente. Poi convocheremo le elezioni di un Parlamento costituente e toccherà a quei deputati, così legittimati, fare la dichiarazione unilaterale di distacco dalla Spagna”.

Sara Pasquot

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