domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Emanuele Pecheux
I gucciardiniani
Pubblicato il 09-03-2016


Tra poco più di un mese il Psi svolgerà il quarto congresso nazionale. Il secondo da quando si è compiuto il “miracolo laico” del ritorno di una pattuglia di socialisti in parlamento dopo il disastro del 2008, il primo da quando il Psi è tornato ad essere parte del governo dell’Italia.

Sarà un congresso che richiederà scelte coraggiose, legate al profondo, e non ancora concluso, mutamento della società contemporanea.

Anche un distratto osservatore, magari neppure simpatizzante, capirebbe che la passione e la dedizione per una buona e giusta causa hanno trovato un riscontro insperato dopo che nell’annus horribilis (il 2008) il più antico e glorioso partito italiano era stato dato per morto, soppresso da un leader postcomunista che riteneva di aver portato a termine il disegno ultradecennale ovvero il lascito politico di Enrico Berlinguer e del suo spin doctor Antonio Tatò.

Tuttavia in continuità con una sedimentata quanto deleteria abitudine alcuni, nella comunità socialista, all’indomani delle elezioni del 2013, vedendo frustrate le personali aspettative legate al ritorno nelle aule parlamentari o addirittura al governo, hanno principiato a condurre una dissennata quanto, in assenza di validi argomenti politici degni di tal nome, velleitaria guerriglia nei confronti del segretario del partito, seguitando ad anteporre il proprio “particulare” guicciardiniano agli interessi della comunità di cui dicono di essere parte, mediante la declinazione di parole d’ordine passatiste e revansciste corredate da affermazioni mendaci e diffamatorie .

A capo di codesto scombiccherato Carro di Tespi, si è posto l’inquieto Vittorio Craxi, detto Bobo, a sigillo di un curriculum politico degli ultimi 15 anni che si può definire quantomeno singolare e che vale la pena ripercorrere nei suoi episodi salienti.

Nel 1999 si candidò alle europee nella lista Sdi, circoscrizione sud, ma arrivò secondo e non venne eletto.

Deluso, nella primavera del 2000 Bobo iniziò il suo percorso peripatetico nel mondo politico: promosse una scissione nello Sdi e fondò la “Lega Socialista”.

Trascorsi pochi mesi, sarà tra gli attori della fondazione del Nuovo Psi. insieme a Gianni De Michelis, Claudio Martelli, Valter Lavitola, Franco Simone e ad altri che si collocò all’interno della coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi (!) che, neanche a dirlo, benedisse personalmente l’operazione.

Nel 2001, grazie ad un cadeau di Berlusconi venne eletto deputato, nel collegio uninominale di Trapani, come candidato della Casa delle Libertà (l’anno del 61 a 0 della CdL in Sicilia).

Tuttavia, verso la fine della legislatura, fiutata l’aria, in disaccordo con la sorella Stefania, che in seguito prenderà il suo posto nel cuore del leader di FI, assunse un atteggiamento critico verso il Governo Berlusconi. Così, all’interno del Nuovo Psi e insieme a Saverio Zavettieri chiese di dichiarare conclusa l’alleanza con la CdL e di ricercare un’intesa nel centrosinistra per raggiungere, a suo dire, l’unità delle forze socialiste. Così presentò una mozione al congresso del Nuovo Psi che si tenne ad ottobre del 2005, in cui si candidò alla segreteria, proponendo di uscire immediatamente dal Governo e perseguire l’unità socialista nel centrosinistra. Il congresso finì in una rissa: in aula scoppiarono tafferugli e la stragrande maggioranza dei delegati che sosteneva la mozione contraria, presentata da De Michelis, abbandonò l’aula mentre la parte restante dei partecipanti acclamò Craxi nuovo segretario. Il confuso esito del congresso provocò una scissione (la seconda promossa da Bobo in meno di un lustro): il 7 febbraio 2006 Craxi, insieme a Zavettieri, fondò I Socialisti, un movimento che aderì alla coalizione di centrosinistra dell’Unione, all’interno della quale affrontò le elezioni politiche del 2006, peraltro al solo scopo di assolvere ad un compito ben preciso. Vediamo quale.

Mentre si andava formando il soggetto politico radicalsocialista ‘La Rosa nel pugno’, Craxi accettò la candidatura nella lista dell’Ulivo alla Camera dei deputati: pur essendo un parlamentare uscente fu posizionato al nono posto (!) della lista nella Circoscrizione Lombardia 3, ben sapendo che non sarebbe stato eletto poiché la lista, come ampiamente previsto, si aggiudicò soltanto 6 seggi. Contemporaneamente la formazione dei Socialisti, non elesse parlamentari, in quanto, come previsto, non superò le soglie di sbarramento. D’altra parte la mission affidata a lui e a Zavettieri era un’altra e fu portata a compimento: furono presentate liste de ‘I Socialisti’ solo in alcune regioni al Senato (Calabria, Lazio, Puglia) con l’unico fine di indebolire le liste della Rosa nel pugno, di cui lo Sdi era promotore con i radicali che infatti, sia pure per pochissimi voti non riuscì ad eleggere senatori.

Come riconoscimento per il lavoro svolto, Bobo Craxi venne nominato sottosegretario agli Affari Esteri del Governo Prodi, su indicazione del duo Fassino D’Alema che evidentemente pensarono di aver così liquidato definitivamente la questione socialista.

Ma fecero male i loro conti: l’inquieto Bobo aderì, in seguito, alla “Costituente” lanciata, dopo la fine della Rosa nel pugno, da Enrico Boselli, che porterà alla nascita del Partito Socialista nel 2007 e, purtroppo, al disastro elettorale del 2008.

Alle elezioni europee del 2009, neanche a dirlo, il Nostro, non condividendo la scelta di confluire nel cartello elettorale di Sinistra e Libertà, si mise di traverso dimettendosi dalle cariche dirigenziali e tentando di formare, insieme al sempre presente Zavettieri, un nuovo partito (terza scissione).

La prima (e ultima) assemblea svoltasi a Roma si rivelò tuttavia un flop imbarazzante e Bobo batté in ritirata e, novello figliol prodigo, rientrò nel Psi, beninteso tornando a rivestire ruoli apicali.

Alle elezioni regionali nel Lazio del 2010 fu capolista del Psi nelle provincie di Roma e Latina, a sostegno della candidatura di Emma Bonino a presidente, ma ottenne un risultato deludente, pari a quello del 2013 quando, nelle vesti di capolista per il Senato del Psi nel Lazio, nonostante l’impegno, rimediò una debacle clamorosa specie se confrontata con il risultato ottenuto nello stesso giorno alle elezioni regionali dal Psi.

Tuttavia Bobo, in compagnia di alcuni ex parlamentari, all’indomani delle elezioni, ha ripreso ad agitarsi fino a promuovere, trovando in una comunità sfinita dal suo protagonismo e dalle sue giravolte, pochissimo seguito, una singolare corrente con il solo e dichiarato intento di destabilizzare il Psi.

Dice il saggio:”Errare è umano. Perseverare è diabolico”.

La notizia delle ultime ore è che Bobo e il suo seguito di guicciardiniani non parteciperanno al congresso nazionale del Psi ma che intendono promuovere un evento che hanno definito “Stati generali del socialismo italiano”.
Et de hoc satis.

Emanuele Pecheux

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Commenti all'articolo
  1. In questa situazione personalmemte eviterei, anche se il racconto fotografa esattamente talune scemte di Bobo, attacchi personali che non risolvono certo ma semmai acuiscono i problemi.

  2. Generalissimo Pecheux, stai difendendo la linea “Maginot”?
    Speri in una promozione?
    Hai qualche altra epurazione da effettuare?
    Apprezzo che Mauro, anche se ti ha dato lo spazio, si sia dissociato dalla tua antica tradizione staliniane.
    Ad maiora.

  3. Caro direttore, questo commento di inusitata violenza nei miei riguardi non meriterebbe risposta alcuna. Esso si raccomanda per falsità unita ad un delirante squadrismo fazioso, quello che in genere si riserva agli avversari politici. Evidentemente non mi ero accorto che il collaboratore di Nencini mi ritenesse tale in tutti questi anni.
    La libera decisione di partecipare o meno ad un Congresso, così come la libera determinazione di esprimere il proprio pare ed il proprio punto di vista non può essere messa in discussione da nessuno, ancorché non può essere oggetto di velenose ricostruzioni.
    Resta il fatto che la nota si commenta da sola e che la sua pubblicazione evidentemente é il prodotto di una linea squadristica che il giornale non aveva mai adottato verso nessuno. Mi spiace ma questo modo di fare e di agire non resterà senza risposta.

  4. Mi sembra che l’indebolimento del PSI sia uno sport praticato da molti e, a quanto pare, anche da Pecheux. E’ chiaro come a noi socialisti non bastino i massacri subiti in passato né quelli che, periodicamente, giusto per non perdere l’abitudine, vengono ancora oggi perpetrati da altri, e non sono pochi, i quali vedono come fumo negli occhi il ritorno di una sia pur piccola presenza socialista nel panorama politico italiano. E’ vero, tradizionalmente siamo stati piuttosto litigiosi e “scissionari” ma, vista l’attuale entità delle nostre forze, uscite del genere, oltre che di cattivo gusto, risultano anche ridicole, a meno che non si abbia come obiettivo quello attribuito ad altri.

    • Sarebbe stato sufficiente il breve commento del direttore, per stigmatizzare l’imboscata di un personaggio infido agguatato dietro il palcoscenico di una sorta di circo Barnum al quale il Partito, per la presenza di certi personaggi, sembra assomigliare sempre più. Forse, però, è il caso di aggiungere una considerazione: se questo è lo “stilo” di Santa Romana Chiesa (per dirla con Rosolino Pilo) e non lo si stronca, si attenda anche Mauro Del Bue, quando dovesse dissentire dall’ortodossia, una sua “agiografia”, un suo “cursus honorum” a firma dell’inclito Pescè. Posso aggiungere? Bobo Craxi mi ispirava indifferenza, ora simpatia.

  5. Caro Direttore il signor Pecheux è stato molto elegante nel NON nominarla nel passaggio del Nuovo PSI che io e spero anche lei ne va fiero di averlo fatto quel passaggio, ma lei è il direttore e l’uomo travestito da socialista se ne è ben guardato di nominarla.
    Ma torniamo a noi, questo signor Pecheux da come parla e descrive le cose è sicuramente un capo bastone e sicuramente ha fatto scuola nell’ombra di botteghe oscure. Pecheux ma cosa vuoi difendere, difendere il nulla un partito dello zero virgola in 24 anni ma non ti vergogni?. Anche io difendo LA STORIA del PSI ma non il metodo di come in questi anni si è condotto il partito, siamo in mano ad un gruppo a vari livelli e quadri che non interessa nulla di far crescere questo partito, ma solo il loro torna conto. Un segretario che ha fatto per molti anni l’amministratore sempre con quel schieramento può far politica in autonomia e nell’interesse del partito? no caro Pecheux ci meritiamo ancora per 24 anni lo zero virgola con questo modo di condurre il partito. Auguri e continuate a fare i socialisti travestiti da comunisti.
    saluti
    pasquale claps

  6. Senza entrare nel merito delle questioni personali, che non mi riguardano, da semplice lettore e modestissimo sostenitore del PSI mi piacerebbe sapere cosa perseguono esattamente i membri di Area Socialista. Lo chiedo, senza intenti polemici, perchè il comunicato, non firmato, pubblicato dall’Avanti! il giorno 7 marzo mi è parso un comunicato non di dissenso ma di aperta scissione, dal momento che AS dichiara di non voler partecipare al congresso di Salerno e di voler svolgere proselitismo anche all’interno del Partito in modo da fondare un movimento che vada per conto proprio. Insomma, è scissione o non lo è?
    Cordiali saluti a tutti, Mario Mosca.

  7. Sono attacchi e sfoghi di nervosismo della dirigenza, con una linea politica e una percentuale elettorale veramente imbarazzante, non gli rimane altro che attaccare in questo modo, perché non accettano il disastro che hanno compiuto in questi anni, e accusano gli altri per giustificarsi. Questa dirigenza è arrivata al capolinea.

  8. siamo arrivati anche nel nostro Partito alla macchina del fango! ma caro Mauro tu, come direttore del giornale, non controlli il contenuto degli articoli pubblicati ? è assurdo parlare di un compagno autorevole e serio, anche per il nome che porta , nei termini usati dal sig.Pecheux.

  9. Un paese strano tutti liberi, in nome della libertà, ma non liberi di partecipare o disertare un inutile parata che non porterà a nulla.
    Il sig. Pecheux si lancia in una spericolata denuncia socialista dall’alto di un partito che rappresenta lo 0,01% ed annuncia la scoperta dei buchi neri (l’antimateria) bravo.
    Se posso sintetizzare il mio pensiero, un partito per vivere deve avere un elettorato e non chiedere la questua per esistere.

  10. l’articolo può essere “urticante” ma nel turbinio delle polemiche originate da Area Socialista, di cui Craxi e Biscardini sono i capitani coraggiosi, mica si usano i garofani al posto dei cannoni. Tant’è Craxi parla di squadrismo (!) e già in precedenza aveva indicato ai lettori irregolarità congressuali e facezie simili. Insomma ha aperto una guerra da tempo alla Segreteria ma non si riesce a capire per fare cosa o andare dove (Stati Generali del Socialismo, cioe??). Purtroppo i peggiori nemici dei socialisti sono in casa PSI e sono gli stessi socialisti! Non stancarsi di questa situazione è eroico.

  11. Cari Compagni, leggo sempre con grande passione i vostri commenti e ogni tanto mi piace lasciar un pensiero libero, con poche parole ma ricco di considerazioni:….purtroppo mi trovo ad esser in sintonia con l’ avv. Mauro Gradi quando dice che ” di fronte al veleno … la miglior risposta è la non risposta !!! ” … Cari Compagni … dall’ alto dello 0,1% è il momento di passare dal mondo dell’ autoreferenziale e virtuale ai fatti come a Savona, dove sto promuovendo una lista civica che porterà sicuramente ad un successo superiore e ad un consenso che solo ai tempi d’oro del PSI si era visto ….. un comico/politico a zelig diceva .. “FATTI E NON PUGNETTE” .. purtroppo non ci si rende conto se si è seduti ai piani alti che nelle cantine c’è l’ acqua e l’ acqua sta suicidando tutti i topi …. è una metafora ma se non si lavora per la gente e se non ci si preoccupa di valorizzare il territorio purtroppo siamo destinati a scomparire … chiunque leggerà questo mio post difficilmente potrà smentirmi … a Savona dall’ 8% siamo arrivati al 3% …scusate compagni .. volete dirmi che è stata tutta colpa di chi presiede il territorio o anche di chi avrebbe dovuto coccolare un capoluogo di provincia che era il primo del nord italia … nel 2006 il sottoscritto era presidente del consiglio comunale, avevamo un vicesindaco e quattro consiglieri comunali tutti eletti con la rosa nel pugno … nel 2010 il sottoscritto candidato nella lista del presidente burlando alle regionali della liguria .. ho fatto il primo della lista, il 6 di tutto il centro sinistra della provincia di Savona ( 280.000 elettori ) e con un patto federale siamo riusciti a farci mettere sotto e il presidente burlando prese come assessore esterno il candidato berlangieri che fece il 2 della lista e il 13 di tutto il centro sinistra … compagni una cosa vergognosa è stata quella di non esser riusciti a farci rispettare non per quello che dovevamo prendere ma per quello che abbiamo portato …. oggi a Savona il vento gira a nostro favore …. su 790 firme portate per una candidata alle primarie, la lista civica ne ha portare 280 … compagni è più del 35,45% … che dire … soltanto bravi a chi sta credendo ad un progetto politico che porterà vento nuovo …. l’ ideologia non può morire … però i partiti devono rendersi conto che non sono più quelli di una volta .. iscritti sempre meno e chi comanda non è più un capo bastione ma una persona che deve mettersi al servizio della comunità .. oppure sarà solo un opportunista che pensa solo per se stesso e per i soliti 4 amici al bar … è finito il tempo degli aperitivi … se il futuro mi darà torto saprò cosa fare .. continuerò a lavorare come ho sempre fatto perchè di politica non ho mai mangiato ma se avrò ragione come auspico allora tante persone dovranno chinare la fronte e chiedersi dove hanno sbagliato … non siamo più il partito nazionale del 20% siamo solo un gruppo di compagni che crediamo nella nostra ideologia ma dobbiamo fare sistema e renderci conto che 1+1 fa 2 ma che da soli non si va da nessuna parte … per cui fare sistema è il miglior modo affinché un partito con 120 anni di storia non muoia sotto il simbolo del PD ma che possa diventare competitor del PD … il nostro obbiettivo a Savona è quello di portare il più alto numero di consiglieri comunali nel segno del riformismo e dell’ equità socialista …. e come coordinatore della lista in oggetto viste le promesse di oggi sono convinto pienamente di centrare l” obbiettivo …. un giorno un amico mi disse .. caro marco oggi ci rendiamo conto che noi abbiamo fatto la storia essendo stati speakers di parecchie radio libere, quando la parola libera significava, libera veramente
    ( anni 1975/1980) ebbene io credo che anche dentro ad un partito dove mio padre ha la tessera dal 1946, dove mio nonno è morto per questi valori e dove io milito da quando ho 17 anni possa dichiarare di aver fatto parte della sua storia, per cui cari compagni la storia è storia, adesso apriamo un nuovo capitolo ….. con amicizia e fratellanza … Marco Pozzo

  12. Scusa Mario, stavo scrivendo altre cose, la soluzione intanto era non votare la trasformazione del senato in un dopo lavoro per consiglieri regionali e sindaci con lo scopo di dare loro una sorta di immunità, se si vuole abolire il senato sono d’accordo lo si abolisca, la giustificazione del risparmio non convince se questo era il motiva era sufficiente ridurre il numero dei deputati e dei senatori democraticamente eletti dai cittadini.
    Il PSI che vota l’Italicum ha votato la sua scomparsa o la volontà di questuante nelle liste del PD del PDL considerato che il M5S non intende ospitare nessuno fuori dai suoi (iscritti?).
    La soluzione è ripartire dagli enti locali con proprie liste e seguire quindi alle elezioni nazionali con proprio simbolo.
    Continuare a chiedere la questua non costruisci un partito al massimo qualcuno questua un incarico e bacia la mano di chi lo ha beneficiato.

    • Caro Bruno, non c’è bisogno di scusarsi! Anzi, ti ringrazio per la cortese risposta. Abolire il Senato, ammesso che fosse utile, sarebbe oggettivamente difficile da perseguire in un’Italia in cui ogni riforma costituzionale, anche la meno vistosa, necessita di un iter molto lungo. Quanto all’Italicum, mi sembra che vi sia una proposta socialista per introdurre una modifica alla legge alettorale.
      Comunque, si può dissentire e avere opinioni diverse sull’opportunità del Partito di partecipare alla coalizione governativa, ma il dissenso, credo, amdrebbe espresso in congresso nazionale. Tutto il diritto di non partecipare, ma non è un buon segno, e sottrarsi al confronto conducendo una fronda interna, credo sia controproducente. Già siamo pochini, a che serve dividersi?
      Cordiali saluti da Budapest, Mario Mosca.

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