domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

I produttori del vino italiano cercano nuove strategie
Pubblicato il 10-03-2016


vino italiaSi è svolto nella giornata dell’8 marzo presso la sede Crea Viticoltura, a Susegana (Treviso), l’incontro in cui il mondo italiano del vino (produttori, istituzioni, ricercatori), si è confrontato proprio sulle nuove prospettive di ricerca per il miglioramento delle produzioni vitivinicole. Vi hanno partecipato rappresentanti di Università di Padova, Ecornaturasì, Vino Libero, Coldiretti, Società Italiana Genetica Agraria, Slow Food, Università di Milano, UVIVE, Unione Italiana Vini e anche l’Assessore all’Agricoltura del Veneto, Giuseppe Pan e il ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, intervenuto in chiusura. A moderare questa manifestazione c’era la prof.ssa Alessandra Gentile, commissario delegato di Crea.
Tra gli obiettivi prioritari della viticoltura italiana che richiedono grande impegno e ricerca sono mantenere o magari incrementare i già elevati standard qualitativi del nostro vino, adeguare le viti ai nuovi scenari climatici e dotarle di resistenza genetica ai principali patogeni per ridurre così l’utilizzo degli agro farmaci.

Mentre i francesi incentrano tutto sul terroir e i paesi emergenti si affidano al brand e ai costi ridotti, il modello viticolo italiano punta invece alla diversificazione produttiva, con gli oltre 500 vitigni iscritti al catalogo nazionale e coltivati grazie alla ricchissima variabilità di condizioni pedo/climatiche del nostro Paese. Il cambiamento climatico ha spinto la ricerca a trovare un nuovo modo di fare i vigneti (più attenzione al vitigno, al portinnesto, alla forma di allevamento) e di gestirli (benessere degli apparati radicali, gestione della parete vegetativa, utilizzo di macchine sempre più precise).

Ma è la genetica che può giocare un ruolo essenziale. Infatti, grazie agli strumenti di miglioramento genetico è possibile accelerare enormemente i tempi imposti dalle tecniche tradizionali (incrocio, selezione e mutagenesi). Queste nuove acquisizioni consentono di affrontare il miglioramento varietale, mediante l’uso di tecnologie che consentono di mimare quello che avviene attraverso l’incrocio o la mutagenesi, da sempre applicati alla vite, ma con tempi ridotti ed efficienza elevata.

Le prospettive della ricerca sono talmente interessanti che il Ministero delle Politiche Agricole, con un notevole sforzo, ha messo a disposizione un finanziamento specifico per il miglioramento genetico delle principali colture agrarie, tra cui la vite.

Alessandro Munelli

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