lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il corridoio meridiano
tra Europa e Mediterraneo
Pubblicato il 06-03-2016


Nonostante i drammatici venti di guerra, il ruolo del Mediterraneo quale baricentro del sistema degli scambi a livello internazionale è in fase di sviluppo, soprattutto dopo il “raddoppio” del Canale di Suez.
Il Mediterraneo è stato storicamente cerniera tra Sud e Nord del mondo, luogo di incontro e di scontro tra popoli e civiltà, motore propulsivo della storia e delle trasformazioni dell’economia: Ferdinando Braudel definiva il Mediterraneo come “non una civiltà ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre”. Ed il rilancio della funzione del Mediterraneo a livello di economia mondiale costituisce una straordinaria opportunità per il Mezzogiorno d’Italia, che, se opportunamente attrezzato sul terreno infrastrutturale, può divenire la piattaforma logistica ed operativa di una sorta di porta di comunicazione tra l’Europa e l’Oriente. Per cogliere questa straordinaria opportunità servono per il Sud massicci investimenti in porti, autostrade, reti ferroviarie e collegamenti telematici, politiche fiscali ed energetiche di vantaggio ed ai governi nazionale e regionali sta, di conseguenza, il compito di agevolare tale prospettiva. In particolare la realizzazione del “Corridoio Meridiano” potrebbe servire a creare una vera e propria piattaforma euromediterranea, per una macroarea che integri Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata.

Vanno quindi rilanciate le potenzialità del Corridoio Transeuropeo come nodo per l’attivazione del “Corridoio Meridiano”, una dorsale intermodale mediterranea che promuova le opportunità e le domande di mobilità di persone, beni e servizi, in cui riprendere il tema della realizzazione del Ponte sullo Stretto e delle infrastrutture di collegamento in Sicilia (raddoppi ferroviari, riqualificazione della rete autostradale, aeroporti, hub portuale, banda larga). Gli elementi più interessanti di questa prospettiva risiedono nelle sinergie che si possono stabilire tra infrastrutture materiali ed immateriali e, soprattutto, nella creazione di un sistema globale di gestione e di controllo dei traffici di merci e di persone lungo i corridoi plurimodali e nei nodi di scambio, provocando anche uno spostamento dei flussi dal Centro-Europa verso il bacino mediterraneo.

Proprio il Ponte sullo Stretto, a livello geopolitico, servirebbe a vivificare le parole che Italo Calvino fa dire a Marco Polo rispondendo a Kublai Kan: “Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra ma dalla linea dell’arco che esse formano”, come dire che un ponte è sempre elemento di comunicazione e di scambio di civiltà prima ancora che infrastruttura.

Maurizio Ballistreri

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