domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

IL RITORNO DI DRAGHI
Pubblicato il 10-03-2016


DRAGHI NON MOLLA PRESA, DECISO CONTRO RISCHI DEFLAZIONE

Tassi di interesse azzerati, taglio del tasso sui depositi bancari, aumento del piano di acquisti del Quantitative easing, un nuovo pacchetto di maxi-prestiti alle banche. Insomma Mario Draghi è tornato e ha usato nuovamente il bazooka anche oltre le attese. Il Consiglio Direttivo della Bce ha infatti deciso un intervento più ampio del previsto. E’ stato infatti abbassato di 5 punti il tasso quello di riferimento principale, sceso dallo 0,05% allo 0%. Stesso taglio per quello di rifinanziamento marginale che da 0,30% a 0,25%. Sempre più in negativo, infine, il tasso sui depositi, che con un taglio di 10 punti scende a -0,40%.

Potenziato il Quantitative Easing
La Bce non si ferma qui. E contro il rischio di bassa inflazione potenzia gli interventi nel quadro del Quantitative Easing. Oltre al taglio di tutti i tassi fra 5 e 10 punti, infatti, il Consiglio direttivo dell’Eurotower ha deciso di incrementare di 20 miliardi – portandolo a quota 80 miliardi – il pacchetto di acquisti mensili avviato un anno fa. La modifica avrà effetti a partire da aprile. Ma un’altra novità di rilievo è rappresentata dall’inclusione di bond emessi da imprese non finanziarie dell’Eurozona nell’elenco degli asset acquistabili. Inoltre, la Bce si muove sul fronte liquidità annunciando una nuova serie di aste ‘mirate’ a lungo termine, le cosiddette TLTRO: i prestiti alle banche inizieranno a giugno 2016, avranno durata di quattro anni con lo stesso tasso di interesse applicato sui depositi (quindi al momento negativo).

Inflazione in stallo
Nella conferenza stampa che segue la riunione del Consiglio, Draghi ha spiegato le ragioni che hanno spinto la Bce a mettere insieme una serie di misure che rappresentano uno sforzo senza precedenti contro “lo stallo della crescita e dell’inflazione”. Il consiglio direttivo della Bce “dopo avere esaminato le nuove proiezioni macroeconomiche, ha deciso di varare misure per perseguire l’obiettivo della stabilità dei prezzi, definendo un pacchetto che possa sfruttare le sinergie fra i diversi strumenti”. Sono state appunto le nuove stime, tutte tagliate, a suggerire un intervento così drastico.

Le nuove stime di crescita
Infatti nelle nuove stime macroeconomiche degli analisti della Bce si prevede un ribasso sull’andamento del Pil dell’Eurozona, la cui crescita viene ridotta all’1,4% nel 2016, per  poi crescere dell’1,7% l’anno prossimo e dell’1,8% nel 2018. Netto, invece, il taglio sull’inflazione: 0,1% nel 2016, 1,3% 2017 e 1,6% 2018. In questo nuovo scenario “restano rischi al ribasso sulla crescita” e resta alta l’attenzione. Tanto che Draghi non ha escluso un ulteriore taglio dei tassi, portati oggi a zero dal Consiglio della Bce. “I tassi rimarranno a questo livello o più bassi per un lungo periodo”, annuncia in conferenza stampa il presidente della Bce. Successivamente, rispondendo a una domanda, aggiunge: “Non anticipiamo che serviranno nuovi tagli ma nuovi fatti potrebbero modificare la situazione”.

“Quando discutiamo questi temi lo facciamo con in mente non un singolo Paese, ma l’intera Eurozona”, ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, in risposta alla domanda se i maxi-prestiti Tltro fossero diretti in particolare ad aiutare le banche italiane. Dal numero uno della Bce è arrivato anche un richiamo ai governi. Incluso quello italiano. “L’applicazione delle raccomandazioni per i singoli paesi definite dalla Commissione Europea è rimasta piuttosto limitata nel 2015: nella maggior parte dei paesi dell’Eurozona bisogna pertanto accelerare gli sforzi per le riforme, mentre le politiche fiscali dovrebbero sostenere la ripresa pur continuando a rispettare le regole dell’Ue”.

Le borse festeggiano
L’effetto dell’annuncio delle strategie della Bce è immediato sulle borse con il Ftse Mib che avanza di oltre il 4% trainato dai bancari. Maglia rosa del listino sono Unicredit (+10%) e Intesa (+8,2%). Lo spread tra Btp e Bund è in ripresa anche se resta sotto i 110 punti. Petrolio in calo ma ancora sopra 38 dollari al barile. Borse asiatiche contrastate, in una seduta di attesa. Buona la seduta a Tokyo (+1,26%), per la prima volta in quattro giorni, in scia al calo dello yen e ai rialzi degli esportatori.

Redazione Avanti!

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