domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

INVERTIRE LA ROTTA
Pubblicato il 16-03-2016


commissione europa

Domani si apre a Bruxelles il Consiglio europeo. Al centro il tema dell’immigrazione come ha detto il premier Renzi nell’aula della Camera: “Il tema dell’immigrazione sarà al centro anche di questo Consiglio europeo. Andrebbe reinserita in un quadro più chiaro e logico, purtroppo questo è molto difficile in presenza di una mancanza di attuazione delle decisioni prese. Questo è il primo tema da affrontare”. In apertura del suo discorso il premier ha ricordato le vittime della strage di via Fani durante il rapimento di Aldo Moro.

“Il consiglio europeo deve prendere decisioni, ma ciò non sta accadendo. Siamo fiduciosi che finalmente si potrà impostare un metodo diverso, ma dobbiamo prendere atto che l’ordine del giorno è lo stesso degli ultimi consigli europei”. “Le istituzioni europee hanno bisogno di nuove energie”, ha aggiunto Renzi. “E’ giusto – ha detto ancora – fare l’accordo con la Turchia, ma non a tutti i costi. Ci sono dei principi nel negoziato con la Turchia che sono fondamentali, a partire dai diritti umani, dalla libertà di stampa, dai valori costitutivi del nostro continente”. Il presidente del Consiglio ha parlato anche della flessibilità: “Il Consiglio europeo affronterà poi il tema della crescita. Io non potrò che ribadire che il fiscal compact ha portato un danno alla direzione politica dell’Europa. Lavorare per un approccio diverso richiede tanta energia e tenacia”.

“Nei primi mesi del nostro mandato – ha ricordato – siamo riusciti ad affermare un principio di flessibilità che è una delle due colonne su cui si regge l’elezione di Juncker da parte di tre gruppi tutti e tre decisivi. Il principio della flessibilità e quello degli investimenti sono stati letti come una richiesta dell’Italia o una concessione all’Italia, come fosse un’elargizione. Come se ci fosse stato fatto un regalo. Noi pensiamo invece che questi due elementi siano la chiave per cambiare la politica economica in Europa”. “Ora appare evidente che la posizione dell’Italia cerca di spostare la direzione politica ed economica dell’Europa – ha aggiunto – Il Consiglio europeo sarà un altro passo in questa direzione. È nostra intenzione chiedere a premi Nobel, scienziati, politici, quale sia la giusta direzione”. Per il premier oggi “si vede qualche piccolo segnale nella direzione giusta, ma ancora troppo timido e in una contingenza in cui l’economia globale sembra rallentare non più per difficoltà dei Paesi trainanti ma dei Paesi emergenti”.

“Sul tema della crescita la posizione del governo italiano è molto chiara e finalmente è presa dal almeno qualche forza politica a livello continentale”. “Parlo per il gruppo del Pse, vedo una condivisone ampia su questo punto che, se messo in atto e reso operativo, potrà portare a risposte che si misurano sul grado degli occupati e non più su virgole”, ha spiegato il premier.

Per il Psi è intervenuto in Aula Oreste Pastorelli: “Sapere – ha detto – che 13 mila persone si trovano in condizioni estreme al confine della Macedonia è qualcosa di inaccettabile per l’Europa e per l’idea di spazio comune nella quale hanno creduto i suoi padri fondatori. Non dobbiamo permettere che la crisi migratoria faccia vacillare l’Unione e la costringa a perdere la sua anima”.  “Rivedere gli accordi di Dublino – ha proseguito il parlamentare socialista – non è solo una priorità, ma un dovere. Così come è un dovere intervenire sulle politiche economiche per favorire consumi, crescita e sviluppo. Dobbiamo invertire la rotta, sostituendo le politiche di austerità con la crescita. È quindi giusta la nostra posizione in prima fila per chiedere all’Europa flessibilità e investimenti”.

Redazione Avanti!

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