sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

ISPRA Sette milioni vivono nell’Italia che frana
Pubblicato il 07-03-2016


Frane dissesto idrogeologicoÈ stato pubblicato in questi giorni il Rapporto Ispra “Dissesto Idrogeologico in Italia”, con dati relativi al 2015, appena presentato dall’Istituto nell’ambito della Struttura di Missione “Italia Sicura”. Il rapporto offre una fotografia completa della pericolosità da frana, idraulica e di erosione costiera dell’intero territorio nazionale e contiene indicatori di rischio relativi a popolazione, imprese, beni culturali e superfici artificiali, di grande rilevanza per la programmazione degli interventi strutturali e non strutturali di mitigazione del rischio nel Paese. Sulla piattaforma cartografica “Italia Sicura” e sul geoportale dell’Ispra, è disponibile la mappatura completa del Rapporto, con la possibilità di ‘sagomare’ i dati per vari indici.

Solo in Italia oltre 570mila imprese per un totale di oltre 2 milioni di addetti sono esposte al rischio inondazioni, con picchi di vulnerabilità al fenomeno idraulico in Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Liguria e Lombardia. Invece ottantamila unità locali di imprese (circa l’1,7%) si trovano in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata per un totale di oltre 200mila addetti a rischio. In questo caso, le regioni con il numero più alto di unità locali a rischio sono Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte.
A livello complessivo, oltre 7 milioni di abitanti – il 12% del totale – vive e risiede in aree a rischio frane e alluvioni (12% del totale). Di questi, oltre 1 milione si trova in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata (P3 e P4), mappate nei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI). Inoltre, quasi 6 milioni di abitanti vive in zone alluvionabili classificate a pericolosità idraulica media P2 con un tempo di ritorno fra 100 e 200 anni.

Precisamente sono 7.145 i comuni a rischio frane e/o alluvioni: di questi, 1.640 hanno nel loro territorio solo aree ad elevata propensione a fenomeni franosi, 1.607 solo quelle a pericolosità idraulica, mentre in 3.898 coesistono entrambi i fenomeni. Sette le regioni con il 100% dei comuni a rischio idrogeologico: Valle D’Aosta, Liguria, Emilia – Romagna, Toscana, Marche, Molise e Basilicata. A queste, si aggiungono Calabria, Provincia di Trento, Abruzzo, Piemonte, Sicilia, Campania e Puglia con una percentuale di comuni interessati maggiore del 90%. Sono, invece, 51 le province con il 100% dei comuni a rischio per frane e inondazioni.
L’Ispra spiega che il forte incremento del territorio urbanizzato a partire dal secondo dopoguerra assume nel contesto del dissesto idrogeologico una particolare rilevanza in quanto ha portato a un considerevole aumento degli elementi esposti e quindi del rischio. Attualmente, nelle aree classificate a più elevata pericolosità da frana si trovano 476 km2 di superfici artificiali, pari al 2,7% del totale, mentre oltre 2.000 km2 (11,5%) ricadono nello scenario di pericolosità idraulica media.

Alessandro Munelli

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