mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Istat: disoccupazione in calo nel 2015
Pubblicato il 10-03-2016


Disoccupazione-lavoroArrivano buone notizie: la disoccupazione in Italia nel 2015, secondo i dati diffusi dall’Istat, è scesa all’11,9%. Dopo sette anni di aumento ininterrotto, quindi, nel 2015 la stima dei disoccupati diminuisce in misura significativa (-203 mila, -6,3%), soprattutto nella seconda metà dell’anno. A ciò corrisponde un calo del tasso di disoccupazione di 0,8 punti (dal 12,7% del 2014 all’11,9 del 2015). Si riduce il numero di chi cerca lavoro da almeno 12 mesi, la cui incidenza passa dal 60,7 al 58,1%. Nonostante l’aumento dell’ultimo trimestre, nel 2015 il numero di inattivi diminuisce per il secondo anno consecutivo (-84 mila, -0,6%) ma soltanto tra gli uomini (-110 mila, -2,1%) a fronte dell’aumento tra le donne (+26 mila, +0,3%). Il calo riguarda la componente più distante dal mercato del lavoro (-182 mila, -1,7%) mentre crescono le forze di lavoro potenziali (+98 mila, +2,8%).

Per il primo anno dal 2004, inizio della serie storica, diminuisce il numero degli scoraggiati (-42 mila, -2,1%), la cui flessione è iniziata nel secondo trimestre. Nel solo quarto trimestre il tasso di disoccupazione rimane stabile all’11,5% rispetto al trimestre precedente e quello di inattività diminuisce in misura lieve (-0,1 punti) attestandosi al 35,8%. Prosegue per il secondo trimestre consecutivo il calo dei disoccupati, la cui stima scende a 3 milioni 53 mila unità (-366 mila in un anno). Anche il tasso di disoccupazione è in diminuzione su base annua (dal 13,3% del quarto 2014 all’attuale 11,9%), con una contrazione più accentuata per le donne e nel Mezzogiorno.

Nel quarto trimestre 2015 continua la discesa della disoccupazione di lunga durata (almeno 12 mesi): dal 60,3% di un anno prima all’attuale 57,7%. Si stimano a 1 milione 762 mila le persone in cerca di occupazione da almeno un anno (-301 mila nel raffronto tendenziale). Nel quarto trimestre 2015 continua la discesa della disoccupazione di lunga durata (almeno 12 mesi): dal 60,3% di un anno prima all’attuale 57,7%. Si stimano a 1 milione 762 mila le persone in cerca di occupazione da almeno un anno (-301 mila nel raffronto tendenziale). La forte riduzione dei disoccupati riguarda sia le persone con precedenti esperienze lavorative (-239 mila nel confronto tendenziale) sia quelle in cerca di prima occupazione (-127 mila, nella maggior parte dei casi giovani e donne). Si conferma l’importanza del canale informale nella ricerca di lavoro; rivolgersi a parenti, amici e conoscenti resta l’azione più diffusa e in crescita (89,7%, +3,0 punti sul quarto trimestre 2014); seguono l’invio di curriculum (72,5%, -0,9 punti) e la ricerca tramite internet (58,4%, +1,2 punti), azioni più frequenti tra i giovani e i laureati. Dopo sette trimestri di calo ininterrotto, nel quarto trimestre 2015 torna a crescere la stima degli inattivi di 15-64 anni, a sintesi dell’aumento per le donne e del calo per gli uomini (+143 mila e -107 mila, rispettivamente).

Anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) nella media del 2015 è sceso e ora si trova al 40,3% (-2,4 punti percentuali) registrando la prima diminuzione annua dal 2007. Lo rileva l’Istat spiegando che per la fascia tra i 25 e i 34 anni il tasso di disoccupazione è al 17,8% (-0,8 punti sul 2014). Nel quarto trimestre il tasso di disoccupazione giovanile scende al 40% (-3,3 punti sullo stesso periodo del 2014). Il tasso di disoccupazione nella fascia tra i 25 e i 34 anni è nel quarto trimestre al 17,6% (-due punti percentuali sullo stesso periodo 2014).

Anche l’incremento del tasso di inattività è dovuto soltanto alla componente femminile mentre l’indicatore continua a diminuire per gli uomini. La crescita dell’inattività riguarda coloro che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare (+130 mila); diminuiscono, invece, le forze di lavoro potenziali (-94 mila), in particolare quanti non hanno cercato lavoro nelle ultime quattro settimane ma sono immediatamente disponibili a lavorare. Dai dati di flusso, nel corso di un anno, diminuisce la permanenza nella disoccupazione a favore dell’aumento delle transizioni verso l’occupazione o l’inattività.

Redazione Avanti!

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