domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

JOBS ACT ALLA FRANCESE
Pubblicato il 31-03-2016


Sciopero in Francia contro Jobs ActNon è ancora finita la settimana nera del presidente francese Hollande, dopo lo schiaffo di ieri del progetto di riforma costituzionale che mirava a privare della nazionalità francese chi ha doppio passaporto e si macchia di reati di terrorismo, oggi il Paese protesta contro la Riforma del lavoro voluta dall’Esecutivo socialista.

La Francia scende di nuovo in piazza contro l’Esecutivo e la riforma del lavoro, definito il “jobs act alla francese”. Il nuovo sciopero indetto dai sindacati francesi e dalle associazioni studentesche ha riempito non solo le piazze, ma sta comportando notevoli disagi alla circolazione e al trasporto pubblico: Poco dopo le 8.30 di stamane vi erano più di 430 km di code nelle autostrade di ingresso a Parigi. Caos anche per i voli e i treni cancellati, per via dello sciopero dei controllori di volo.

Le compagnie che operano nell’aeroporto di Paris-Orly hanno dovuto annullare il 20% dei voli, un terzo quelli cancellati a Marsiglia. La direzione generale dell’aviazione civile (Dgac), che aveva anticipato alle compagnie una possibile riduzione dei programmi in vista dello sciopero dei controllori, non si aspettava di dover annullare dei voli ma solo ritardi e disagi, mentre nella capitale i passaggi della metropolitana sono stati ridotti del 25%.
Il Paese è fermo, con le scuole chiuse e nessun giornale andato in stampa. Mentre durante le numerose manifestazioni nelle principali città del Paese, ci sono già stati i primi scontri tra manifestanti e polizia in tenuta antisommossa, soprattutto nelle città di Nantes e Rennes. Ma a Parigi fa impressione la chiusura dell’iconica Tour Eiffel per via dell’imponente manifestazione nella Capitale francese. La decisione arriva dopo che la scorsa settimana le manifestazioni di Parigi sono degenerate in violenza, con auto bruciate e una trentina di arresti e scontri con la polizia.

Sciopero in Francia contro Jobs Act 2

“Ci saranno molte persone per le strade. Tutti i lavoratori sono interessati da questa legge” ha detto ieri Philippe Martinez, leader della Cgt, il principale sindacato che si oppone alla riforma del lavoro.
La ministra Myriam El Khomri, che ha dato il nome alla Riforma, intervistata alla radio, ha ribadito di avere come missione “il riassorbimento della disoccupazione” e di essere convinta che il fronte sindacale non sia compatto nella contestazione, ma le maggiori sigle sindacali hanno aderito allo sciopero, tutti ad eccezione della Cfdt, la più moderata e filogovernativa. Tuttavia la ministra si è detta disposta a cambiare alcune parti del testo durante il dibattito parlamentare per offrire un trattamento differenziato per le piccole e medie imprese, anche se già alcune modifiche sono state fatte dall’esecutivo rispetto al progetto iniziale, come la retromarcia fatta sulla norma che prevedeva di limitare gli indennizzi previsti per il lavoratore in caso di licenziamento.

La riforma come il nostro Jobs Act punta sulla flessibilità, rendendo più facile il licenziamento di tipo economico e affidando all’azienda un potere maggiore, soprattutto per la gestione delle ore lavorative. Nonostante il Governo abbia cercato di eliminare alcuni punti per ammorbidire l’opinione pubblica di fronte alle prime proteste.

“Non rinunceremo a questa riforma audace, intelligente e necessaria”, ha detto stamane il premier Valls. Queste manifestazioni rappresentano un vero e proprio test politico sul governo di Manuel Valls e soprattutto sul presidente François Hollande, già reduce dalle sconfitta sulla Riforma costituzionale, dai contrasti nel proprio Partito e sempre più basso nei sondaggi. Nel sondaggio di Ipsos-Sopra Steria, pubblicato ieri, Hollande sarebbe già eliminato al primo turno delle elezioni presidenziali, chiunque sia il suo diretto avversario. Mancano appena tredici mesi per le presidenziali e questa battuta d’arresto politico, mutua ulteriormente la possibilità di essere rieletto nel 2017 per un secondo mandato.

Maria Teresa Olivieri

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