lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La Nato accusa la Russia di usare la crisi dei migranti
Pubblicato il 02-03-2016


siria macerie«Dividi et impera», per la Nato si tratta della strategia utilizzata dalla Siria e dalla Russia utilizzando proprio una delle tragedie conseguenti alla guerra siriana, i migranti. Secondo il generale americano Philip Breedlove, Comandante Supremo delle forze NATO in Europa, infatti Russia e Siria starebbero deliberatamente utilizzando la migrazione come “arma” per destabilizzare e minare il continente europeo.
Una dichiarazione che ha suscitato scalpore, anche perché secondo Breedlove l’unico scopo degli attacchi indiscriminati sulla popolazione siriana da parte dell’esercito di Assad supportato dai russi è quello di terrorizzare i cittadini siriani per farli scappare e per creare di conseguenza problemi per gli altri paesi, l’Europa soprattutto.
Il capo del comando europeo degli Stati Uniti ha riferito che la crisi ha permesso alla Russia di utilizzare mezzi non militari per creare divisioni all’interno della NATO e dell’Europa. Non solo, ma il Generale ha anche puntato poi il dito contro i profughi accusandoli “mascherare il movimento” di terroristi e criminali, di conseguenza l’ISIS, secondo Breedlove, si sta “diffondendo come un cancro” proprio tra i migranti.
Nel frattempo però i migranti restano ammassati in condizioni umanitarie disperate. A Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, ben diecimila profughi sono bloccati alla frontiera, con la Macedonia che ha rafforzato i controlli con altri 700 uomini delle forze dell’ordine al confine.
Skopje ha fatto sapere che intende autorizzare quotidianamente l’ingresso a un contingente equivalente al numero di persone che la Serbia è pronta ad accettare ogni giorno. Da questa notte in due diversi momenti (da mezzanotte alle 2 e dalle 6 alle 9) la Macedonia ha riaperto per circa quattro ore le frontiere con la Grecia, autorizzando l’ingresso di 170 profughi provenienti da Siria e Iraq.
Tuttavia la questione resta tesa e si temono nuovi scontri. La Grecia è sempre più in difficoltà, ed è diventata un enorme campo-profughi dopo che sulla rotta balcanica il transito dei rifugiati in arrivo dal Vicino Oriente è bloccato sistematicamente alle frontiere nazionali dagli altri Paesi europei. La Commissione europea ha proposto oggi di utilizzare 700 milioni di euro provenienti dal bilancio comunitario per meglio gestire la crisi umanitaria che sta colpendo i Balcani e in particolare la Grecia. Christos Stylianides, il commissario Ue cipriota responsabile della gestione delle crisi umanitarie, ha spiegato che i 700 milioni di euro saranno suddivisi su tre anni: 300 milioni nel 2016, 200 milioni nel 2017, e altrettanti nel 2018. La proposta di regolamento deve essere approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo.
In queste ore però mentre Europa e Nato cercano una soluzione per i migranti, la Turchia, alleato cardine per entrambi, ha impedito l’ingresso nelle sue acque territoriali per il secondo gruppo navale militare della NATO diretto nel Mar Egeo per i migranti.
La missione NATO, che punta a contrastare i trafficanti, lanciata a inizio mese per aiutare l’Unione Europea a gestire la più grave crisi dei migranti dalla Seconda Guerra Mondiale, non è ancora partita perché “i turchi si sono rifiutati” questo fine settimana di consentire alle navi di entrare in acque turche.

Maria Teresa Olivieri

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