venerdì, 29 luglio 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La ripresa non è dietro l’angolo
Pubblicato il 09-03-2016


BancaItaliaGli avvisi che la ripresa non è ancora quella che si sperava non mancano. Oggi è la volta delle sofferenze bancarie di cui si registra la crescita. Insieme alle sofferenza salgono i tassi bancari, il che si traduce in meno prestiti alle imprese. Allo stesso tempo aumentano quelli per le famiglie. Segno più, con lieve rallentamento, anche per il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato. Questa la fotografia dello stato di salute del settore bancario scattata dalla Banca d’Italia nel supplemento al Bollettino statistico “Moneta e banche”. Ma quello che risulta più evidente è l’incremento dei prestiti in sofferenza, tornati alla cifra record di 202,053 miliardi lordi dai 200,936 miliardi di dicembre e dai 201,011 miliardi di novembre 2015.

La lettera di Bruxelles
Un dato che arriva in un momento particolarmente caldo. Quello in cui la Ue sta discutendo sullo stato di salute dell’economia italiana. Per ora nessuna penalità per noi, però da Bruxelles è arrivata una lettera di raccomandazione. Non siamo gli unici ad averla ricevuta, siamo in compagnia di altri 4 paesi europei: Spagna, Belgio, Croazia, Finlandia e Romania. La Commissione Europea nella lettera esprime le sue “preoccupazioni” per il rispetto da parte dei Paesi dei rispettivi obblighi di bilancio. “C’è ancora tempo per prendere le misure necessarie, per questo mandiamo oggi un segnale anticipato di avvertimento”, spiega il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis. La Commissione “ha comunicato le proprie preoccupazioni sul rispetto degli obblighi di bilancio a Spagna, Italia, Belgio, Croazia, Finlandia e Romania”. Si legge in una nota. “Abbiamo individuato sei Paesi le cui strategie di bilancio potrebbero rischiare di condurre alla violazione degli obblighi previsti dal Patto. C’e’ ancora tempo a sufficienza per adottare le misure correttive necessarie, ed è per questo che oggi la Commissione ha segnalato preventivamente questi aspetti”, ha detto il vicepresidente Valdis Dombrovskis.

Le lettere inviate “riflettono – ha aggiunto il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici – una valutazione aggiornata delle prospettive di bilancio di un certo numero di Paesi dopo le previsioni economiche d’inverno. Ora abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per allertare le autorità nazionali sui rischi di complicanze. Ora sta a loro tenere conto di questi input quando invieranno i loro piani di bilancio a medio termine in aprile”,

Insomma la procedura di infrazione è per il momento schivata. Decisione che arriva alla vigilia delle elezione amministrative di primavera e che neutralizza, almeno per il momento, un argomento forte che comunque ha poco a che vedere con le tematiche locali di cui si dovrebbero concentrare le campagne elettorali. Anche se si sa benissimo che in Italia non funziona così e ed è sempre la polemica nazionale.

Alla lettera ha risposto il Mef commentando che da Bruxelles viene riconosciuto che il debito si è stabilizzato, e il rapporto 126.3 a cui fa riferimento, cioè l’analisi sul debito, fu preparato anche lo scorso anno senza portare a procedure d’infrazione. “La lettera esordisce con il riconoscimento della stabilizzazione del debito nel 2015 e la previsione di riduzione a partire dal 2016”, secondo il Ministero, che sottolinea come “il rischio di “non compliance” potrebbe condurre alla decisione di realizzare un rapporto ai sensi dell’art. 126.3 del Trattato.

Pil deludente
Altro dato reso noto oggi è quello del Pil. L’Istituto nazionale di statistica ha infatti dichiarato che nel primo trimestre la ripresa continuerà a “ritmi moderati”, con un aumento stimato dello 0,1%, grazie al contributo dei consumi privati. “All’incremento del Pil – ha spiegato l’Istat – contribuirebbero positivamente i consumi privati, a fronte di un apporto negativo della domanda estera netta e dei consumi pubblici mentre la dinamica degli investimenti (al lordo delle scorte) risulterebbe sostanzialmente piatta”. Di questo passo le previsione su cui si basa la legge di stabilità sembrino lontane.

Ginevra Matiz

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi disoccupazione elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Napolitano Nencini Onu Oreste Pastorelli pd Pdl pensioni Pia Locatelli psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE Unione europea USA



Lascia un commento