sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Libia. Prime sanzioni Ue contro gli oppositori di Serraj
Pubblicato il 31-03-2016


Libia guerraContinuano gli sforzi dell’Italia per tentare di ridare stabilità alla Libia sostenendo l’accordo per un governo di unità nazionale raggiunto oltre due mesi fa, ma ancora osteggiato da una gran parte dei leader locali. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha avuto oggi pomeriggio un colloquio telefonico con il Primo Ministro designato libico, Fayez al Serraj. Quest’ultimo, che parlava dal suo ufficio a Tripoli, ha confermato la determinazione del Consiglio presidenziale a procedere nel dialogo con tutte le parti libiche per consolidare il governo di accordo nazionale e avviare la stabilizzazione del Paese. Dal canto suo, Gentiloni ha rinnovato l’appoggio italiano al governo di accordo nazionale. Gentiloni ha rinnovato l’appoggio italiano al governo di accordo nazionale e il sostegno ad ogni azione volta ad allargare e a consolidare la sua base di consenso. Gentiloni e Serraj hanno infine concordato sul pronto invio da parte della Cooperazione italiana di aiuti di urgenza alimentari (860 tonnellate) e medici (3 kit sanitari generici, in grado di garantire la cura di 30mila pazienti). Gli aiuti saranno gestiti dal governo di accordo nazionale e distribuiti ai cittadini libici in maggiore difficoltà.

Intanto sono scattate le sanzioni dell’Unione europea contro tre esponenti libici che ostacolano il governo di unità nazionale. Due di Tripoli, il capo del “governo” Khalifa al-Gwell ed il presidente del Parlamento Nouri Abu Sahmain, e uno di Tobruk, il presidente del Parlamento Aguila Saleh. Le misure prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio.

L’inviato dell’Onu, Martin Kobler, ha ricordato le tappe successive del processo in atto nel Paese dopo l’insediamento di Serraj avvenuto che è coinciso con una serie di conflitti a fuoco registrati nella notte tra i sostenitori del nuovo governo e quelli dell’esecutivo non riconosciuto che controlla buona parte della città. “Il consiglio presidenziale – ha detto Kobler – nomina un governo di unità nazionale che verrà approvato dal parlamento di Tobruk”. “I due governi, (Tripoli e Tobruk) dovranno consegnare il potere”. Riguardo ai problemi di sicurezza soprattutto nella capitale dopo l’insediamento a Tripoli di Serraj, Kobler ha detto che ci “sono dei contatti con i capi delle milizie per garantire la sicurezza”. Comunque questa mattina nel porto di Misurata è avvenuta una forte esplosione che secondo quanto riferisce l’emittente televisiva ‘Sky Arabiya’, ha coinvolto due nave cariche di armi e esplosivi.

“L’insediamento del Governo a Tripoli, seppure in un contesto di vistosa fragilità e insicurezza – ha commentato Bobo Craxi – pone le basi per un accordo più largo con tutte le componenti della società libica realmente desiderose di concludere un lungo periodo di conflitti”. “L’Italia”, aggiunge l’ex sottosegretario agli Esteri, “deve sostenere questo sforzo mantenendo un profilo e un supporto politico e tecnico, senza procedere verso improbabili presenze militari. L’interesse comune di tutte le diverse componenti dell’area”, prosegue Craxi, “è di sviluppare un contrasto contro i gruppi criminali che usano violenza cieca e prosperano nell’illegalità. Penso che i mesi a venire potranno definire meglio questo ‘quadro’. Tuttavia, questo segnale di normalità rappresenta un primo sintomo positivo, che dev’essere incoraggiato”, conclude, “in tutti i modi”.

Più in generale, a proposito della situazione mediorientale, parlando a Torino, al termine della proiezione del film ‘La notte di Sigonella’ promossa dal circolo dei Riformisti alla presenza dell’on. Giusy La Ganga e del professor Soave, Bobo Craxi ha detto che: “Dalla Storia della politica estera italiana degli anni ’80 c’è sempre da imparare: buoni insegnamenti da mettere in pratica. Il Mediterraneo”, ha proseguito, “è l’ambito naturale in cui l’Italia può mantenere ed esercitare un ruolo in ragione della propria vocazione pacifica e democratica e della sua capacità di dialogo. La frontiera sud del Mediterraneo è la nostra frontiera. E la sicurezza di Libia e Tunisia è la nostra stessa sicurezza. Per queste ragioni”, ha aggiunto Bobo Craxi, “incoraggiare la stabilizzazione del Governo insediatosi a Tripoli, con le difficoltà che non bisogna nascondere, implica un di più di sostegno politico, tecnico ed economico. Certo, un’altra Italia avrebbe goduto di un rispetto ben diverso, dall’India come dall’Egitto. Ma l’episodio ci rammenta ancora che la questione ‘cardine’, in Medio Oriente, è quella della pace israelo-palestinese, che di anno in anno si riempie di episodi di violenza reciproca. Non posso che continuare ad auspicare il ritorno a un negoziato possibile, che alimenti la giusta causa del popolo palestinese”, ha concluso, “per uno Stato pienamente sovrano a fianco di Israele sicuro nei suoi confini”.

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