domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. Il governo rassicura sulla rotta degli arrivi
Pubblicato il 10-03-2016


migrantiI timori del sottosegretario agli Interni Domenico Manzione vengono smentiti stamattina dal Capo del Viminale, Angelino Alfano: “In questo momento non abbiamo l’evidenza di un flusso enorme” di migranti diretti verso la rotta adriatica. “Noi siamo abituati a fare le previsioni, ma anche a osservare la realtà. La logica ci suggerisce che si potrebbe aprire quella rotta, ma questo ce lo fa dire la logica, non i fatti”. Le affermazioni del ministro dell’Interno Angelino Alfano, a Bruxelles prima del Consiglio Affari Interni, tentano di dare rassicurazioni. Ma i timori restano alti, non solo si prevedono sbarchi di almeno 1300 persone al giorno, ma l’Europa, come si è visto con la Grecia, non assicura nessun tipo di assistenza. E i Paesi sulla rotta balcanica non cambiano idea e anzi hanno deciso unilateralmente di porre fine agli arrivi, sulla scia dell’Austria che guida la coalizione contro gli sbarchi indiscriminati. La Slovenia ha infatti annunciato la piena reintroduzione del codice delle frontiere delle Schengen, per mettere fine “alle attuali modalità di migrazione attraverso i Balcani Occidentali”. In pratica, ha spiegato oggi la portavoce della Commissione Natasha
Berthaud, “questo significa che i cittadini di Paesi terzi che non sono qualificati ad entrare nell’area Schengen o che non hanno fatto richiesta di asilo malgrado abbiano avuto l’opportunità di farlo, non verranno ammessi in Slovenia. Questo è in linea con le conclusioni del Consiglio Europeo del 18 e 19 febbraio, che sono state reiterate nelle conclusioni del vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue del 7 marzo”. Anche la Croazia e la Serbia hanno annunciato misure simili. Nel frattempo però il confine tra la Grecia e la Macedonia nell’area di Idomeni, sono ammassanote migliaia di migranti (la settimana scorsa il commissario europeo Christos Stylianides ne aveva stimati 12-15mila). Così cresce il timore che chiusa la rotta balcanica, i profughi sarebbero costretti a raggiungere l’Europa dalla rotta “adriatica”, cioè dalla Grecia o dall’Albania via mare verso l’Italia.
Contro questo timore il ministro Alfano è convinto di poter contare sulla collaborazione piena del Montenegro e anche dell’Albania, con cui l’Italia cercherà di stipulare un Memorandum (sostegno operativo in cambio di controlli ferrei contro gli «scafisti» e i trafficanti di esseri umani).
Nel contempo però l’Europa vacilla e continua il dissidio tra i due Paesi teutonici, Austria e Germania. Angela Merkel torna a criticare l’Austria sulla questione profughi. “Sono dell’idea che questa decisione unilaterale dell’Austria e di conseguenza quella assunta dai Paesi balcanici porta meno profughi a noi, ma dall’altro lato mette la Grecia in una situazione difficile”. “Il problema non è risolto, per questo mi impegno per una vera soluzione europea”, ha aggiunto la cancelliera tedesca parlando alla radio MDR.
Dall’altro lato però l’Austria non teme i rimbrotti tedeschi e addirittura si mette di traverso alla possibilità di un accordo con la Turchia. Il ministro degli Interni austriaco Johanna Mikl-Leitner ha dichiarato di essere “estremamente critica” a proposito del possibile accordo tra l’Ue e la Turchia sui migranti e che l’Europa è in pericolo e rischia di “gettare i suoi valori in mare”. Mikl-Leitner ha rilasciato un’intervista alla radio pubblica Orf alla vigilia del summit dei ministri degli Interni Ue a Bruxelles. In un’intervista a Die Welt ha anche sottolineato che la “chiusura della frontiera è permanente”. “Credo che sia discutibile che la Turchia prenda il controllo di un giornale che critica il governo e poi arrivi qui tre giorni dopo e presenti una lista di desideri – ha detto senza celare il disappunto – E poi la Turchia viene ricompensata con l’avanzamento delle trattative per il regime di visti”. Per il ministro degli Interni austriaco l’accordo con Ankara deve includere una “clausola rescissoria”.

Liberato Ricciardi

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